<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008</id><updated>2012-01-22T22:05:27.375+02:00</updated><title type='text'>Storie di Ordinaria Follia</title><subtitle type='html'>...per non smettere mai di indignarsi...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>39</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-7493621560790604079</id><published>2010-04-19T09:59:00.002+03:00</published><updated>2010-04-19T10:01:46.159+03:00</updated><title type='text'>Delirio da Crisis Mapper</title><content type='html'>Poco tempo fa ho scritto un saggio per l‘Universita’, per un corso in assistenza umanitaria, che uno dei problemi piu’ grossi che la comunita’ internazionale si trova ad affontare oggi e’ quello della distanza dalle comunita’ che si intende aiutare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo contesto poco dopo ho inserito il concetto dello spazio degli invisibili, un concetto che si rifa’ alla relazione tra urbanistica ed organizzazione degli spazi, nello specifico riferito ai campi profughi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo, in un corso in Medio oriente mi sono incimentata ad analizzare, del tutto per caso, le rivolte in Iran a seguito delle elezioni del presidente. In questo saggio di ricerca per la prima volta mi sono trovata nella situazione in cui la miei piu’ complete fonti di informazione erano blogs, twitter, facebook e you tube. Il principio di per se mi ha lasciato da prima sconcertata: da studente datata, cresciuta in un sistema tradizionale e abbastanza rigido come quello italiano, non mi piaceva l’idea di usare mezzi di informazione cosi’ poco ortodossi, e temevo per la credibilita’ della mia ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il semestre dopo pero’, ancora una volta mi trovo a scrivere un saggio di ricerca su Al Qaeda e di fatto devo fare affidamento sulle comunicazioni internet dell’organizzazione per ricorstruirne la struttura informativa. La mia ricerca partiva da un conferenza a Columbia dove Leoluca Orlando, ex sindaco di Parlemo, parlava del concetto di identita’ distorta usato dalla Mafia per rifarsi a concetti propri dell’identita’ siciliana e proporre una identita’ compatibile e cucita sopra i valori originali, in questo modo riempiti di nuovi contenuti (ad esempio il valore dell’onore, della famiglia, etc). Il mio punto era trovare quali di questi valori Al Qaeda utilizzasse per rifarsi ad una commune identita’ musulmana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima ancora di questo saggio, una delle mie prima ricerche fu sull’identita’ palestinese e quella israeliana e le relazioni tra questi due valori espresse nella dinamica del conflitto. Il mio argomento qui era quello che il conflitto israelo-palestinese non poteva essere affrontato senza dare l’adeguata importanza al discorso identitario, che di per se si radica in una trappola storica dove la vera posta in gioco e’ una definizione di se stessi nata con il conflitto stesso che quindi si radica nella sua struttaura piu’ intima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi leggendo “New Technologies In emergencies and conflicts” pubblicato dalla United Nations Foundations, scritto da Coyle Diane and Patrick Meier, ho cominciato a riflettere su cosa mi stava portando ad interessarmi cosi’ tanto di questa cosa del crisis mapping e delle nuove tecnologie applicate alle emergenze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto di quello su cui ho lavorato in questi due anni in verita’ sta prendendo forma: dal costruttivismo, all’interesse per l’identita’, all’importanza dell’individuo, al mio tentativo di trovare una implementazione al concetto di Protection che sia non piu’ rights-based, ma person-based, alla distorsione di valori per scopi propagandistici, alla intersezione con la costruzione dell’identita’ e della  lotta per l’identita’ con il conflitto. E su questa base si passa al livello superiore della espressione politica, il potere dei media  e della comunicazione, l’impulso a scappare delle reti di controllo informatico ed il loro valore politico e sociale. Ed infine lo spazio. Lo spazio come espressione fisica e come luogo della riorganizazzione sociale, lo spazio che diventa spazio identitario di esclusione ed inclusione da una identita’. Ma lo spazio anche come link tra la a-spazialita’ della rete e la localizzaione degli attori che interagiscono nella rete, cosi come la localizzazione degli effetti che queste interazioni producono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo persorso mentale le potenzialita’ che le nuove tecnologie hanno ed il loro impatto sulle emergenze umanitarie e’ fortemente radicato in tre concetti fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- l’identita’ come variabile principale da tenere in considerazione in una qualsiasi valutazione del come, dove quando, cosa e perche’ (individuo e comunita’ sopra una statica definizione di diritti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- l’accesso bi-direzionale, inteso come accesso alle informazioni ma anche l’accesso ad essere fonte di informazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- lo spazio, come parte fondamentale della dinamica in contesto umanitario che deve essere tenuto in considerazione in termini di percorsi individuabili e come espressione visiva di trend che possono essere in questo modo utilizzati o influenzati. Ma anche lo spazio che di per se e’ parte integrante delle emergenze umanitarie come contesto spaziale e temporale di interazione e come urbanistica politica della organizzazione sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi tre concetti sono intersecati uno con l’altro in una dinamica elestica, dove I posibili risultati possono essere influenzati enormemente dallo sviluppo del concetto di crisis mapping applicato a crowdsourcing tools e da tutte le tecnologie di comunicazione a basso costo che stanno emergendo. Questo mi esalta, il vedere una quantita’ di possibili strade che si aprono su scenari potenzialmente infiniti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mille altre idée stanno emergendo J&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-7493621560790604079?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/7493621560790604079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=7493621560790604079&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/7493621560790604079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/7493621560790604079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2010/04/delirio-da-crisis-mapper.html' title='Delirio da Crisis Mapper'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-6281390042967658533</id><published>2010-04-04T07:28:00.003+03:00</published><updated>2010-04-04T08:22:27.287+03:00</updated><title type='text'>SWIFT RIVER e USHAHIDI: UNA RIVOLUZIONE POLITICA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S7ghuDOR5sI/AAAAAAAAALY/jb6GuBr2_Ao/s1600/logo_ushahidi-red.png"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 86px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S7ghuDOR5sI/AAAAAAAAALY/jb6GuBr2_Ao/s320/logo_ushahidi-red.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456148023582254786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ushahidi e' solo un programma. Un semplice, open source programma informatico. Fino a pochi mesi fa qualsiasi cosa legata con l'informatica era per me astrusa, complicata, fondamentalmente stupida e frustrante. Per me il Pc e' sempre stato un mezzo necessario, indispensabile ormai, utile alle volta, ma mai particolarmete interessante in se per se. Quello che mi interessava era il sapere a cui potevo accedere tramite il mezzo.&lt;br /&gt;Oggi il computer e' per me il mezzo attraverso il quale la nuova rivoluzione politica sta iniziando. La nuovo rivoluzione politica si chiama Ushahidi ed e' destinato a cambiare le cose.&lt;br /&gt;Ma cominciamo dall'inizio. All'inizio c'erano 5 individui e le elezioni in Kenya del 2008. Dopo le elezioni nel paese scoppia il caos e questi cinque individui, che sono tutti programmatori, decidono di creare una piattaforma online dove chiunque puo' mandare con un SMS dal suo telefonino informazioni su cosa sta succedendo intorno a lui. Non solo, la piattaforma puo' anche prendere informazioni da twetter, facebook, you tube. In aggiunta, sulla piattaforma vengono anche riportate le informazioni provenienti da giornalisti nei media locali ed internazionali. Tutte queste informazioni pero' appaioni su una mappa; ogni singolo evento viene mappato sulla cartina dell Kenya, fornendo un risultato molto semplice ed a tempo stesso rivoluzioniario: la mappatura di quanto avvenuto in Kenya in quesi mesi, il tutto categorizzato, geo-localizzato e inserito in una linea temporale coerente.&lt;br /&gt;Ushahidi da allora e' cresciuto ed ha girato il mondo. Da li e arrivato in India, the US, Gaza, etc: essendo open source ogni persona o gruppo che vuole puo' creare la propria piattaforma Ushahidi e modificarla a suo piacimento.&lt;br /&gt;Non solo. Ushahidi rivoluziona in immediato il normale flusso di informazioni in situazioni di emergenza o di crisi: non piu' giornalisti che osservano e pubblico che guarda, con la massa degli reali testimoni relegata nel suo roulo di vittima passiva dell'intero flusso di informazioni. Con Ushahidi la voce dei testimoni, delle vittime e della gente, trova la sua strada ed esce allo scoperto incontrollabile. L'informazione, fulcro del potere dei nostri giorni e delle nostre democrazie, viene in qualche modo svincolata dal suo normasle flusso di transito e diventa strumento di potere delle masse.&lt;br /&gt;E poi e' arrivato il figliol prodigo: Swift River. perche' con Ushahidi il vero problema diventa evidente. Quando l'informazione e tanta, diventa facilmente troppa, e in un mare di informazioni ci si perde. Come con Internet, qualsiasi cosa cerchi puoi trovare tutto ed il contrario di tutto, e ancora non capire chi devi ascoltare. Ed e' qui che entra in gioco il nostro nuovo gioco. Swift River e' un semplice filtro: tu immetti le informazioni, ancora una volta da Twitter, SMS, facebook, news feeds, e-mail, e Swift filtra. ma non solo: Swift e' come un bambino piccolo, bisogna insegnarli come fare, ma una volta che impara, non se lo scorda piu'. Quello che succede e' semplice. Innanzi tutto tu puoi per prima cosa vedere quali informazioni vengono riportate da piu' fonti e quindi confermate; queste fonti in qualche modo condividono ora un grado di credibilita'. E questa credibilita' viene indicata con un punteggio da 1 a 100. Non solo, tu puoi cominciare ad eleborare delle categorie sotto le quali vedere e categorizzare l'importanza delle informazioni, e quindi puoi "Taggare" ogni informazione con una categoria. Il sistema impara le categorie, il punteggio di credibilita' e comincia  fare dei calcoli con i suoi algoritmi per riconoscere queste categorie automaticamente dalle parole contenute nel messaggio. Oltre a questo, il sistema consente di evidenziare quali sono le fonti piu' autorevoli, senza che tu debba necessarimente sapere chi esattamente sono queste fonti. Questa e' la vera rivoluzione: se il numero di cellulare 2345XXXX manda ripetutamente dei messaggi che non vengono mai confermati da nessuna altra fonte allora avra' uno score medio. Se lo stesso numero manda SMS che vengono sempre, anche a posteriori, confermati da altre fonti, allora questo numero avra' un grado di credibilita' piu' alto. Se lo steso numero mi manda SMS che si rivelano sempre falsi, allora avra' uno score a 0. Questo significa che potenzialmente l'individuo X puo' avere molta piu' credibilita' del giornale nazionale gestito dal governo. Questo sistema crea una rete di fonti di informazione credibili che si autoalimenta ed espande con l'ampliarsi del flusso di informazioni e che potenzialmente diventa la fonte primaria di informazioni vitali. In un contesto di emergenza, dove tutte le informazioni sono vitali e dove la gestione di queste informazioni e' uno dei problemi piu' grandi, Swift River ed Ushahidi sono il futuro. Ma l'intero progetto Ushahidi ha potenzialita' ben al di fuori delle emergenze e delle crisi: Ushahidi e Swift River sono l'anarchia organizzata di cui vaneggio da tempo, l'ordine senza polizia, lo stato senza il governo: e' una nuova rivoluzione politica dove la posta in gioco e' il controllo delle fonti di informazione, da sempre nelle mani di pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La e-Revolution e' cominciata! (Arrivera' mai in Italia? bah)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-6281390042967658533?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ushahidi.com/' title='SWIFT RIVER e USHAHIDI: UNA RIVOLUZIONE POLITICA'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/6281390042967658533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=6281390042967658533&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6281390042967658533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6281390042967658533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2010/04/swift-river-e-ushahidi-una-rivoluzione.html' title='SWIFT RIVER e USHAHIDI: UNA RIVOLUZIONE POLITICA'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S7ghuDOR5sI/AAAAAAAAALY/jb6GuBr2_Ao/s72-c/logo_ushahidi-red.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-3861446879080011890</id><published>2009-11-13T06:42:00.003+02:00</published><updated>2009-11-13T07:47:16.148+02:00</updated><title type='text'>LO SPAZIO DEGLI INVISIBILI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In uno dei miei primi &lt;a href="http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/10/democrazia-diretta.html"&gt;post&lt;/a&gt; ho parlato del concetto di Direct Democracy, o democrazia diretta, impersonato nel concetto di authanarchy cosi' come espresso da Akiva Orr nel suo omologo pamphlet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei concetti espresso da Akiva nel suo manifesto sulla Democrazia Diretta e' il potere che ogni cittadino deve avere (sempre) di decidere, votare o revocare una decisione presa, e la totale mancanza di rappresentanza nell'esercizio di questo potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle critiche piu' forti a questo concetto e' come fare passare da un sistema organizzato come la democrazia rappresentativa ad un sistema di democrazia diretta senza una rivoluzione violenta o il rischio di una guerra civile. Nella pratica il problema si esprime in termini di cambiamento del sistema vs cambiamento nel sistema. Il cambiamento del sistema porta inesorabilmente alla distruzione del sistema precendente, con tutti i rischi connessi. Un cambiamento nel sistema dall'altro lato prevede la creazione di misure di contenimento dei danni, ma non alla soluzione del problema. Tutto questo naturalmente partendo dal presupposto che le vere cause dei problemi sono intrinseche nel sistema stesso e nella sua struttura primordiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io stessa mi sono spesso chiesta come e in che modo, senza contemplare l'uso della violenza, sia possibile costruire un sistema veramente democratico come la democrazia diretta senza incorrere nel rischio che la distruzione del sistema precedente porti a troppi danni collaterali o alla totale mancanza di basi per poter costruire poi un'altro sistema sulle ceneri del precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finche', pochi giorni fa, non ho avuto una brillante conversazione con la mia coinquilina, una architetto palestinese, creasciuta a Gerusalemme ed ora a NY per fare un master e possibilmente un dottorato. Nora mi ha spiegato il concetto di autodeterminazione urbanistica cosi' come studiato nel cosiddetto spazio degli invisibili, i campi profughi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto e' molto semplice. In un posto come i campi profughi, dove non esiste pianificazione urbanistica ne' regole urbanistiche da seguire, la popolazione, in assenza totale di regolamentazioni, si auto-organizza e gestisce il proprio spazio in totale anarchia, ma senza sopprusi. La popolazione dei campi profughi auto-crea e gestisce i propri spazi senza per questo incorrere in eccessive problematiche e ottenendo di fatto spesso un risultato molto migliore di quanto non ottenga l'urbanistica pianificata delle citta'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Applicato al concetto di politica questo concetto e' assolutamente brillante. Nella nostra idea di anarchia, come assenza di potere organizzato e di gerarchia, ma anche di ordine e di regole (che io non condivido come definizione di anarchia , ma uso qui a titolo di esempio) lo spazio politico dei campi profughi rappresenta cosa ccade quando non esiste piu' un sistema. La autodetrminazione dei popoli non e' un diritto che viene dato dall'alto, ma e' una forma di organizzazione politica che si sviluppa da sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Somalia l'anno scorso 6 studenti si sono laureati in medicina all'universita' di Mogadisho. In Somalia non esiste un governo da almeno 10 anni che abbia il controllo sul paese e tantomeno su Mogadisho. Eppure, non solo la vita va avanti, ma la gente si autorganizza e riesce a fare le stesse cose che noi consideriamo associate alla sola esistenza di un potere centrale democratico e rappresentativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esperimento politico dei campi profughi e' estremamente interessante: il concetto di self- determination infatti si esprime in un ambiente dove non esiste alcuna struttura di base, alcuna autorita' con potere di enforcement spesso, e dove la totale gestione e creazione della societa' e' lasciata al potere o volere delle singole persone. Quello che ne viene fuori e'  un sistema basato sulla autodecisione, sulla democrazia diretta, che porta ad uno stato di welfare, che non e' uno stato ma una sociata' di welfare, che si prende cura delle categorie piu' deboli, che provvede alla suddivisione delle risorse e degli introiti. La stessa educazione spesso e' completamente autogestita, e cosi' vale per la sicurezza e l'economia di mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' lo spazio degli invisibili, dove vengono relegati coloro che non si vogliono vedere, in questo sistema di apartheid globale dove esistono categorie di invisibili che vengono isolati anche dal punto di vista urbanistico, una partheid spaziale e politica, che vediamo anche nelle nostre citta', a partire dal muro cotruito a Padova per isolare gli immigrati, dai cancelli degli ex-CPT, alle barriere di Genova nel 2001. Lo spazio come espressione dell'apartheid politica. Questo spazio diventa arena politica di creazione di una nuova struttura sociale, una struttura basata sull'autodecisione e sulla autogestione, che porta ad una espressione di democrazia che non ha niente a che vedere con quella che noi ipotizziamo sola e possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ora la domanda e'..cosa succede quando questo spazio si apre? Cosa viene fuori e cosa entra? Quando saranno di piu' quelli fuori che quelli dentro, come gli invisibili si riprenderanno il loro spazio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-3861446879080011890?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/3861446879080011890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=3861446879080011890&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/3861446879080011890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/3861446879080011890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2009/11/lo-spazio-degli-invisibili.html' title='LO SPAZIO DEGLI INVISIBILI'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-8517788046277415881</id><published>2009-04-01T16:16:00.004+03:00</published><updated>2009-04-01T17:30:37.759+03:00</updated><title type='text'>SULL'ANARCHIA (e sul comunismo): DISCORSO TRA TIZIO E CAIO (TERZO TEMPO)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/SdN6Rlyw7EI/AAAAAAAAAIY/eCxVzIOb1tg/s1600-h/anarchy.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/SdN6Rlyw7EI/AAAAAAAAAIY/eCxVzIOb1tg/s320/anarchy.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319730027476085826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;TIZIO: Allora, cosa mi dici del diritto alla proprieta' privata, come faccio a proteggere i miei diritti, senza governo o istituzioni?&lt;br /&gt;CAIO: Siamo alle solite. Ogni volta che si parla dei diritti inviolabili dell'uomo salta fuori che la proprieta' privata e' uno di questi. E' da quel bravo ragazzo di Locke, poi Rousseau, poi ancora le varie costituzioni, ci raccontano questa vaccata da anni ed anni. E noi siamo cosi' abituati al fatto che e' cosi' che non ci azzardiamo a metterlo in discussione.&lt;br /&gt;TIZIO: Allora sei un comunista!!&lt;br /&gt;CAIO: Innanzi tutto sfatiamo questo mito sul comunismo. Cos'e' comunismo?&lt;br /&gt;Se facciamo questa domanda a persone prese a caso in mezzo alla strada di qualunque paese, avremo sempre delle risposte diverse, ma tutte con un unica matrice: il regime comunista russo, oppure il regime comunista cinese. Ora, io sono una giurista in questo, ed amo le definizioni precise. Il comunismo e' un termine inventato da Marx, e quindi comunista e' la teoria economica di Marx. Marx non ha scritto trattati di politologia, Mark era un economista, ed quindi parla di teorie economiche. Marx non parla di una dittatura del proletariato in termini di lugo periodo: la dittatura del proletariato e' per Marx una fase intermedia e temporanea che serve al proletariato per creare la coscienza di classe, che dissolvera' la necessita' di un governo e fara' si che sia la coscienza delle persone a farle decidere su come amministrare le proprie risorse. La teoria economica di Marx non e' mai stata applicata. Ci si e' provato, si ha preso ispirazione dalle sue idee, ma non si e' mai riuciti a realizzare quello che Marx proponeva come soluzione al problema di classe ed all'esistenza del capitalismo.&lt;br /&gt;TIZIO; Vedi allora che mi dai ragione, il comunismo e' stato un fallimento quando e' stato attuato ed ha portato a terribili dittature e regimi, quindi e' una teoria sbagliata.&lt;br /&gt;CAIO: No, una teoria non e' solo sbagliata o giusta, una teoria ha degli assunti di base e delle soluzioni proposte, ma queste due non sono la stessa cosa. Una teoria e' appunto teorica, la realta' e' per definizione, reale. Si puo' essere in disaccordo con le soluzioni che Marx propone per risolvere il problema, ma ad oggi non si puo' negare che quel problema esista, o che la sua analisi sullo sviluppo nel tempo del capitalismo fosse sbagliata. Marx aveva infatti ragione: il capitalismo e' un sistema economico che non si puo' sostenere all'infinito, le classi sociali si stanno sempre piu' delineando su schieramenti lontani ed opposti ed i governi stanno difendendo gli interessi delle classi ricche e dei proprietari di capitale.&lt;br /&gt;TIZIO: allora la tua anarchia si riduce a questo? un altro regime del partito comunista, i pogrom, epurazione delle classi ricche??&lt;br /&gt;CAIO: vedi che ancora non ci sei? E' un altro discorso completamente diverso parlare delle soluzioni che Marx aveva delineato per risolvere il problema, tra cui la dittatura del proletariato, e poi la dissoluzione dello stato. Anche qui, la dittatura del proletariato a me suona di molto romantico ma inutile, una dittatura e' una dittatura e la creazione di una coscienza e' per me inconciliabile con un sistema dittatoriale. Ma Marx ha scritto in altri tempi, tempi in cui la dittatura era considerata come un mezzo come un altro per governare. Cosa che in effetti e'.&lt;br /&gt;TIZIO:  Allora mi stai dicendo ancora che secondo te dittatura e democrazia sono la stessa cosa? Che non esiste differenza? sono solo due modi per governare??? e allora dove sta la liberta', la giustizia, l'eguaglianza?&lt;br /&gt;CAIO: Noi dobbiamo sempre decidere se una cosa e' buona o cattiva, e di conseguenza tutto quello che da li discende e' buono o cattivo. Noi abbiamo bisogno di dire che una dittatura e' cattiva rispetto ad una democrazia e' buona senza soffermarci sulle conseguenze di una e dell'atra per decidere.&lt;br /&gt;TIZIO: perche' le conseguenza sono le stesse?? Tu che vivi negli USA hai gli stessi diritti di chi vive in Russia, o Cina??&lt;br /&gt;CAIO: No. Ma questo non significa che la democrazia americana e il regime cinese non servono lo stesso scopo, e non creano le stesse problematiche e costrizioni. come faccio a dire che una e' buona e l'altra e' cattiva? In cosa quantifico l'efficienza della democrazia rispetto alla dittatura, dalla quantita' di cose che posso comprare e di cose che posso dire, o dalla qualita' delle cose che posso comprare e dalla qualita' delle cose che posso dire??? Se prendi un  cittadino iracheno e lo metti in mezzo alla piazza rossa di Mosca ad urlare che Al Quaida e' la tua organizzazione preferita e poi gli fai fare la stessa cosa divanti alla Casa Bianca, quale dei due paesi pensi che ti concedera' piu' diritti?&lt;br /&gt;Quindi, assestato che io potrei essere considerata comunista solo nella parte analitica della Teoria di Marx, nel suo descrivere le cose e spiegare le diamiche e le motivazioni alla base, torniamo alla nostra proprieta' privata. Proprieta' privata come diritto inviolabile dell'uomo.&lt;br /&gt;Perche' la proprieta' sarebbe un diritto inviolabile?&lt;br /&gt;TIZIO: Perche', secondo il nostro Locke per esempio, la proprieta' privata nasce prima ancora del governo, ed anzi questo ne e' funzionale alla preservazione e protezione. La proprieta' privata nasce con l'uomo.&lt;br /&gt;CAIO: io credo che la riformulazione corretta e' che il desiderio di possesso nasce con l'uomo. E questa e' una cosa molto diversa.&lt;br /&gt;TIZIO: Ma senti, persino la Bibbia ne parla quando ci dice che l'uomo possiede tutto cio' che c'e' sulla terra e ne puo' disporre a suo piacimento. E questo, per secoli e secoli, e' quello che l'uomo ha fatto. Disporre delle risolrse naturali, della terra, dell'acqua, degli animali, dell'aria , dell'energia dei protoni: l'uomo ha imparato ad usare e disporre di tutto a suo piacimento.&lt;br /&gt;CAIO: Io nego l'esistenza di qualsiasi diritto di possesso delle risorse naturali. Nego l'esistenza della proprieta' privata come attributo del nostro essere umani, e questo peche' nego ogni diritto dell'essere umano di disporre del mondo a suo piacimento. Noi non disponiamo del mondo, noi lo abitiamo, noi ne siamo parte, ed una parte non possiede altre parti a lei eguali. Noi concepiamo la non proprieta' dell'uomo sull'uomo ma ci ostiniamo a pensare come normale la propieta' sull'acqua, sulla terra, sulle piante e sugli animali.&lt;br /&gt;TIZIO: Non ti seguo, per quale motivo la propieta' dell'uomo sull'uomo dovrebbe essere concepira come la proprieta' dell'uomo sulle cose?&lt;br /&gt;CAIO: Perche'? perche' qualcuno si e' dimenticato di osservare che la proprieta' sul prodotto del tuo lavoro non e' la stessa cosa della proprieta' sulle risolse naturali. Ogni volta che si parla di proprieta' privata e si nega che esista un diritto alla proprieta' privata la gente automaticamente pensa che non potra' piu' avere uno stereo, una macchina, la sua casa etc. La negazione delle proprieta' privata non e' questo: io nego la proprieta' privata come diritto di possere qualcosa che tu non hai prodotto e che puoi usare per controllasre le mie scelte, la mia vita e la mia sopravvivenza. Questo nego: io nego che l'esistenza di una proprieta' sulla terra ad esempio. Tu poi lavorarla, ed i frutti che tu produci con il tuo lavoro sono "tuoi"nel senso che tu ne disponi, ma la terra, quella non sara' mai tua, come mai tua sara' l'acqua, o l'aria. La proprieta' privata non e' un diritto umano naturale nel momento in cui in natura non esiste proprieta' privata, l'uomo nasce nullatenente, e senza alcun diritto di possedere. L'uomo puo' usare, l'uomo puo' modificare, ma l'uomo non possiede se non cio' che ha creato con le sue mani. La condivisione delle risorse naturali ' dall'altro canto una delle poche soluzioni possibili: il diritto alla vita e' un diritto valido per tutti e su di esso si basa l'assunto che tutto cio' che mi serve per vivere non mi puo' essere venduto, e non puo' essere posseduto da qualcun'altro, altrimenti la mia vita nasce da schiavo e da schavo rimarra' per sempre. La vita si basa sulla comunanza, nasce dalla comunanza del corpo e si sviluppa nella condivisione della vita. Lo stesso vale per le risorse naturali, lo stesso vale per la vita in comunita'. L'individualismo e' cio' che ha distrutto questa concezione del mondo, ma questo e' un altro discorso..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-8517788046277415881?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/8517788046277415881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=8517788046277415881&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/8517788046277415881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/8517788046277415881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2009/04/discorso-tra-tizio-e-caio-terzo-tempo.html' title='SULL&apos;ANARCHIA (e sul comunismo): DISCORSO TRA TIZIO E CAIO (TERZO TEMPO)'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/SdN6Rlyw7EI/AAAAAAAAAIY/eCxVzIOb1tg/s72-c/anarchy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-4065564086627171407</id><published>2009-02-04T05:08:00.004+02:00</published><updated>2009-02-04T05:54:39.949+02:00</updated><title type='text'>DILEMMA</title><content type='html'>Esiste un dilemma nell'ambito dell'aiuto umanitario che riguarda tutte le associazioni, NGO e organizzazioni internazionali e che e' l'emblema della problematica legata alla cooperazione, all'aiuto di emergenza ed in generale di tutte le organzzazioni di ogni tipo che hanno una dimensione spaziale separata tra lavoratori nel "field" e impiegati che prendono decisioni nel quartier generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema sembra banale ma di fatto non lo e'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi lavora sul campo, come ho fatto io negli ultimi anni della mia vita, ha una prospettiva storico-politico-economica che e' di fatto ancorata alla realta'. Il "field worker" non solo ha, in genere, ma non sempre, studiato sui libri, ma conosce e percepisce ogni singolo aspetto della realta' intorno a lui perhce' quella realta', che lui analizza e' la stessa dove lui deve vivere.&lt;br /&gt;I cooperanti che lavorano in Africa, gli attivisti che lavorano in Medio Oriente, i monitori dei diritti umani in Russia o Cina, sono tutte persone che vivono la stessa realta' dove lavorano. Non c'e' divisione spaziale tra il loro lavoro e la loro vita. E' come se vivessero in ufficio (una volta una hostess mi disse che l'aereo per lei era come il suo uffcio!!!). Il risultato di questo sistema e' che queste persone hanno una conoscenze della realta', delle dinamiche, delle violazioni che vedono, del sistema all'interno del quale vivono che e' assolutamente radicato nella esperienza diretta della realta' che vivono. Quando loro parlano di violazioni dei diritti umani, di guerra, di conflitti, di vittime, di profughi, di dolore, loro non se lo immaginano, loro stanno parlando di occhi veri, di odori, di emozioni provate, di sudore e pianto. Ogni parola e' ancorata ad un evento, un viso, uno sguardo, una emozione. Non sono immagini nella televisione, non sono suoni alla radio, sono suoni ed immagini che vengono da dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non sono queste persone che prendono le decisioni di solito. Chi prende le decisioni, sono i cosidetti burocrati, coloro che siedono a New York, a Vienna, a Ginevra, sono i dirigenti, coloro che decidono, parlano e dettano condizioni. Senza di loro pero' non ci sarebbe organizzazione, non ci sarebbe tutto quell'apparato logistico e materiale che serve a coloro che lavorano sul campo. I burocrati sono sempre accusati di parlare politichese e di non capire come funzionano le cose nella realta', ma la verita' e' che molti di loro a loro volta sul campo ci sono stati. E sanno che cosa vuol dire. Ma il fatto che non vivano piu' la realta che devono in qualche modo analizzare fa si che queste persone abbiano una capacita' di capire e decidere senza farsi condizionare da quello che i volti, le emozioni e gli odori possono solo confondere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dilemma rimane. Quelli che vedono e non hanno voce, questi che hanno voce non vedono.&lt;br /&gt;Ed e' questo che incasina tutto, e' questa disconnessione che fa arrabbiare gli uni con gli altri e che li delegittima rispettivamente. Ma la cosa peggiore e' che anche se sei cosciente di questa differenza, non ci puoi fare niente. Una volta che hai visto non puoi non vedere piu'.  Ma quando non vedi piu' non puoi piu' tornare a vedere di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi giorni fa parlavo con un funzionario della agenzia per l'aiuto umanitario OCHA delle NU che era appena tornato da Gaza. Una persona con una esperienza sul campo incommensurabile, un uomo che ha vissuto tra i peggiori massacri che l'Africa abbia conosciuto e che ora lavora al quartier generale delle NU, e diventato un "burocrata".&lt;br /&gt;Il suo ritratto del conflitto Israelo-Palestinese mi ha fatto capire che la mia visione globale era fondamentalmente basata su emozioni e non su fatti. E questo non significa che io fossi nel torto, ma consideravo solo una parte della questione.&lt;br /&gt;Il mio vissuto e' cio' che fa di me quello che sono, ma quanto e' responsabile di quello che non sono?&lt;br /&gt;Certe volte quando vogliamo disperatamente qualcosa tendiamo a cercare una soluzione facile ai problemi per poter visualizzare una soluzione possibile, per avere una luce a cui guardare alla fine del tunnel. Ma la verita' e' che la realta' e' complicata e non si riesce a visualizzare una soluzione certe volte. Ma se lasciamo andare la mente e riusciamo a disfarci dei costrutti mentali, delle barriere psicologiche, delle strutture culturali e sociali, allora potremmo immaginare qualcosa di diverso, potremmo immaginare una soluzione tra le inimmaginabili, potremmo imaginare qualcosa da trasformare in nuova realta'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta non smettere mai di imparare, di ascoltare...e di indignarsi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-4065564086627171407?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/4065564086627171407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=4065564086627171407&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4065564086627171407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4065564086627171407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2009/02/dilemma.html' title='DILEMMA'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-4979727089068699676</id><published>2009-01-20T03:51:00.003+02:00</published><updated>2009-01-20T04:21:12.472+02:00</updated><title type='text'>CONFUSA</title><content type='html'>Io sono una pacifista, una pacifista. Nel senso che credo che la nonviolenza non abbia dei limiti, dei confini, degli obiettivi al di fuori della sua portata. E lo sono sempre stata in fondo. Ma la mia situazione non e' statica..non sono una di quelle che non cambia mai idea, anzi, la nonviolenza e' il concetto per me piu' mutevole e sfaccettato che abbia mai concepito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonviolenza una parola sola. Nonviolenza non come negazione, ma come affermazione, come diritto, come positiva azione che tende a spezzare il cerchio della violenza intesa come reazione. Nonviolenza come petra miliare della strada verso la pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pace, pace una parola sola. Sola nel senso che nessuno sta dalla sua parte, pace come tutti la vogliono ma nessuno se la prende, pace come io ballo da sola, pace non come contrario di guerra, ma lingua dove la parola guerra non esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure oggi, sola nella mia stanza, pace e nonviolenza perdono il loro significato. E so dove lo hanno perso. Cosi' torno sui miei passi, torno laddove le ho viste l'ultima volta, torno a cercare quello che ho perso. Torno tra le case distrutte di Gaza, torno tra le urla della madre che piange suo figlio, torno tra le macerie. Torno e cerco. Eppure, ogni sguardo, ogni inquadratura, ogni volto, mi restituisce un riflesso di una me stessa che non riconosco piu'. Dove sono io in quelle immagini di disperazione? dove e' la pace? dov'e' la nonviolenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche se non mi stanco di cercare, il freddo d'improvviso mi strema. E mi ritrovo seduta su di un sasso, di fronte all'immagine del mio essere umana e il freddo glaciale della mie emozioni mi strema. Mi strema al punto tale che non ricordo pu' chi ha cominciato, chi ha ragione, chi sapeva ed ha taciuto, chi non ha fatto niente, chi poteva ma si e' trattenuto, chi ha avuto paura, chi ha fatto solo i suoi interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha tanta importanza chi ha ragione? Davvero esiste un bene ed un male? Oppure siamo solo bandierine al vento che seguono una corrente artificiale che alla fine le portera' comunque tutte al mare? Davvero tanti morti valgono un obiettivo piu' grande? E dove finiscono le loro vite? Diciamo che si sono spezzate, ma dove sta' l'altra parte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E le nostre di vite? Puo' essere che ogni vita che se ne va in realta' porti via anche un po' della nostra di vita? E se ogni persona che muore in realta' ci porta via un po' del nostro essere umani, un po' della nostra civilta', un po della nostra anima, quanta ne rimarra' alla fine?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-4979727089068699676?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/4979727089068699676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=4979727089068699676&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4979727089068699676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4979727089068699676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2009/01/confusa.html' title='CONFUSA'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-1946199565208277962</id><published>2008-11-03T06:59:00.003+02:00</published><updated>2008-11-03T08:12:15.156+02:00</updated><title type='text'>SULL'ANACHIA: DISCORSO TRA TIZIO E CAIO (SECONDO TEMPO)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/SQ6WCTlXAtI/AAAAAAAAAIM/4Q75fHYNs9w/s1600-h/anarchy.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/SQ6WCTlXAtI/AAAAAAAAAIM/4Q75fHYNs9w/s320/anarchy.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264309980803564242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;TIZIO: Insomma questa tua idea che l'uomo possa costruire e vivere in una civilta' fondata solo sulla regola del non fare a gli altri quello che non vuoi che sia fatto a te stesso e' decisamente naive. Sembra che tu pensi che l'uomo sia sempre buono, ma non e' cosi': ci sono persone che le regole non le seguono, gli stessi che non seguono le regole nella democrazia rappresentativa non  le seguiranno neanche in anarchia. L'uomo e' egoista in fondo, la violenza e' un carattere intrinseco della natura umana. E non puoi neanche venirmi a dire che l'educazione puo' cambiare tutto perche' anche adesso abbiamo tutto sommato una educazione che ci insegna a non fare del male ma ci sono persone che lo fanno lo stesso. Come me lo spieghi?&lt;br /&gt;CAIO:  Beh innanzi tutto partiamo con lo sfatare alcuni miti. La nostra educazione ovunque avvenga non ci insegna che la violenza e' un male, anzi. la nostra educazione ci insegna che la violenza e' necessaria anche se dolorosa, tanto e' vero che la guerra e' un mezzo che noi consideriamo lecito, cosi' come consideriamo lecita la violenza della polizia, la violenza contro i violenti, la violenza per fare rispettare le regole.&lt;br /&gt;TIZIO: si ma solo per giuste cause, non insegnamo ai nostri bambini che possono usare violenza quando vogliono, anzi gli insegnamo che non lo devono fare.&lt;br /&gt;CAIO: "giuste cause"..cos'e' una giusta causa scusa?&lt;br /&gt;TIZIO: una giusta cause e' quando io devo usare la violenza per difendere qualcun altro, degli innocenti, una giusta causa e' quando uso la violenza per prevenire un male maggiore.&lt;br /&gt;CAIO: un male maggiore. Vuoi dire che la dittatura di Saddam Hussein era un male maggiore dei 130.000 ragazzini americani di 20 anni morti nella guerra in Iraq e del circa 1000000 di civili iracheni morti dall'inizio del conflitto?? Saddam non ne aveva uccisi cosi' tanti in tutto il suo periodo da dittatore del'Iraq, neanche se conti la guerra in Kuwait.&lt;br /&gt;TIZIO: si ma avrebbe potuto ucciderne degli altri se non lo fermavano, altri ancora e superare questo numero.&lt;br /&gt;CAIO: Ok quindi il male maggiore e' un male ipotetico. Io uso la violenza oggi per scongiurare un ipotetico male maggiore domani.&lt;br /&gt;TIZIO: Si, un male che potrebbe essere molto peggio.&lt;br /&gt;CAIO: quindi io adesso per valutare se la mia violenza era giusta faccio il paragone con qualcosa che non e' successo, non succedera' mai, ma sarebbe potuto succedere?? scusa ma questa idea di violenza giusta non mi convonce molto. Partiamo ancora dall'inizio va bene? Se la violenza e' necessaria per una cause giusta dobbiamo cercare di definire giusto in modo universale. Cosa e' giusto?&lt;br /&gt;TIZIO: giusto e' qualcosa che non fa male a nessuno, che accontenta tutti.&lt;br /&gt;CAIO: ma allora anche tu sei un utopista! cos'e' che non fa male nessuno? esiste una singola cosa al mondo che non faccia del male a qualcuno? tu dicevi prima che siamo tutti diversi, allora tutti abbiamo desideri diversi, come fai a trovare qualche cosa che va bene a tutti??&lt;br /&gt;TIZIO: mhn..ok allora giusto e' qualcosa che va bene alla maggior parte della gente, giusto e' cio' che la maggioranza vuole.&lt;br /&gt;CAIO: allora era giusto il nazismo? perche' ai tempi in Italia e Germania nazismo e fascismo andavano bene alla maggior parte della popolazione, la maggioranza stava bene con quei regimi, era solo una pccola minoranza all'inizio che non era d'accordo.&lt;br /&gt;TIZIO: Insomma non capisco dove vuoi arrivare..allora secondo te non esiste niente di giusto nel mondo? non esiste la giustizia??&lt;br /&gt;CAIO: Beh, mettiamola cosi', giusto e' cio' che noi vogliamo sia giusto. Giusto e' relativo, per me e' giusta una cosa, per te e' giusta un'atra cosa. Per me e' giusto ucciderti se tu hai ucciso, per qualcun altro e' giusto chiuderti in una cella per tutta la vita se tu hai ucciso, per qualcun altro ancora dipende da perche' hai ucciso. Ogni singola persona ha il suo giusto ed il suo sbagliato, quindi non esiste la giusta ragione, come dicevi tu prima.&lt;br /&gt;L'unico metro di giudizio, l'unico valore universale e' la reciprocita'. Giusto e' quello che e' giusto per me, ed io devo considerarlo giusto anche per gli altri. Se non faccio a te quello che non voglio tu faccia a me, allora il giusto rimane un concetto relativo, ma la sua relativita' lo rende universale. Questa e' la giustizia dell'anarchia.&lt;br /&gt;TIZIO: si ma latua giustizia relativa non mi sembra che posso avere alcun effetto sul discoroso della violenza necessaria. Anzi, proprio perche' tutti hanno una idea diversa di giustizia c'e' anche chi non ce l'ha proprio. Come mi spieghi la violenza senza ragione, la violenza del piu' forte sul piu' debole?? La tua anarchia come spiega il nazismo, le pulizie etniche,i campi di concentramento???&lt;br /&gt;CAIO: mhm..credo che tu stia facendo la domanda sbagliata. Io non ti sto offrendo una spiegazione per i mali del mondo, e tanto meno una soluzione certa per questi mali. Io non penso che con l'anarchia questi mali spariscano, anzi. Sono assolutamente convinto che la violenza sia una parte intrinseca dell'uomo, cosi' come lo e' il conflitto. Solo che il fatto che siano naturali non significa che debbano essere necessari o ineludibili.&lt;br /&gt;TIZIO: Insomma la tua anarchia cosa offre in alternativa?&lt;br /&gt;CAIO: Niente. L'anarchia e' l'alternativa. Una alternativa accessibile a tutti, una alternativa che tutti hanno sempre, che rende la violenza inutile. La soluzione per la violenza e' l'alternativa alla violenza. Se io ho sempre una alternativa la violenza diventa solo una possibilile soluzione, non l'unica.&lt;br /&gt;TIZIO: Tu stai facendo un discorso generale, parliamo di fatti, di cose concrete, perche' altrimenti non ci capiamo. Per esempio: come fermare la guerra in Iraq, o il genocidio del Rwanda, o il conflitto Israelo-Palestinese senza l'uso legittomo della violenza?&lt;br /&gt;CAIO: ti rispondo con una domanda anche io allora. Cosa hai fatto fino ad ora per risolverlo?&lt;br /&gt;TIZIO: beh si e' fatto di tutto, si e'  tentato con la mediazione, con il dialogo, con gli accordi di pace, con le minacce, con gli embarghi ma non e' servito a niente, allora si cerca di farlo con la violenza, legittima e necessaria.&lt;br /&gt;CAIO: no, non hai capito la domanda..cosa HAI FATTO TU per risolverli?&lt;br /&gt;TIZIO: Beh, che vuoi dire. Io niente, ma che potevo fare??, mica posso fermarli io dall'ammazzarsi! Io sono solo io, non posso mica fermare gli eserciti da solo.&lt;br /&gt;CAIO: Appunto. Allora ti dico che tu non sei solo. Durante la guerra in Iraq piu' di due milioni di persone nella sola Italia e Spagna erano contrarie alla guerra. Gli USA hanno mandato a fare la guerra circa 160000 soldati. Cosa sarebbe successo se tutte le persone sulla faccia della terra che erano contrarie alla guerra fossero andate a Bagdad il giorno della scadenza dell'ultimatum??&lt;br /&gt;Cosa succederebbe se invece di aspettare che qualcun altro risolva il problema tutti quelli che  vogliono fermare qualcosa non ci vanno di persona?? cosa sarebbe successo se 20 milioni di persone, che non sono niente nel globo, si fossero riversate nel Rwanda di 10 milioni di abitanti durante il genocidio??&lt;br /&gt;L'alternativa alla violenza, e' molto semplice, e' la stessa alternativa alla democrazia rappresentativa. E' l'autodecisione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-1946199565208277962?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/1946199565208277962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=1946199565208277962&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1946199565208277962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1946199565208277962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2008/11/sullanachia-discorso-tra-tizio-e-caio.html' title='SULL&apos;ANACHIA: DISCORSO TRA TIZIO E CAIO (SECONDO TEMPO)'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/SQ6WCTlXAtI/AAAAAAAAAIM/4Q75fHYNs9w/s72-c/anarchy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-1583380228909332231</id><published>2008-10-11T06:49:00.003+02:00</published><updated>2008-10-11T07:14:53.708+02:00</updated><title type='text'>I'm back!</title><content type='html'>Eccomi nuovamente on line!!!&lt;div&gt;Una nuova avventura e' cominciata, New York e la Columbia University!!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si lo so, avevo promesso di tenere aggiornato il blog, ma la frenesia dell'Universita' e le cose da sistemare una volta qui nella grande mela mi hanno tenuta impegnata per un po' di tempo!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cominciamo da principio. L'arrivo e' stato un po' traumatico..non e' facile sistemarsi in una citta' come NY, e devo dire che io la facevo un po' troppo facile quando pensavo che sarebbe stato come in Palestina. I Palestinesi, ho scoperto, sono molto piu' simili agli Italiani degli Americani!! Lo sbalzo culturale e' stato pesante da assorbire, ed abituarsi a vivere a NY non e' facile: sempre mille cose da vedere e da fare, talmente tante che ad un certo punto non si capisce piu' niente!!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La cosa piu' bella e' la diversita' culturale e la varieta' di persone ed etnie che si trovano qui: non esiste popolo o razza che non si trovi a NY, non esiste cibo o religione che non si trovi qui, non esistono cose piu' strane o assurde che quelle che trovi in questa citta'!! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La cosa piu' brutta e' l'ignoranze e l'indifferenza: gli americani sono davvero molto ignoranti rigurardo al mondo intorno a loro, non conoscono quasi niente ma sono convinti di sapere tutto, ed hanno davvero la presunzione di vivere nel posto piu' bello e democratico del mondo. Niente di piu' sbagliato!!! La societa' qui si basa davvero sul consumismo e sul capitalismo piu' frenato, i soldi sono la cosa che conta di piu' e comprare comprare comprare e' la parola d'ordine!!!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel contempo pero' la societa' e' fortemente divisa tra poveri e ricchi, barboni e disperati sono ovunque e vivono a fianco della gente "comune" nella piu' totale indifferenza e noncuranza. E' difficile abituarsi a questo, anche se non si puo' dire che in Italia le cose siano tanto diverse, forse sono solo meno evidenti da noi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Columbia e' nel suo piccolo, un piccolo ritratto di tutto questo: mille persone provenienti da mille posti diversi, con mille culture diverse ed una varieta' di lingue e religioni di cui non avevo neanche mai sentito parlare!! Il brutto pero' e' quanto la maggior parte di queste persone si prende molto sul serio: l'idea e' che "noi" saremo la classe dirigente del futuro, e benche' uno possa anche pensarlo, agire di conseguenza e' alquanto fastidioso. embra che tutti debbano essere i nuovi Bush del futuro, la comoetizione e' la base delle relazioni sociali: non ha importanze se sono bravo, devo essere piu' bravo di te!.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per fortuna non tutti sono cosi', e sto conoscendo e facendo amicizia con persone interessanti e stimolanti, che tra le altre cose condividono questa idea che mi sono fatta degli studenti columbiani!! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le lezioni sono davvero interessanti e le modalita' di insegnamento molto molto interattive, cosa che da noi non esiste..la preparazione che ti danno e' tutta improntata all'ingresso nel mondo del lavoro, ed alla capacita' di costruirti un curriculum che ti indirizzi verso quello che effettivamente farai una volta fuori dall'Universita'.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per ora posso dire che mi trovo bene, sto imparando molto e sto conoscendo meglio questo strano mondo yankee. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prossime news sulla mia avventura americana arriveranno presto, promesso!!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-1583380228909332231?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/1583380228909332231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=1583380228909332231&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1583380228909332231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1583380228909332231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2008/10/im-back.html' title='I&apos;m back!'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-2632630542096631998</id><published>2008-05-13T11:31:00.001+03:00</published><updated>2008-05-13T11:33:34.566+03:00</updated><title type='text'>INTOLLERBUS</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Tutti i giorni prendo l’autobus.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Non è lunga la strada da casa mia all’ufficio della radio, ma quei dieci minuti sono sempre un’eternità.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Un’ eternità di scene di ordinaria intolleranza in una Brescia ormai prossima alla deriva morale, di quella moralità che i bresciano non sanno più descrivere, di quella moralità che era quando un essere umano era tale per il solo fatto di esistere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Ho deciso che renderò anche voi partecipi di quello che vedo e sento tutti i giorni, sull’autobus 9 cha va da Buffalora al villaggio Violino. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Benvenuti sull’Intollerbus, destinazione: follia pura!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1° storia: “Tossico vs Immigrato/suora: 1 a 0”&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Sono entrata sul bus da cinque minuti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Sono in piedi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Ci sono posti per sedersi, ma oggi ho passato la giornata seduta la computer, ho voglia di stare un po’ alzata e far riposare le chiappe!. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Così mi appoggio al mio palo e comincio a scrutare le facce intorno a me: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;una ragazza di colore, molto bella, grassoccia, di quell’abbondante che sa di Pacha Mama, che ricorda la madre terra in tutto il suo simbolico significato di prosperità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Parla al telefono. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Sta seduta in uno dei due posti attaccati alla mia sinistra. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Alla mia destra, dove c’è lo spazio per le carrozzine, che tra parentesi, non ci ho mai visto una carrozzina in vita mia, c’è una suora. Mi da le spalle e sembra proprio piccola, nel suo vestito lungo nero, che mi ricorda tanto i vestiti delle donne musulmane di Betlemme, a vederla da dietro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Passiamo di fronte al centro di assistenza per tossicodipendenti, davanti ad una orrenda concessionaria di macchine. Come sempre facce ditrutte salgono, i segni della droga nel volto scavato, corpi devastati da se stessi, occhi limpidi eppure distanti, bocche senza sorriso e rughe di fatica sul volto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Due di loro si avvicinano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Lei si siede sul sedile di fianco alla ragazza di colore, ma non sta diritta, le da le spalle, sta mezza seduta e mezza a ciondoloni. Intanto parla con lui, un omone, alto due metri almeno, tanto alto che sembra debba uscire con la testa dal bus. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Lei parla ad alta voce, molto alta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Troppo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Tutto l’autobus è ben presto catalizzato sulla sua voce, i cui decibel impediscono qualsiasi altra conversazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;E’ allora che comincia lo show. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;La prima ad avere la sua è la suora. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“Voglio vedere dove mi mandano a dormire” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Lo spilungone la guarda, fa la faccia da chi ne sa: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“Dalle suore probabilmente” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;e lei, sempre a ciondoloni sul seggiolino,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“ No se mi hanno mandato dalle suore io li mando a farsi fottere. Che cazzo vogliono io da quelle troie non di vado. Sono tutte delle puttane, si fottono se credono che io vado a stare dalle suore, piuttosto per strada di nuovo”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;La suorina buttal’occhio, ma non si gira..l’autobus sembra come stare in un silenzio imbarazzato…sento i pensieri della gente farsi stretti sulla suorina. Lei abbassa le spalle. Non vedo i suoi occhi, è di spalle, ma sento il suo dispiacere. Rimane così..ferma con le spalle strette, chiusa nel suo vestitino nero, con la testa coperta..mi ricorda Yusra, mi ricorda il dolore dell’umiliazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;La seconda ad avere la sua è la ragazza di colore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Ha smesso di parlare al telefono. Sale una ragazza di colore magra, con un sacco di treccine ed una maglietta rosso fuoco. Si salutano: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“Ciao mama”, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;due sorrisi, come stai, come va e poi la magrina si va a sedere in fondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;La tossica ha perso interesse nella suorina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“hey ma da voi ci sono tutte queste merde? Perché non mi è sembrato di vederne tanti a Torino”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Lo spilungone ancora fa la faccia di uno che ne sa: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“ Beh, no, magari tu non li hai visti, ma ci sono, valà che ci sono anche li”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Lei allora butta un occhio dietro di se, la ragazza nera sta guardando fuori dal finestrino, ma vede il suo riflesso nello specchio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“Certo che negri questi qui sono proprio dappertutto adesso, queste merde qui che cazzo vorrano poi!”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Lo spilungone non aggiunge commenti, allora lei rincara la dose: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“Questi negri di merda puzzano e dovrebbero andarsene, che cazzo vogliono qui, non c’è posto neanche per noi, che tornino al loro posto. Che poi, saranno mica esseri umani quelli, sono scimmie altro che umani”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;La ragazza si fa seria. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;La sua faccia cambia espressione e questa volta la vedo. Vedo i suoi occhi che guardano in basso, vedo la ruga che le compare sulla fronte, vedo l’espressione di una quotidiana rassegnazione. Poi si agita. Il suo corpo si ribella. Si accomoda sulla sedia, ma si vede che è solo un modo per spezzare quel momento..per spostare la sua ttenzione su qualche altra cosa, per non rimanere li, sotto lo sguardo silenzioso di chi assiste alla scena, come me.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;E allora la tossica rincara la dose, non aspettava altro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“Beh hai bisogno di uscire?, devi spostarti?, no perché vedo che ti muovi. Guarda che se hai bisogno di uscire basta che lo dici..o forse non ci stai sulla sedia?”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Allora la ragazza di colore la guarda. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;“No, Non devo uscire. Se devo uscire te lo dico”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;poi sposta lo sguardo in avanti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Fiera. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Sola. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Orgogliosa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Sposta lo sguardo in avanti e non è più su questo autobus. E’ altrove. In un posto dove vorrei andare anche io. Altrove. Ovunque sia non qui!.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;La tossica continua a dire qualche cosa, ma lei non le risponde. Rimane a guardare avanti, Rimane nel luogo dove è andata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Io invece rimango annichilita su me stessa, la mente così ossessionata dalle mazzate che darei alla tossica che a malapena mi accorgo che non è detto niente..non ho fatto niente. Sono rimasta li a guardare. Sono rimasta nel mio piccolo angolo di mondo senza parole. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Sono le nove e mezza del mattino e io ho già voglia di vomitare. Sono le nove e mezza del mattino e la guerra tra poveri è appena agli inizi. Un giornata di battaglie e combattimenti si delinea all’orizzonte, mentre io ancora non so da che parte sto, tra disperati chi si scieglie? Quando anche i poveri ed i discriminati si rivoltano l’uno contro l’altro, con chi si unisce per combattere gli oppressori?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-2632630542096631998?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/2632630542096631998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=2632630542096631998&amp;isPopup=true' title='40 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2632630542096631998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2632630542096631998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2008/05/intollerbus.html' title='INTOLLERBUS'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>40</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-522120724140758696</id><published>2008-04-07T21:38:00.002+03:00</published><updated>2008-04-07T23:21:03.352+03:00</updated><title type='text'>NON C'E' LIMITE AL PEGGIO</title><content type='html'>Va bene tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bene che siamo un popolo senza memoria e senza cultura: facciamo apologia del fascismo e sforniamo chicche come Novella 2000 ed il Foglio e cerchiamo anche di convincerci che fanno due tipi di informazione diversa,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bene che gli unici che abbiano mai fatto dell'informazione decente li abbiamo cacciati dalla TV o li abbiamo fatti pentire di averla mai fatta, vedi i fratelli Guzzanti, Luttazzi, e a suo tempo Santoro e Biagi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bene anche che abbiamo deciso che è normale andare a votare ogni due anni, tanto i quattro della costituzione solo solo un limite massimo, mica è obbligatorio farli tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bene che siamo governati da una lobby di stronzi che sono sempre gli stessi da sempre e che abbiamo messo li noi, e continuiamo a votarli per rimetterli al potere, anche dopo che ogn'uno di loro ha singolarmente e chiaramente dimostrato di essere un ladro incapace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va anche bene che stiamo sprofondando nell'abisso della crisi economica, che siamo sempre più poveri e più vecchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo è troppo. Questo è davvero troppo anche per me!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi due video sono un monumento alla stupidità, alla idiozia arterioschlerotica che ci attanaglia. Sono un monumento all'abizzale ignoranza e demenzialità che stanno caratterizzando la campagna elettorale in Italia da qualche anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il simbolo di un popolo allo stremo delle forze, perso nell'immensità della sua pochezza, impantanato nello sterco del suo autocompiacimento, indulgente nella strada verso la rovina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno di voi riesce a vederli entrambi e non sentire mai, neanche per un secondo, un conato di vomito salirgli dalla bocca dello stomaco..beh mi faccia sapere come fa..io intanto vado in bagno a gettare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona Visione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WXf-YbsSh0Y&amp;amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/WXf-YbsSh0Y&amp;amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/E0UBZ0z0bvo&amp;amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/E0UBZ0z0bvo&amp;amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-522120724140758696?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/522120724140758696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=522120724140758696&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/522120724140758696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/522120724140758696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2008/04/non-ce-limite-al-peggio.html' title='NON C&apos;E&apos; LIMITE AL PEGGIO'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-399319475755396591</id><published>2008-03-28T14:25:00.007+03:00</published><updated>2008-03-28T14:31:07.678+03:00</updated><title type='text'>SULL'ANARCHIA: DISCORSO TRA TIZIO E CAIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R-zWSWiIPZI/AAAAAAAAAFs/fyRbOgFtLx4/s1600-h/180px-Love_is_Freedom.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R-zWSWiIPZI/AAAAAAAAAFs/fyRbOgFtLx4/s320/180px-Love_is_Freedom.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182752881971314066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: come ti definisci politicamente?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: Ora, se proprio mi si deve dare una definizione, cosa per cui non spasimo, gradirei si partisse dall’inizio. E dall’inizio io sono anarchico. Punto. Se definizione deve essere, allora che sia anarchico.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: Allora sei uno che insegue una utopia!!?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: Una utopia? Ma cos’è una utopia? &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: una utopia è qualcosa che è impossibile da realizzare. &lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: Impossibile da realizzare.&lt;br /&gt;Ora, cerchiamo di nuovo di cominciare dall’inizio. Tutto ciò che non è mai stato fatto era, per chi lo ha pensato la prima volta, una utopia. Non era forse una utopia per Nelson Mandela parlare di fine dell’Apartheid in Sud Africa? Non era forse una utopia parlare di diritti dei neri durante l’epoca dello schiavismo? Non era utopia parlare di libertà, eguaglianza e fraternità in un mondo dove esistevano solo le monarchie? E non era una utopia quella di far si che l’uomo potesse volare?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tutto ciò che è stato inventato, cambiato, creato nel mondo, in principio era una utopia. Per il semplice fatto che una utopia non è altro che un sogno. E allora, se proprio devo avere una inclinazione politica, io voglio puntare in alto, voglio puntare là dove nessuno è mai arrivato, voglio puntare al sogno.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;E il mio sogno è l’anarchia. &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: Ma allora vuoi il caos?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: mhm..no. Ma partiamo dall’inizio. Cos’è il caos?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: il caos è totale assenza di controllo, se tutti fanno quello che vogliono, allora è il caos, ti possono uccidere, vige la regola del più forte, come nella giungla. L’anarchia è la giungla. Il governo garantisce la vita civile e le libertà individuali.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: Allora vuoi dire che adesso, che non c’è anarchia, che c’è l’ordine, come lo chiami tu, non c’è caos? Che ora non vive la regola del più forte??? Che con tutti i nostri controlli noi siamo ora in grado di garantire la vita? E a chi?..vogliamo chiedere ai bambini dell’Afghanistan?, a quelli dell’Iraq?, ma anche solo a quelli che hanno avuto la sfortuna di nascere nel continente africano??&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che ordine garantiscono le tue regole? &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: si ma se è già così adesso, immagina come sarebbe con la tua anarchia!!&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: beh, allora innanzi tutto anarchia non vuol dire assenza di regole in assoluto. Anarchia vuol dire assenza di regole coercitive esterne…questo vuol dire che la presenza di regole interiori, regole interne agli individui stessi, è perfettamente compatibile con l’anarchia. Io voglio un' anarchia, dove le regole non sono imposte coercitivamente da un’autorità esterna, ma le uniche regole valide sono quelle dell’individuo stesso.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: ma noi siamo tutti diversi, allora ogni uno avrà le sue regole.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: vero. Ma vuoi dire che non esistono regole che valgono sempre? Ribaltiamo la domanda.. tu non uccidi perché è vietato dalla legge, o perché pensi che sia ingiusto? Tu non rubi perché hai paura della pena a cui ti potrebbero condannare, o perché sai che se ti facessero la stessa cosa non ti piacerebbe?..non è forse una regola che vale per tutti quella del “non fare agli altri quello che non vuoi gli altri facciano a te”?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: si ma questo è relativo, e se qualcuno non rispetta la regola?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: hai ragione, ma ti ribalto la domanda di nuovo, adesso cosa fai se qualcuno non rispetta le regole, o meglio, il sistema di controllo dello stato, o del governo, garantisce il rispetto delle regole da parte di tutti?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: beh, in parte si. &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: davvero?, allora vuol dire che non ci sono assassini, non ci sono ladri, non ci sono persone che violano le regole ora? &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: certo che ci sono, ma abbiamo la polizia, i tribunali, le carceri per costringere queste persone a seguirle.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: no, abbiamo questi istituti proprio perché non siamo riusciti a far si che queste persone seguissero delle regole. Agli effetti è il contrario, noi abbiamo un apparato di controllo proprio perché non siamo in grado di controllare, proprio perché ci serve qualcosa che isoli e allontani chi viola le regole, non perché siamo in grado di impedirglielo prima. Tanto è vero che non è raro che chi abbia violato le regole una volta poi le violi ancora. E aggiungo, quante di queste persone hanno davvero avuto la libertà di sciegliere? Tu prima dicevi che lo stato ed il governo garantiscono le liberta individuali, ma non sono d’accordo: che libertà ho io di eleggere chi mi rappresenti se poi i miei rappresentanti di fatto fanno quello che gli pare? Che libertà individuali ha una ragazzo nato a Napoli, al quartiere Brancaccio, di sciegliere? Che libertà ha uno straniero che arriva in italia per scappare alla guerra di rifarsi una vita in modo onesto se non gli si concede neanche il diritto di residenza, di lavoro, di voto? Che diritto hai tu di sciegliere davvero le leggi che regolano la tua vita?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;I diritti garantiti dallo stato sono sempre e comunque i diritti del più forte, delle categorie più forti di altre, a partire dalla gente comune per diventare ancora più evidente nelle scale alte. Che libertà hai tu di decidere davvero sulla tua pensione, sull’educazione dei tuoi figli, sulla ripartizione del surplus che tu contribuisci a creare con il tuo lavoro per il tuo datore di lavoro?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Davvero tu ti senti di avere più libertà grazie allo stato?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: mhm..beh, comunque niente garantisce che con l’anarchia questa situazione migliori, o non sia peggiore!&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: beh, su questo hai ragione, ma se niente te lo garantisce è anche vero che niente ti garantisce il contrario. Ovvero, sei d’accordo con me che lo stato in cui viviamo adesso, e non intendo solo il nostro, intendo il sistema statale o di governo che bene o male vige nel mondo, il sistema democratico rappresentativo, quello che noi definiamo come il migliore, in base al quale abbiamo disegnato la mappa dei diritti umani che ci devono essere garantiti, non funziona poi così bene?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: beh, ci sono delle falle, ma niente è perfetto, è sicuramente il sistema che garantisce le maggiori libertà tra tutti quelli che ci sono stati nella storia dell’umanità.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: perfetto, allora diciamo che è quello migliore tra quelli che ci sono stati. Ma perché dovrebbe essere il migliore anche di quelli che non ci sono stati? Voglio dire, tutti i sistemi politici si sono evoluti, dal feudalesimo, alle monarchie, alle monarchie parlamentari, alle repubbliche. L'uomo ha sempre trovato il modo di migliorare ciò che aveva già fatto, perché allora avere la presunzione di aver trovato il sistema migliore? Perché non potrebbe esserci qualcosa di meglio di questo?? O ancora, perché non&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;provare??&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: mhm..ma come fai a provare l’anarchia??&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: beh, cominciando da te. Cominciando dal tuo piccolo, dalla tua mente. Ecco comincia dalla tua mente, comincia dalle regole che tu ti sei imposto perché una autorità esterna ti ha insegnato che quelle sono le regole da seguire..sposarsi, avere dei figli, un lavoro, una macchina, una lavatrice, un telefonino, jeans alla moda, andare a votare anche se pensi che non serva a niente, guardare la tv, avere una bella casa, un giardino,...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: Cosa vuoi dire?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: Voglio dire che il mondo di certezze che l’esistenza di un governo ti da è solo apparente, è solo funzionale a che tu continui a perpetrare un sistema di oppressione coercitiva che ti mantenga sempre in uno stato di inferiorità, facendoti credere che quello è il migliore a cui puoi aspirare. Facendoti essere talmente preoccupato di avere, di esprimere la tua libertà di comprare, come se fosse l’unica che ti serve, e facendoti dimenticare le altre, quelle che non vogliono che tu abbia. E tutto questo si attua grazie ad una coercizione mascherata da CULTURA, una coercizione talmente bene orchestrata che tu stesso non te ne accorgi. Le libertà che tu ti senti garantite sono le tue catene, perché non esistono, sono libertà apparenti che consentono a chi controlla davvero di tenerti buono ed occupato. Di continuare a decidere per te, di influenzarti e controllare il tuo potenziale, cosicchè tu non possa vedere ciò che avviene alle tue spalle. &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’anarchia è abbattere questo sistema, è partire dall’anarchia nella tua mente, assenza di regole imposte dall’esterno, qualsiasi esse siano, tornare a noi, tornare a pensare che decidere per se stessi è una utopia nella misura in cui una utopia è un sogno che aspetta di essere realizzato.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TIZIO: mhm..ci penserò..ma credo che la tua utopia sia solo una cosa impossibile..&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;CAIO: qualcuno disse che non esiste niente di impossibile....&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-399319475755396591?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/399319475755396591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=399319475755396591&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/399319475755396591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/399319475755396591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2008/03/sullanarchia-discorso-tra-tizio-e-caio.html' title='SULL&apos;ANARCHIA: DISCORSO TRA TIZIO E CAIO'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R-zWSWiIPZI/AAAAAAAAAFs/fyRbOgFtLx4/s72-c/180px-Love_is_Freedom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-7405730818342769129</id><published>2008-02-05T20:57:00.000+02:00</published><updated>2008-02-05T21:39:11.924+02:00</updated><title type='text'>IN RISPOSTA AD ALDO GRASSO - PERCHè IL SILENZIO DICE PIù DELLE PAROLE!</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;se proprio si deve parlare di Israele e Palestina, sarà meglio cominciare partendo dalle “imprecisioni” che i giornalisti italiani si permettono nei loro articoli sull’argomento, denotando tra le altre cose una scarsa conoscenza della lingua italiana, ed una strana tendenza a confondere le ideologie o le religioni con il concetto di popolazioni e popoli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Il giornalista Aldo Grasso ha pubblicato oggi un articolo sul sito del Corriere della Sera che merita una attenta lettura. Il nostro Grasso si è sentito in dovere di scrivere una lettera di invito alla Dandini ed a Fazio, e potremmo dire a Raitre in generale, secondo la ormai ben nota terminologia destro-berlusconiana che tende alle identificazione di Raitre con il canale sovversivo-comunista-rivoluzionario-antiberlusconiano per eccellenza, a dimostrazione di come i concetti di destra e sinistra siano ormai più che relativi nella nostra società. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;L’invito è quello di alzarsi a difesa degli scrittori “ebrei” che la fiera del libro di Torino ha invitato, e che sono stati oggetto di aspre critiche da parte di “gruppi della sinistra antagonista”, con conseguente appello al boicottaggio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“Neanche una parola per condannare il boicottaggio contro gli scrittori ebrei”..Al Grasso è sfuggito un piccolo particolare. Questi scrittori non sono stati criticati perché sono ebrei, ma perché sono Israeliani, è una cosa un po’ diversa!. Il boicottaggio non era contro scrittori ebrei, ma contro scrittori israeliani: infatti non tutti gli ebrei sono israeliani e nessuno dei “gruppi della sinistra antagonista” ha deciso di chiedere ai partecipanti della fiera la loro religione per proporre poi un boicottaggio contro gli ebrei. Il boicottaggio era contro questi scrittori in quanto rappresentanti dello Stato di Israele in questo contesto, non per la loro apparteneza religiosa!!.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Ma andiamo avanti “su questo clima di intolleranza suscitato da alcune minoranze bellicose che amano però riempirsi la bocca della parola «pace»”. Questo “clima di intolleranza” in un linguaggio da giornalista non sensazionalista, si chiama boicottaggio. Ora, per evitare qualsiasi mia intromissione su questo, mi permetto di lasciare che sia Ilan Pappe, docente israeliano della Università di Haifa, ed ebreo, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;a rispondere e chiarire cosa significa e cosa è questo boicottaggio che il nostro Grasso definisce “clima di intolleranza” : “I colleghi britannici mi domandarono tre anni fa se ritenevo legittimo l’isolamento degli atenei israeliani (il boicottaggio accademico di Haifa, Bar Ilan e di altre università israeliane). Risposi di sì perché, come ho spiegato prima, ritengo il boicottaggio uno strumento di pressione su importanti settori della società israeliana che rifiutano di prendere in considerazione la violazione dei diritti dei palestinesi.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Ma passiamo alla vera chicca dell’articolo “questi sciagurati boicottaggi non solo confondono in maniera subdola la responsabilità del singolo scrittore con le posizioni politiche di uno Stato ma, sotto sotto, mettono in discussione il diritto stesso all'esistenza di Israele”. Eccolo li!!!!!, non poteva mancare la ormai nota preconfezionata risposta, sempre pronta per qualsiasi avventore della questione israelo-palestinese: se dici anche solo una parola contro Israele stai mettendo in dubbio l’esistenza dello stato e sotto sotto, sei un antisemita!. Eccolo li, il nostro Grasso non rinuncia ad una così facile preda, un giochetto retorico che nessuno meglio degli italiani sa fare, un bel capovolgimento della frittata per spostare, come sempre, l’attenzione dal reale problema che si sta discutendo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Questi “riottosi gruppi della sinistra antagonista” che sono gente come Ilan Pappe, o lo scrittore Warshawsky, anche lui Israeliano ed Ebreo, e sostenitore del boicottaggio accademico contro Israele, non credo stiano negando l’esistenza dello Stato d’Israele. Al contrario invece, la chiamata al boicottaggio avviene proprio perché Israele viene riconosciuto come stato e quindi, in quanto tale, si chiede che si conformi alle regole di diritto internazionale riconosciute, la cui adempienza è chiesta per tutti gli stati, come l’Iran, la Corea, la Russia. Quello che si critica sono le modalità di esistenza dello Stato di Israele, e cioè l’occupazione dei territori palestinesi e l’impedimento ai profughi di esercitare il loro diritto al ritorno, che, guarda che caso, sono diritti sanciti dalle NU, probabilmente secondo il nostro giornalista anche queste parte dei “riottosi gruppi della sinistra antagonista”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Nessuno oramai può negare che Israele esista, quello che si vuole evitare è che Israele continui a violare il diritto internazionale, i diritti umani, i principi democratici di uguaglianza, e , visto che a livello governativo questo risulta impossibile, come lo era per il Sudafrica, perché ci sono interessi economici e politici coinvolti, un buon mezzo, democratico e non violento, è proprio quello del boicottaggio, che, come le sanzioni, mira non a distruggere o cancellare quel settore a cui si riferisce, ma a boicottarlo appunto, in quanto espressione di uno stato che applica una ideologia razzista di apartheid, quale è lo Stato di Israele.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Le leggi e le prassi di Israele certamente somigliano ad aspetti dell’apartheid” questo dice l’ultimo dossie per l’Onu del “rapporteur” per i diritti umani e docente di diritto internazionale sudafricano John Dugard. Nel documento (24 pagine divise in 12 capitoli e 63 punti, datate 29 gennaio 2007) il funzionario delle Nazioni Unite scrive: «È difficile evitare la conclusione che molte delle leggi e delle prassi d’Israele violano, soprattutto nella limitazione dei movimenti dei palestinesi, la convenzione internazionale del 1973 per la soppressione e la punizione del crimine dell’apartheid». Dugard sottolinea inoltre che «il riscorso indiscriminato alla forza militare contro i civili e obbiettivi civili ha dato luogo a veri e propri crimini di guerra». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;E lo stesso Pappe continua “In Israele non c’è una democrazia compiuta. Ci sono argomenti che rimangono un tabù, verità ufficiali che nessuno deve mettere in discussione altrimenti scattano le punizioni e talvolta si arriva alla diffamazione” “Ogni giorno ci troviamo di fronte al tentativo di delegittimare e diffamare chi mette in dubbio la verità storica ufficiale sulla genesi dello Stato ebraico - che, fatto non secondario, deve continuare ad essere accettata soprattutto all’estero per mantenere costante il sostegno internazionale a Israele. In genere le cose vanno così: se un docente di una università straniera critica troppo Israele, allora viene accusato di antisemitismo. In Israele…l’accusa è quella di tradimento. Si usa nei confronti degli studiosi israeliani non allineati la stessa strategia di diffamazione adottata verso i palestinesi di Israele che osano denunciare le discriminazioni che subiscono nonché la politica del governo. Il pluralismo di idee, sebbene sia ufficialmente garantito, di fatto è soggetto a limitazioni importanti che, a mio avviso, pongono dubbi sull’effettivo carattere democratico di Israele” (Ilan Pappe&lt;i style=""&gt;, Intervista ad Ilan Pappe&lt;/i&gt;, di Michele Giorgio).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Caro Grasso, ora un invito glielo faccio io: smettiamola di fare della facile demagogia e piantiamola con le semplificazioni da bambini piccoli, he? Partiamo dal presupposto che i lettori non sono cretini, ma al tempo stesso non cerchiamo di approfittare della loro possibile ignoranza su argomenti così complessi, perché queste strumentalizzazioni della questione israelo-palestinese, usata da lei per poter dare la sua frecciatina a Raitre e nel contempo ergersi a baluardo della campagna contro l’antisemitismo, contro i “riottosi gruppi di sinistra”, non fanno che aumentare la confusione e la stereotipizzazione di una questione molto difficile, complessa e dai risvolti non così ovvi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Grazie &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-7405730818342769129?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/spettacoli/08_febbraio_05/grasso_fiera_libro_de34e872-d3b2-11dc-b97b-0003ba99c667.shtml' title='IN RISPOSTA AD ALDO GRASSO - PERCHè IL SILENZIO DICE PIù DELLE PAROLE!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/7405730818342769129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=7405730818342769129&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/7405730818342769129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/7405730818342769129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2008/02/in-risposta-ad-aldo-grasso-perch-il.html' title='IN RISPOSTA AD ALDO GRASSO - PERCHè IL SILENZIO DICE PIù DELLE PAROLE!'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-6110110051924011100</id><published>2008-01-23T01:56:00.000+02:00</published><updated>2008-01-23T02:35:12.094+02:00</updated><title type='text'>IN GAZA TA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aKt_veFAI/AAAAAAAAAFc/EW6gFsiCKhc/s1600-h/Killed+boy+in+Gaza.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 355px; height: 246px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aKt_veFAI/AAAAAAAAAFc/EW6gFsiCKhc/s320/Killed+boy+in+Gaza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158462946008765442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;chiedo scusa a tutti per la crudezza dElle immagini presenti in questo post.&lt;br /&gt;Non sono una amante di questo genere di cose, ma credo che, ogni tanto, serva il disgusto e la crudezza&lt;br /&gt;...per ricordarci che non ci siamo solo noi...&lt;br /&gt;...per ricordarci che siamo esseri umani...&lt;br /&gt;...per ricordarci che qualcosa succede lontano, anche se noi non lo vediamo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUESTE IMMAGINI VENGONO DA GAZA, E SONO IL RESOCONTO DELLA GIORNATA DI OGGI..SOLO DI OGGI.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aJI_veE7I/AAAAAAAAAE0/XUxz-C2YSkg/s1600-h/Body+part+after+bombed+by+Israeli+helicapters.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aJI_veE7I/AAAAAAAAAE0/XUxz-C2YSkg/s320/Body+part+after+bombed+by+Israeli+helicapters.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158461210841977778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono affranta e sconvolta.. terribili notizie arrivano da Gaza, e la situazione sembra peggiorare. .&lt;br /&gt;come si reagisce alla mostruosità dell'uomo? cosa si fa di fronte all'orrore?&lt;br /&gt;tante domande mi affollavano la mente..ed ora è solo silenzio..&lt;br /&gt;l'orrore non fa rumore, l'orrore è silenzio che urla nella testa, nel corpo, nell'anima.&lt;br /&gt;vi prego di diffondere queste foto, per favore, noi che possiamo..&lt;br /&gt;.. urliamo un urlo che copra il silenzio di questo ennesimo fallimento del genere umano...&lt;br /&gt;urliamo la nostra indignazione, urliamo tutto l'orrore che queste immagini suscitano nel nostro cuore..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aJn_veE8I/AAAAAAAAAE8/iP4gjuM_vbk/s1600-h/flesh+colleceted+in+Gaza.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aJn_veE8I/AAAAAAAAAE8/iP4gjuM_vbk/s320/flesh+colleceted+in+Gaza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158461743417922498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ma come si fa?? come si fa..&lt;br /&gt;mi sento svuotata..oggi il TG1 ha dedicato esattamente  QUINDICI SECONDI, giuro che li ho contati, quindici secondi alla Striscia di Gaza, per riferire il parere di Condoleza Rice sulla questione..&lt;br /&gt;poi, sette minuti di servizio sulla fame nel mondoe la condizione dei bambini africani..lodevole, bisogna dirlo..ma Gaza??????&lt;br /&gt;non una fottuta immagine, non una parola sui 37 morti delle ultime 62 ore..37, 37..&lt;br /&gt;donne, bambini, passanti..un miliziano..uno..&lt;br /&gt;ma l'orrore non si basa sui numeri no??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aJ7vveE9I/AAAAAAAAAFE/BAluGsbV-sI/s1600-h/in+gaza.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aJ7vveE9I/AAAAAAAAAFE/BAluGsbV-sI/s320/in+gaza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158462082720338898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e lo sapete cosa c'è sulla pagina di apertura della BBC nella sezione Medio Oriente???un articolo sulla città di Sderot, in Israele, dove cadono la maggior parte dei razzi Kassam lanciati dai miliziani palestinesi..Diciamola tutta però, io non penso mica che facciano bene questi scoppiati dementi a lanciare i Kassam contro Israele, ma mettiamo dei cazzo di puntini sulle I.&lt;br /&gt;I razzi Kassam, non sono come i missili israeliani, per semplici motivi, tra cui, che non hanno un sistema di puntamento, che la maggior parte cade nel deserto o nel mare e, non da ultimo..che cazzo non esplodono, sono come dei tubi della grondaia lunghi un metro e mezzo lanciati a migliaia di kilometri..qual'è la differenza??????? la fottuta differenza è che i Kassam ti uccidono solo se hai la sfiga di essere esattamente nel punto in cui il razzo arriva..se sei due metri più in la non ti succede niente perchè non sono dotati di esplosivo.&lt;br /&gt;I cazzo di Kassam hanno ucciso dall'inizio dell'anno esattamente..NESSUNO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! NESSUNO, NESSUNO..e il prezzo che due milioni di persone devono pagare per pezzi di ferro che cadono nel deserto è questo???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aKNvveE-I/AAAAAAAAAFM/DbfOX8-4xVE/s1600-h/Killed+by+Israeli+warplanes.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aKNvveE-I/AAAAAAAAAFM/DbfOX8-4xVE/s320/Killed+by+Israeli+warplanes.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158462391957984226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;io non so più che pensare..Olmert dice che non vuole che a Gaza abbiano la vita comoda..&lt;br /&gt;ma dilla tutta Ehud, tu non vuoi che abbiano una qualsivoglia vita!!!!&lt;br /&gt;..&lt;br /&gt;e noi, intanto, guardiamo la TV, ci dispiaciamo, ci lamentiamo del governo che cade (ma lo sapete che Hamas è durato più di questo governo?)...&lt;br /&gt;e nessun mezzo di informazione occidentale riporta una sola sillaba di quello che accade, se non vaghi richiami alla crisi umanitaria..&lt;br /&gt;si CHIAMA CAZZO DI PULIZIA ETNICA, SI CHIAMA GENOCIDIO, SI CHIAMA STRAGE, NON è UNA CRISI, E' UN INTENZIONALE ATTACCO ALLA POPOLAZIONE CIVILE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi scuso per il linguaggio..&lt;br /&gt;sono incazzata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aLGfveFBI/AAAAAAAAAFk/6QPF0o2yuzU/s1600-h/rafah.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aLGfveFBI/AAAAAAAAAFk/6QPF0o2yuzU/s320/rafah.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158463366915560466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per vedere altre immagini, se proprio volete, e leggere un  blog da Gaza, andate su http://www.rafahtoday.org. Le immagini che vedeti qui sono prese dal Blog.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-6110110051924011100?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.rafahtoday.org' title='IN GAZA TA'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/6110110051924011100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=6110110051924011100&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6110110051924011100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6110110051924011100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2008/01/in-gaza-ta.html' title='IN GAZA TA'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/R5aKt_veFAI/AAAAAAAAAFc/EW6gFsiCKhc/s72-c/Killed+boy+in+Gaza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-2730281528229601087</id><published>2007-10-27T11:37:00.000+02:00</published><updated>2007-10-27T11:42:38.817+02:00</updated><title type='text'>DEMOCRAZIA DIRETTA</title><content type='html'>&lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Oggi, ovunque nel mondo, la maggior parte della gente ha perso la fiducia nei politici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Corruzione, cospirazioni e scandali politici sono diventati la norma in ogni paese ed in ogni partito, per cui moltissimi politici ha perso la fiducia anche dei propri sostenitori.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Molti credono che la Politica generi automaticamente la corruzione, di qui il detto: “&lt;i style=""&gt;dove c’è potere c’è corruzione&lt;/i&gt;”.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Nessuna meraviglia quindi se la maggioranza delle persone non ha fiducia non solo nei politici, ma anche nella Politica in quanto tale. Molti si rifiutano di votare, non credono più che il voto possa portare dei cambiamenti significativi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Non votare per i propri rappresentanti è un voto di “sfiducia” per quel tipo di governo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Spesso le persone disgustate dalla doppiezza di quasi tutti i politici cercano quelli che possono meritare la loro fiducia, ma se per caso riescono a trovarne alcuni, di solito verranno poi traditi anche da questi.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Nessuna meraviglia se taluni pensano che il parlamento va rimpiazzato da un dittatore.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Altri rifiutano l’ipotesi di un dittatore, ma poiché non vedono alternative, si rassegnano e abbandonano la Politica ai politici.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ciò peggiora le cose, perché in questo modo si lascia che la società venga gestire da politicanti preoccupati più del loro potere personale che degli interessi della collettività.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Questo opuscolo spiega come gestire la società senza ricorrere ai rappresentanti, con i cittadini che votano direttamente le politiche da attuare invece che votare per eleggere dei politici. Quando &lt;b style=""&gt;tutti&lt;/b&gt; i cittadini decidono &lt;b style=""&gt;tutte&lt;/b&gt; le politiche, i rappresentanti politici diventano superflui perché il loro lavoro è quello di decidere per gli altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Essi rappresentano altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;L’autorità di rappresentare gli altri costituisce un ‘&lt;i style=""&gt;potere’&lt;/i&gt;, ed è questo potere – non la Politica – che genera corruzione.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Abolire il loro potere significa abolire la corruzione.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Senza la corsa a questo potere, la Politica verrà&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;liberata dall’ipocrisia, dalla doppiezza e dalle cospirazioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Quando &lt;b style=""&gt;tutti&lt;/b&gt; i cittadini decidono &lt;b style=""&gt;tutte&lt;/b&gt; le politiche abbiamo un nuovo sistema politico chiamato &lt;b style=""&gt;Democrazia Diretta (DD).&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;In tale sistema nessuno rappresenta altri, nessuno viene pagato per decidere le politiche, quindi i costi di gestione della collettività vengono ridotti al minimo, mentre aumenta l’interesse dei cittadini per i problemi della società. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Nessun sistema politico è in grado di curare tutti i problemi politici.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Credere che possa esistere una simile cura porta a pericolose delusioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;Una simile cura non esiste.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;L’abolizione dei rappresentanti risolverà molti problemi politici ma non tutti&lt;b style=""&gt;. &lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Quando ogni cittadino può proporre, discutere e votare ogni tipo di politica, nessuno ha più l’autorità di decidere per gli altri e di conseguenza il potere dei politici è abolito. Per loro, il potere politico è come una droga.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Coloro che arrivano a possederlo – in ogni organizzazione sociale: Stato, Chiesa, comune, scuola, famiglia – ne diventeranno dipendenti. &lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;Dovrebbero essere trattati come quei drogati che fanno qualsiasi cosa pur di continuare ad ottenere la loro droga.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Molti politici bramano per il potere in quanto tale, ma anche coloro che lo usano per migliorare la società faranno qualsiasi cosa pur di continuare a possederlo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;La DD abolisce il potere politico proibendo a chiunque di decidere le politiche per gli altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Nessuno rappresenta gli altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ogni cittadino o cittadina detiene soltanto un voto per ciascun indirizzo politico e rappresenta soltanto se stesso, se stessa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Se una politica sbagliata produce dei risultati indesiderati o negativi, coloro che l'hanno&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;votata ne sono responsabili.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Per evitare il ripetersi dei risultati negativi i cittadini dovranno scoprire perché hanno votato una decisione sbagliata e riconsiderare le loro motivazioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Questo li farà cercare in se stessi – non all’esterno di se stessi –&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;le cause dei problemi politici, per identificarle e superarle. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;La Democrazia Diretta può perciò essere descritta così: “&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Ogni cittadino possiede in ogni momento l’autorità per proporre, discutere e decidere votandola, ogni politica.”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;br /&gt;Questo significa abolire il potere dei politici, abolire la loro autorità di decidere per gli altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ogni cittadino ha il diritto di proporre, discutere e di votare ogni legge ed ogni politica.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Che poi i cittadini vogliano o no usare questo diritto, spetta a loro deciderlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRATTO DA "LA POLITICA SENZA I POLITICI"&lt;br /&gt;DI AKIVA ORR&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-2730281528229601087?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.abolish-power.org/pwp_italy.html' title='DEMOCRAZIA DIRETTA'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/2730281528229601087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=2730281528229601087&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2730281528229601087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2730281528229601087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/10/democrazia-diretta.html' title='DEMOCRAZIA DIRETTA'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-1807999738330447403</id><published>2007-10-21T15:48:00.000+02:00</published><updated>2007-10-21T15:55:25.170+02:00</updated><title type='text'>Quando l’occupazione è anche un vantaggioso business</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;Quando si visita per la prima volta Salfit, si ha immediatamente l'impressione che ci sia qualcosa di sbagliato. Forse è la torretta militare in cima alla collina che domina la città, dandoti l’impressione ci sia sempre qualcuno che ti sta guardando, o forse è la vicinanza dell’insediamento israeliano di Ariel, con i suoi tetti rossi, così vicino a Salfit, eppure così diverso delle case di pietre bianche palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Salfit è una città abbastanza piccola, con una popolazione di soli 9.750 abitanti, mentre il Distretto nel totale ha una popolazione di 70.000 abitanti. La città è situata nel centro della Cisgiordania, a lato di una lunga valle, a metà strada fra Nablus e Ramallah. L'agricoltura è un settore importante dell’ economia, ed in particolare la coltura delle olive e dell’uva, così come le mele e le mandorle. Tutto questo conferisce al paesaggio il carattere tipico della Cisgiordania, con grandi campi coltivati divisi soltanto da piccoli muretti di pietra. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Salfit è una delle città del nord Cisgiordania più toccata dalla presenza degli insediamenti di coloni israeliani nei Territori Palestinesi Occupati (OPT). Ariel, il più grande insediamento in tutta la Cisgiordania-ed altre 16 colonie- è costruito sulla terra di Salfit, con una popolazione totale di circa 40.000 coloni. La presenza di questi insediamenti interessa la zona, oltre che per la confisca delle terre per sviluppare l’insediamento, anche per il percorso del muro di separazione, costruito proprio per "proteggere" gli insediamenti dalla popolazione palestinese locale. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Nella zona di Salfit, il muro &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;procede serpeggiando all'interno della linea verde nel territorio palestinese per oltre 15 chilometri. Le zone che il muro separa dai territori palestinesi includono l’insediamento di Ariel, oltre alle zone industriali di Barkan e di Zahav. La città di Salfit, inoltre è situata nella regione più ricca di acqua dell’ intera Cisgiordania; dove l’pprovvigionamento isrico non era mai stato un problema per la popolazione, neanche nei mesi di siccità estivi. Tutto è cambiato con l'istituzione massiccia degli insediamenti a seguito della guerra del 1967. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Sedici pozzi artesiani sono stati confiscati da allora poiché i rifornimenti idrici sono stati riorientati, per varie miglia, per arrivare ad Israele e per fornire l’acqua dei pozzi ai coloni. Gli israeliani ed i coloni consumano cinque volte più acqua dei Palestinesi locali, tuttavia i Palestinesi la pagano ad un prezzo che è il 300 per cento in più. I villaggi vicini di Kifr Al-Dik e di Bruqin sono costantemente in insufficenza idrica e spesso senza acqua affatto, poichè le risorse idriche locali sono pressochè ad esclusivo uso dei coloni. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;La strada principale precedente, asfaltata e veloce, proveniente dal nord del Distretto, che collegava i due paesi e con la città, e con il sud della West Bank, si trova ora all’interno della zona "di sicurezza", presa da Israele, sotto controllo dei militari israeliani e riservata ad uso dei coloni che li vivono. La strada che adesso conduce ai due villaggi non è pavimentata; è piena di buchi e di curve, non asfalatata né battuta. Ma è l’unica strada disponibile per i Palestinesi, dopo che è stato loro interndetto l’uso della precedente, e percorre la zona agricola di Salfit per quasi 15 chilometri, portando ad almeno 20-30 minuti un viaggio che prima ne durava cinque, ed aggiungendo un'altra frustrazione alla vita quotidiana dei civili palestinesi che vivono nella zona. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;È precisamente percorrendo questa strada che diventa chiaro che cosa c’è di sbagliato in questo posto. È l'odore: un odore nauseante di acque di scarico. Questa sensazione è confermata quando si osserva sulla destra della strada, dove sembra esserci un fiume che è però una fogna a cielo aperto, proveniente direttamente dall’insediamento di Ariel e dalla zona industriale di Barkan. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Per gli scorsi nove anni, il comune ha provato a costruire un impianto di depurazione per le acque di scarico dei residenti palestinesi. L’impianto doveva essere costruito sulla terra del distretto di Salfit, a 13 chilometri dalla città. Il comune ha ricevuto una donazione di 22 milioni di shekels dal governo tedesco per costruire l’impianto ed un tubo di collegamento alla città, ma i militari israeliani hanno fermato la costruzione ed hanno sequestrato l'apparecchiatura, poichè questa avrebbe potuto interferire con gli insediamenti israeliani vicini.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;L'apparecchiatura è stata restituita circa 18 mesi dopo. Di conseguenza, il comune ha dovuto farsi fare un prestito per comprare altra terra, otto chilometri più vicino alla città, ed un prestito ulteriore di 2 milioni per risistemare le tubature ed i cavi elettrici. Comunque, anche se l’autorità civile israeliana ha approvato la locazione del nuovo impianto, il muro di separazione previsto nella Cisgiordania separerà Salfit dal suo impianto di depurazione, che allora sarà, molto probabilmente, oggetto di confisca da parte dei coloni israeliani. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;La situazione attuale, secondo l’agenzia delle NU OCHA, è la seguente: Israele ha costruito un impianto di depurazione per l’insediamento di Ariel, capace di depurare circa 0.95 milioni di metri cubi di acque di scarico ogni anno, mentre i coloni ne&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;producono 2.27 milioni, lasciando quindi 1.32 milioni di metri cubi di acque di scarico non trattate, circa il 78% della produzione di acqua non trattata totale, che quindi scolano diritti nella valle vicina di Al-Matwi, dove i due villaggi di Kifr Al-Dik e Bruqin si trovano.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Questa valle, oltre che la valle di Wadi Qana, ospita inoltre le circa 80 fabbriche della zona industriale di Barkan, produttrici di prodotti chimici, plastica ed olii, con un'uscita di 0.81 milioni di metri cubi di acque di scarico all’anno. Tutte queste acque di scarico, convergendo, hanno formato un fiume nella zona, che scorre dall’insediamento di Ariel, verso la linea verde, passando attraverso il terreno agricolo ed i villaggi di Kifr Al-Dik e di Bruqin, e percorrendo la valle si Salfit per finire diritto in Israele. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Quest’acqua, oltre che essere la causa dell'odore nauseante che si spande per l'intera valle, ha contaminato la pompa dell'acqua che fornisce il 25% dell'acqua potabile del Distretto, situata nella stessa zona. Il Ministero della Sanità palestinese ha avvertito la popolazione del distretto di Salfit di non usare l'acqua, neanche per gli animali, ed ha provato a risolvere il problema aggiungendo più cloro. Di conseguenza, entrambe le pompe della zona, chiamate Al-Matwi e Shamiyeh, sono contaminate adesso o non potabili, ed i comuni dei villaggi devono comprare la loro acqua dall'azienda israeliana Mekorot, pagando quasi cinque volte il prezzo dell'acqua locale. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Il problema delle acque di scarico, tuttavia, è collegato non soltanto all’acqua potabile e alle pompe, ma anche all’approvvigionamento di cibo per la popolazione civile del luogo. Camminando lungo la strada dalla città ai villaggi, è frequente vedere mucche, pecore e capre dei pastori locali che bevono l'acqua del fiume chimico e mangiano sull'erba che cresce sulla riva fertile. In più, mentre il fiume serpeggia attraverso il terreno agricolo, le radici degli alberi delle vigne, degli uliveti e degli alberi di mela si nutrono nelle acque sporche che filtrano attraverso la terra. Di conseguenza, oltre che acqua contaminata, la popolazione della zona si ritrova ad oggi con carne, latte, frutta e verdure contaminate. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;I due villaggi di Kifr Al-Dik e di Bruqin sono villaggi poveri e piccoli. Il loro reddito proviene quasi esclusivamente dalla terra e dagli animali, ora che i permessi per andare a lavorare in Israele sono difficilmente ottenibili . Il fatto che l'acqua e il cibo siano contaminati però paradossalmente non ha cambiato il comportamento della popolazione dei villaggi: la scelta che queste persone hanno dovuto prendere è quella fra consumare viveri contaminati, oppure decidere di comprare solo prodotti provenienti da fuori, e quindi abbandonare la coltura e la vendita, ed in questo modo non avere più soldi con cui comprare l'acqua o il cibo “puliti”. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Percorrendo la riva del ruscello mi imbatto in un bambino che sta pascolando le sue mucche. Io gli chiedo se lui beve il loro latte e com’è. Mi sorride e mi dice che è buonissimo “Saki, saki!”..io allora gli spiego che l’acqua è contaminata e che non dovrebbe portare li le sue mucche, ma lui mi dice “ma figurati il mio latte è buonissimo, e poi se devo morire meglio morire per una malattia che non di fame”.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Secondo le statistiche del Ministero della Sanità palestinese, il risultato di questa situazione è che circa il 70% dei malati di cancro nel distretto di Salfit proviene da questa zona vicino al fiume ed al complesso industriale israeliano. Inoltre, c’è stato un incremento di casi di malattie contagiose della pelle, dovute alla grande concentrazione di zanzare nelle vicinanze delle fabbriche e nei posti in cui le acque sporche vengono scaricate, oltre che numerosi casi documentati di malattie contagiose, alcune delle quali causano problemi al sangue. A livelli molto elevati anche i casi di epatite A e di epatite B nella popolazione locale. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Ad aggiungersi a questa già difficile situazione, il fiume tossico ha portato alla morte ed alla rovina degli alberi e dei raccolti situati nella sue vicinanze immediate. Il primo ad avantaggiarsi in questa situazione è Mekorot, un'azienda israeliana, l'unica che vende acqua negli OPT. Un altro vantaggio a favore di Israele è che, sottraendo l'acqua palestinese, gli insediamenti non devono comprarla e neppure devono pagare il costoso trattamento per le acque di scarico che producono. Ancora, i produttori chimici e le fabbriche che provocano danni ambientali, ritenute quindi pericolose in Israele, ora hanno trovato un posto dove possono continuare a funzionare, nel quale non ci sono regole da seguire, poichè le leggi israeliane non valgono nei Territori Occupati Palestinesi. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;L'occupazione dei OPT distrugge non soltanto la libertà dei Palestinesi, o la terra, ma anche l'aria, l'acqua e il cibo. L'esistenza di qualcosa come i "diritti umani fondamentali " in questo posto assume le fattezze di un sogno, mentre l'occupazione rivela la sua vera faccia, la faccia di un commercio di milioni di shekels. Questa sembra essere una spiegazione all'espansione continua ed alla politica di occupazione, molto più plausibile di tutte le giustificazioni religiose finora offerte.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-1807999738330447403?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/1807999738330447403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=1807999738330447403&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1807999738330447403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1807999738330447403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/10/quando-loccupazione-anche-un.html' title='Quando l’occupazione è anche un vantaggioso business'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-6859926198414778692</id><published>2007-09-22T21:49:00.000+02:00</published><updated>2007-09-22T21:54:38.565+02:00</updated><title type='text'>GAZA: UN MILIONE E MEZZO DI PERSONE PUNITE COLLETTIVAMENTE</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;"Gaza è una Striscia di &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;meno di 400 chilometri quadrati di territorio in cui un milione e mezzo di persone vivono prigioniere a causa della chiusura e del conseguente isolamento economico deciso unilateralmente e illegalmente dalle Autorità israeliane. Gaza è una gabbia dalla quale pochissimi riescono ad uscire o entrare: centinaia di persone malate che devono curarsi all'estero sono costrette a sospendere le cure, più di 600 studenti con scholarship all’estero in questi ultimi giorni di chiusura totale sono rimasti intrappolati nella Striscia perdendo la possibilità del loro futuro.&lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","\u003c/span\&gt;\u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;color:black;font-family:Arial\"\&gt;La dichiarazione di  Gaza come &amp;quot;entità nemica&amp;quot; da parte del governo israeliano inventa una nuova formula nell’ormai indefinito marasma della legalità internazionale.\u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;font-family:Arial\"\&gt;Bloccare l&amp;#39;elettricità e il combustibile è invece un’ulteriore violazione del diritto internazionale, una punizione collettiva \u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;color:black;font-family:Arial\"\&gt;Insieme ad una delegazione del Parlamento Europeo ed accompagnati dall’Unrwa, l’Agenzia Onu per l’assistenza ai profughi palestinesi, siamo riusciti ad entrare prima dello Yom Kippur, festa israeliana e prigione per tutti i palestinesi visto che l’esercito israeliano ha decretato per tre giorni la chiusura di tutti i territori.\u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;color:black;font-family:Arial\"\&gt;Gaza è una città quasi fantasma, poca gente in giro, poche auto, tante case distrutte dai raid, gli ospedali senza risorse, le infrastrutture condannate alla dismissione  per mancanza di fondi e di materie prime. Le fabbriche situate nelle zona industriale di Karni, sono chiuse e nei magazzini vi sono centinai di quintali di materiali, mobili già pronti da esportare in Israele o in Giordania, vestiti da vendere per la stagione estiva ormai finita. Perdite di milioni e milioni di dollari, la disperazione di famiglie che non hanno neppure la possibilità di comprarsi il pane. E’ Ramadan, ma i pochi negozi aperti a Gaza non hanno esposto, così come si vede in Cisgiordania o come si vedeva a Gaza, l`’impasto per il Kataief, il dolce per il Ramadan.\u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;font-family:Arial\"\&gt;I lanci di razzi Qassam dei gruppi estremisti palestinesi su Sderot sono da condannare, ma l’embargo imposto dal governo israeliano  deve cessare immediatamente. \u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;",1] );  //--&gt;&lt;/script&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;La dichiarazione di  Gaza come "entità nemica" da parte del governo israeliano inventa una nuova formula nell’ormai indefinito marasma della legalità internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Bloccare l'elettricità e il combustibile è invece un’ulteriore violazione del diritto internazionale, una punizione collettiva &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Gaza è una città quasi fantasma, poca gente in giro, poche auto, tante case distrutte dai raid, gli ospedali senza risorse, le infrastrutture condannate alla dismissione  per mancanza di fondi e di materie prime. Le fabbriche situate nelle zona industriale di Karni, sono chiuse e nei magazzini vi sono centinai di quintali di materiali, mobili già pronti da esportare in Israele o in Giordania, vestiti da vendere per la stagione estiva ormai finita. Perdite di milioni e milioni di dollari, la disperazione di famiglie che non hanno neppure la possibilità di comprarsi il pane. E’ Ramadan, ma i pochi negozi aperti a Gaza non hanno esposto, così come si vede in Cisgiordania o come si vedeva a Gaza, l`’impasto per il Kataief, il dolce per il Ramadan.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;I lanci di razzi Qassam dei gruppi estremisti palestinesi su Sderot sono da condannare, ma l’embargo imposto dal governo israeliano  deve cessare immediatamente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;font-family:Arial\"\&gt;Questa politica è filo spinato sulla via della pace. \u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;font-family:Arial\"\&gt;E&amp;#39; quanto le è richiesto anche dall&amp;#39;Onu e dall&amp;#39;Unione Europea, voci che Israele non può far finta di non ascoltare: troppe volte le sue violazioni del diritto umanitario internazionale e dei diritti dell&amp;#39;uomo, in Cisgiordania come a Gaza, sono rimaste impunite e tollerate, a cominciare dalla mancata applicazione delle risoluzioni Onu, dalla costruzione del Muro, dichiarato illegale dalla Corte dell&amp;#39;Aja ormai quattro anni fa, e dal furto sistematico e &amp;quot;legalizzato&amp;quot; di terre dei palestinesi, che se a Gaza sono prigionieri, lo sono però anche nella West Bank, dove quando non è il muro che divide palestinesi da palestinesi, ci sono più di 600 check-point e i soldati a farlo.\u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;font-family:Arial\"\&gt;Ma le voci di preoccupazione devono diventare azioni concrete per impedire non solo la perdita di vite umane, di dignità, di libertà della popolazione palestinese, ma anche lo sterminio della legalità internazionale.\u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;font-family:Arial\"\&gt;Come Parlamentari Europei abbiamo chiesto all’Unione Europea una posizione chiara contro l’embargo praticato dalle Autorità israeliane a Gaza e che Israele rimuova check point e le serrate affinché i palestinesi così come le merci, abbiano libertà di movimento e la loro vita quotidiana non sia più un inferno. Ciò deve avvenire adesso, non si può attendere l’incontro organizzato dagli Usa a Novembre al quale devono partecipare le diverse parti del conflitto nell’area, per portare ad una soluzione definitiva nel rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite”.\u003c/span\&gt;\u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:justify\"\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:10pt;font-family:Arial\"\&gt;\u003c/span\&gt; \u003c/p\&gt;\n\u003cp style\u003d\"text-align:center\" align\u003d\"center\"\&gt;\u003cb\&gt;\u003cspan style\u003d\"font-size:8pt;color:#ff6600;font-family:Arial\"\&gt;",1] );  //--&gt;&lt;/script&gt; &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Questa politica è filo spinato sulla via della pace. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;E' quanto le è richiesto anche dall'Onu e dall'Unione Europea, voci che Israele non può far finta di non ascoltare: troppe volte le sue violazioni del diritto umanitario internazionale e dei diritti dell'uomo, in Cisgiordania come a Gaza, sono rimaste impunite e tollerate, a cominciare dalla mancata applicazione delle risoluzioni Onu, dalla costruzione del Muro, dichiarato illegale dalla Corte dell'Aja ormai quattro anni fa, e dal furto sistematico e "legalizzato" di terre dei palestinesi, che se a Gaza sono prigionieri, lo sono però anche nella West Bank, dove quando non è il muro che divide palestinesi da palestinesi, ci sono più di 600 check-point e i soldati a farlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Ma le voci di preoccupazione devono diventare azioni concrete per impedire non solo la perdita di vite umane, di dignità, di libertà della popolazione palestinese, ma anche lo sterminio della legalità internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Ciò deve avvenire adesso, non si può attendere l’incontro organizzato dagli Usa a Novembre al quale devono partecipare le diverse parti del conflitto nell’area, per portare ad una soluzione definitiva nel rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:100%;" &gt;by Luisa Morgantini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-6859926198414778692?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/6859926198414778692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=6859926198414778692&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6859926198414778692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6859926198414778692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/09/gaza-un-milione-e-mezzo-di-persone.html' title='GAZA: UN MILIONE E MEZZO DI PERSONE PUNITE COLLETTIVAMENTE'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-149461149370461962</id><published>2007-07-12T18:08:00.000+03:00</published><updated>2007-07-12T18:17:02.171+03:00</updated><title type='text'>YUSRA</title><content type='html'>&lt;p&gt;Yusra sembra più piccola di quello che è. Quando la conosco non noto subito il piccolo anello d'oro che porta al dito anulare della mano sinistra. Ed anche quando lo noto non ci faccio molto caso: sembra così giovane che non le darei più di diciotto anni. La prima cosa che mi rimane impressa di lei sono gli occhi: occhi grandissini per il viso minuto, occhi profondi che non si possono non notare...come i miei. Quando ero piccola tutti mi prendevano in giro per i miei occhi, così quando la vedo penso che deve essere stato così anche per lei, e la prendo subito in SIMPATI&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;a.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Yusra è la più grande di tre sorelle ed un fratello, cresciuta nel villaggio di Dura, nel distretto di Hebron. Sua madre è molto malata, ha subito danni allo stomaco durante le gravidanze che le causano spesso emorragie interne. È costretta a letto la maggior parte del tempo e non può quindi occuparsi dei figli. Così Yusra ad undici anni è già una piccola donna: mentre il babbo lavora tutto il giorno, lei si occupa delle sorelline e del fratello, della casa, della cucina, delle pulizie.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A sedici anni Yusra sta facendo le scuole superiori, è molto brava in inglese e sogna solo una cosa: andare via, scappare dalla sua casa per sempre. La mamma sta meglio adesso, non ha più emorragie interne, ma hanno dovuto asportarle l'utero. Nella società tradizionale palestinese, in un piccolo villaggio come Dura, chiuso e fortemente legato alle tradizioni maschiliste che vogliono la donna come procreatrice di figli, una donna senza utero è una moglie inutile. Così la madre del marito, che ha sempre un grosso potere all'interno della famiglia, insiste con il padre di Yusra perché si sposi una seconda volta prendendo una donna che possa dargli altri figli. Questo genera litigi e scontri all'interno della coppia, con il risultato che la casa sembra sempre un campo di battaglia. Yusra con i suoi sedici anni è già stanca, sogna una vita tutta sua, sogna una casa dove sia lei a dettare le regole, sogna una famiglia vera.&lt;br /&gt;Così quando conosce Mohammed, non la sfiora neanche l'idea di non considerare la sua proposta di matrimonio: lui è sei anni più grande di lei, religioso praticante come lei, grandi promesse sulla bocca, spalle larghe per lavorare. Yusra ha solo sedici anni, ma questo è quello che sta aspettando: la possibilità di scappare via, di crearsi una famiglia tutta sua, il caldo focolare dove crescere i suoi bambini, un uomo che la ami al suo fianco: le sembra quasi un sogno quando i suoi genitori le comunicano che lui l'ha chiesta in sposa ed accetta subito. &lt;/p&gt;    &lt;p&gt;A diciannove anni, Yusra decide di fare l'università nonostante nel suo grembo il piccolo Jihad stia lentamente crescendo, nonostante il marito non capisca questa sua voglia di continuare a studiare quando deve già occuparsi della casa e presto di un bambino. Ma Yusra non vuole mollare, lei la vuole la sua laurea in inglese, lei sa che ce la può fare. Nonostante Mohammed si sia rivelato molto meno affettuoso e premuroso di quanto pensasse, nonostante non abbia neanche il tempo di domandarsi se davvero è felice, nonostante dentro di lei qualcosa stia morendo, Yusra non molla. E non molla neanche quando i commenti del marito diventano insulti veri e propri, quando agli insulti cominciano ad aggiungersi le botte, mentre lui passa le sue giornate bighellonando per il villaggio e lei lavora, studia, cresce il loro bambino, bada alla casa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Yusra compie 21 anni: la sua laurea con ottimi voti le permette di trovare subito lavoro come insegnante alla scuola elementare del villaggio, il piccolo Jihad cresce e adesso c'è una sorellina in arrivo: Yusra crede che questo cambierà un po' le cose. Adesso ha più tempo per dedicarsi alla casa, Mohammed sarà contento di lei, lei sarà come lui vuole. Perché Yusra sa che è stata colpa sua se le cose non sono andate tanto bene negli ultimi anni: lei era occupata a studiare e non è stata capace di essere una buona madre ed una buona moglie, come il marito le ricorda tutti i giorni. A dire la verità, Mohammed sembra orgoglioso più dello stipendio che di lei: se lo intasca tutti i mesi costringendo Yusra a chiedergli ogni giorno i soldi, anche per andare a fare la spesa. La nascita della piccola Kauthar non migliora le cose: gli insulti continuano e così le botte, anche davanti ai bambini. Continuano gli abusi, continua l'inferno. Yusra però non molla, glielo hanno insegnato fin da quando è piccola, che se un matrimonio non va è colpa della donna, che il suo compito è soddisfare il marito, che la sua funzione si esaurisce in quella di buona moglie e madre. Yusra sa che la colpa è sua, quindi è lei che deve risolvere i problemi, è lei la causa e la soluzione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p&gt;Il 28 maggio 2007 Yusra ha venticinque anni e non riesce a dormire. Le lacrime le rigano il volto, il suo corpo trema come una foglia, ma i suoi singhiozzi sono silenziosi: giace distrutta nel letto, l'anima lacerata come il povero corpo. Ma questa volta non sono le botte a farla piangere, il dolore del corpo passa, quello dell'anima no. Yusra lo sapeva, lo sapeva da tempo che Mohammed si vedeva con qualcun'altra. Se lo sentiva, lo aveva capito dalle telefonate mute che ogni tanto riceveva in casa, dalle assenza sospette, dai commenti che giravano in paese: la gente mormora, specialmente in un villagio piccolino come Dura. Ma non si sarebbe mai aspettata quello che il marito solo poche ore prima le aveva comunicato, questo era troppo anche per lui, questa era davvero l'ultima umiliazione. In Palestina avere una seconda moglie è molto raro, è legale ed accettato, ma molto, molto raro: si tratta in genere di casi in cui la prima moglie è molto vecchia o impossibilitata ad avere figli, quindi il marito si risposa, e sempre con il consenso della prima moglie. Mohammed non lo chiede neanche il consenso di Yusra, le comunica solo la sua decisione: si risposerà con una donna più giovane, che saprà essere una brava moglie come lei non è, e badare ai suoi figli come lei non è capace di fare. E lei, come da tradizione, dovrà organizzare la festa di fidanzamento e il matromonio&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Quelle parole risuonano nelle orecchie di Yusra per ore, non riesce a farle andare via, e le botte che sono arrivate dopo le sue rimostranze sono state quasi un sollievo, un diversivo dal dolore che provava dentro, un dolore per coprirne un altro, lividi viola per coprire il buio della sua anima.&lt;br /&gt;Yusra non sa esattamente cosa sta facendo quando si alza dal letto e va nella stanza dei suoi bambini, non sa esattamente perché dà loro un bacio sulla fronte senza svegliarli e poi esce dalla loro stanza. Yusra non sa che cosa ha messo nella borsa quando le sue mani tremanti prendono le chiavi di casa e aprono la porta, sa solo che qualcosa la spinge ad andare via. E segue il suo istinto, come ha sempre fatto nella sua vita: paura e dolore sono stati la spinta di ogni sua azione da quando ha sedici hanni. Trascorre la notte in taxi andando verso il confine con la Giordania, dove passa dall'altra parte e si trova alle dieci di mattina davanti alla porta di casa dei suoi genitori ad Amman. Quando sua madre apre la porta, Yusra non parla, non dice niente. Le lacrime e i singhiozzi parlano per lei: e d'improvviso non ha più 25 anni, non è più una madre ed una moglie. D'improvviso una bimba di dieci anni piange e singhiozza tra le braccia della mamma, d'improvviso non c'è più niente da dire, non ci sono problemi da cui scappare, d'improvviso c'è solo il calore di un abbraccio. E non importa più cosa è stato, non importa cosa sarà, d'improvviso l'unica cosa che conta è quel profumo di casa, le braccia del babbo che la sollevano e la portano nella sua stanzetta, il sonno che si impossessa del suo corpo, mentre tra le lacrime scorge solo quei due volti rigati dalle rughe che vegliano su di lei. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quando ho conosciuto Yusra erano passati dieci giorni da quella notte. Mi ha raccontato la sua storia la prima notte in cui abbiamo condiviso una stanza d'albergo ad Amman per partecipare ad un corso di mediazione interreligiosa. Io venivo da Beit Sahour, a pochi chilometri da Dura e conosco bene il suo villaggio. Così abbiamo cominciato a parlare. Yusra adesso ha un lungo e tortuoso cammino davanti a sé: per poter divorziare dovrà pagare al marito una cifra come 6000 euro (il suo stipendio è di circa 300 dollari al mese) e dovrà ricorrere alla corte per ottenerlo, con il rischio di essere condannata per aver abbandonato i figli. Non solo, Yusra non potrà mai più risposarsi perché nessuno accetterebbe di sposare una donna divorziata a Dura, e tutto il suo villaggio la accusa di aver fatto fallire il matrimonio, e di essere stata una cattiva madre ed una cattiva moglie. Yusra però dovrà tornare a Dura a settembre perché il suo lavoro è lì: ed ha paura, paura che nonostante il divorzio il marito la aspetti per fargliela pagare, per punirla della vergogna che ha gettato su di lui scappando. Ci vorranno almeno tre o quattro mesi per ottenere il divorzio, ma Yusra è fortunata perché la sua famiglia ha deciso di appoggiarla, di non costringerla a tornare dal marito. In tutto questo periodo di tempo Yusra non può vedere i bambini che ha dovuto lasciare con il marito: la corte probabilmente glieli affiderà, ma solo fino ai nove anni, poi se il marito li reclamerà per sé, sarà suo diritto averli. Yusra ha un lungo cammino davanti a sé, ma i primi passi li ha fatti. Per ora l'unica cosa fondamentale è ricucire le ferite, è abbandonare il senso di colpa che la perseguita, è cercare di capire che dedicarsi agli altri non vuol dire abbandonare se stessi. Yusra ha un futuro, questa è l'unica cosa che conta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Come lei decine e decine di donne in Palestina vivono situazioni di sofferenza e soprusi, che non sono frutto della religione, infatti questo accade nelle famiglie musulmane come in quelle cattoliche, e in quelle cristano ortodosse, ma di una cultura tradizionale e chiusa, che ripropone una situazione dell'Italia di cinquant'anni fa. Qui, nei piccoli villaggi lontani dalle grandi città, la tradizione è identità, le regole di convivenza sono le stesse da decine di anni e nessuno osa metterle in discussione. Qui il delitto d'onore non è acqua passata, è una realtà ancora viva ed accettata, l'organizzazione patriarcale della famiglia è la base dell'organizzazione sociale, così come i matrimoni organizzati sono la norma. Pochissimi criticano questa situazione perché ogni attacco è una dichiarazione di complotto con Israele, ogni critica è taciuta in nome dell'occupazione. Neanche Yusra e la sua famiglia criticano questo sistema, per loro Yusra ha solo avuto sfortuna. Io dal mio piccolo cerco di non giudicare, ma quando la guardo mentre mi racconta di come abbia fallito nel suo compito di moglie e di madre, non posso fare a meno di pensare che tutto questo non è solo ingiusto, non è solo assurdo. Tutto questo è la perpetuazione della condizione delle donne che sono state e continuano ad essere ancora oggi una delle categorie più sfruttate e oppresse all'interno di tutte le società, si definiscano queste occidentali o orientali o africane. La donna, creatrice di vita e motore della famiglia, viene spesso all'interno della stessa oppressa e schiacciata, fino al suo totale annullamento come persona, in funzione di una totale subordinazione alle figure maschili.&lt;br /&gt;Mentre saluto Yusra per tornare a casa, spero che possa riabbracciare i suoi bambini, spero che tutto questo cambi e che la sua storia un giorno sia solo...storia! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-149461149370461962?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/149461149370461962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=149461149370461962&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/149461149370461962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/149461149370461962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/07/yusra.html' title='YUSRA'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-622723259207578737</id><published>2007-07-03T16:10:00.000+03:00</published><updated>2007-07-03T16:28:44.442+03:00</updated><title type='text'>COSA SUCCEDE IN LIBANO?</title><content type='html'>Un'autobomba che uccide sei caschi blu, razzi Katiusha sparati verso Israele, attentati nel pieno centro di Beirut e soprattutto il feroce e sanguinoso assedio dell'esercito libanese ai militanti islamici in un campo profughi palestinese a Tripoli, che ha suscitato una caccia al palestinese in tutto il paese. Un'ondata di violenza scuote il paese dei cedri, che cercava di ricucire le pesanti ferite della recente guerra con Israele. Alla vigilia dell'insediamento del tribunale internazionale per scoprire i responsabili dell'omicidio dell'ex premier anti-siriano Rafik Hariri. Le recenti notizie dal Libano, prive di legami apparenti, potrebbero invece presagire cupi scenari&lt;br /&gt;futuri, nel paese in cui le potenze occidentali e mediorientali hanno da sempre giocato le loro guerre sporche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è cominciato il venti maggio scorso, quando, dopo una rapina in una banca di Tripoli, un gruppo di miliziani islamici ha aperto il fuoco su una postazione dell'esercito libanese, provocando numerose vittime tra i soldati e rifugiandosi quindi nel vicino campo profughi palestinese di Nahr al Bared. Il campo ospita quarantamila profughi palestinesi cacciati dalle milizie israeliane nel 1948, durante gli scontri e la pulizia etnica che portarono alla creazione dello stato ebraico (il Libano ospita la maggior parte dei profughi palestinesi, circa quattrocentomila, un decimo della popolazione libanese). L'esercito libanese ha quindi circondato il campo profughi e iniziato a bombardarlo a tappeto, mentre i miliziani hanno risposto al fuoco con cecchini e granate. I&lt;br /&gt;&lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","\u003cbr\&gt;\npalestinesi filo-siriane e a quanto pare legati ai\u003cbr\&gt;\ngruppi della jihad sunnita internazionale. \u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\nNegli ultimi mesi, vari gruppi armati di questo tipo\u003cbr\&gt;\nsono arrivati nei campi profughi libanesi, molti\u003cbr\&gt;\nmiliziani non sono palestinesi ma provengono da altri\u003cbr\&gt;\npaesi mediorientali, come si è potuto constatare\u003cbr\&gt;\ndall&amp;#39;identità delle vittime negli scontri, tra cui\u003cbr\&gt;\nfiguravano sauditi, iracheni, siriani e persino alcuni\u003cbr\&gt;\neuropei e australiani. Le principali fazioni\u003cbr\&gt;\npalestinesi di Hamas e Fatah hanno cercato da subito\u003cbr\&gt;\ndi  disarmare questi gruppi ed espellerli dai campi,\u003cbr\&gt;\ntuttavia questi si sono rivelati bene armati e pronti\u003cbr\&gt;\na tutto. Nel caso dei circa trecento membri di Fatah\u003cbr\&gt;\nal-Islam, la loro mancanza di scrupoli si è resa\u003cbr\&gt;\nevidente quando hanno deciso di asserragliarsi nel\u003cbr\&gt;\ncampo profughi facendosi scudo dei quarantamila civili\u003cbr\&gt;\npalestinesi. È incominciato un cruento assedio tuttora\u003cbr\&gt;\nin corso, in cui i profughi hanno avuto ovviamente la\u003cbr\&gt;\npeggio: chi ha tentato la fuga tra gli scontri\u003cbr\&gt;\nincessanti, ha trovato dapprima l&amp;#39;esercito libanese a\u003cbr\&gt;\nsbarrare la strada, per timore che tra i civili si\u003cbr\&gt;\nnascondessero militanti armati. In seguito, i militari\u003cbr\&gt;\nhan deciso di lasciar scappare donne e bambini, ma\u003cbr\&gt;\narrestare e deportare tutti gli uomini, che,\u003cbr\&gt;\nrilasciati dopo qualche giorno, hanno mostrato\u003cbr\&gt;\nnumerosi i segni di torture e umiliazioni di ogni\u003cbr\&gt;\ntipo. Il resto dei profughi, che stanno dunque vivendo\u003cbr\&gt;\nil dramma di essere due volte sfollati, si è ammassato\u003cbr\&gt;\nnel vicino campo di Beddawi. Già sovraffollato, ha\u003cbr\&gt;\nvisto raddoppiare la popolazione raggiungendo una\u003cbr\&gt;\nsituazione insostenibile, tanto che gli sfollati hanno\u003cbr\&gt;\ndeciso di tentare il tutto per tutto e far ritorno nei\u003cbr\&gt;\ngiorni scorsi a Nahr al Bared. L&amp;#39;esercito, tuttavia,\u003cbr\&gt;\ndopo aver raso al suolo il campo profughi, sta ancora\u003cbr\&gt;\nassediando le rovine per far fuori gli ultimi\u003cbr\&gt;\nmiliziani ancora in vita: i soldati dunque han\u003cbr\&gt;\nbloccato la strada alla folla di palestinesi che",1] );  //--&gt;&lt;/script&gt; miliziani islamici fanno parte del finora sconosciuto gruppo armato Fatah al-Islam, analogo a numerosi gruppi staccatosi lo scorso anno da fazioni palestinesi filo-siriane e a quanto pare legati ai gruppi della jihad sunnita internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi mesi, vari gruppi armati di questo tipo sono arrivati nei campi profughi libanesi, molti miliziani non sono palestinesi ma provengono da altri paesi mediorientali, come si è potuto constatare dall'identità delle vittime negli scontri, tra cui figuravano sauditi, iracheni, siriani e persino alcuni europei e australiani. Le principali fazioni palestinesi di Hamas e Fatah hanno cercato da subito di  disarmare questi gruppi ed espellerli dai campi, tuttavia questi si sono rivelati bene armati e pronti a tutto. Nel caso dei circa trecento membri di Fatah al-Islam, la loro mancanza di scrupoli si è resa evidente quando hanno deciso di asserragliarsi nel campo profughi facendosi scudo dei quarantamila civili palestinesi. È incominciato un cruento assedio tuttora in corso, in cui i profughi hanno avuto ovviamente la peggio: chi ha tentato la fuga tra gli scontri&lt;br /&gt;incessanti, ha trovato dapprima l'esercito libanese a sbarrare la strada, per timore che tra i civili si nascondessero militanti armati. In seguito, i militari han deciso di lasciar scappare donne e bambini, ma arrestare e deportare tutti gli uomini, che, rilasciati dopo qualche giorno, hanno mostrato numerosi i segni di torture e umiliazioni di ogni tipo. Il resto dei profughi, che stanno dunque vivendo il dramma di essere due volte sfollati, si è ammassato nel vicino campo di Beddawi. Già sovraffollato, ha visto raddoppiare la popolazione raggiungendo una situazione insostenibile, tanto che gli sfollati hanno deciso di tentare il tutto per tutto e far ritorno nei&lt;br /&gt;giorni scorsi a Nahr al Bared. L'esercito, tuttavia, dopo aver raso al suolo il campo profughi, sta ancora assediando le rovine per far fuori gli ultimi miliziani ancora in vita: i soldati dunque han&lt;br /&gt;&lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","\u003cbr\&gt;\ncercava di tornare e davanti alle loro proteste non\u003cbr\&gt;\nhanno esitato ad aprire il fuoco sui civili inermi,\u003cbr\&gt;\nuccidendo tre persone e ferendone cinquanta.\u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\nIl bilancio attuale dei feroci scontri a Nahr al Bared\u003cbr\&gt;\nè una carneficina: ottanta soldati libanesi uccisi,\u003cbr\&gt;\naltrettanti miliziani e una cinquantina di civili,\u003cbr\&gt;\nnell&amp;#39;episodio più cruento che il libano ricordi dalla\u003cbr\&gt;\nfine della guerra civile. Gli scontri, oltre ad\u003cbr\&gt;\nessersi estesi ad altri campi profughi, hanno avuto\u003cbr\&gt;\npesanti ripercussioni sui palestinesi presenti in\u003cbr\&gt;\nLibano. La popolazione e i media libanesi si sono\u003cbr\&gt;\nschierati compatti alle spalle del proprio esercito e\u003cbr\&gt;\ncontro i profughi palestinesi, dando in sostanza carta\u003cbr\&gt;\nbianca ai soldati di sparare a vista. Forse si è\u003cbr\&gt;\ntrattato di una sorta di rivincita: siccome l&amp;#39;esercito\u003cbr\&gt;\nlibanese non ha mosso un dito per proteggere il paese\u003cbr\&gt;\ndall&amp;#39;invasione israeliana la scorsa estate, ora che\u003cbr\&gt;\nfinalmente mostra di reagire con fermezza sta\u003cbr\&gt;\nrisvegliando un tardivo sentimento patriottico. Si è\u003cbr\&gt;\ndunque creato nel paese un clima di vera e propria\u003cbr\&gt;\ncaccia al palestinese, per cui ad ogni check point\u003cbr\&gt;\ndell&amp;#39;esercito si può essere arrestati e brutalizzati\u003cbr\&gt;\nper il solo fatto di essere palestinesi e le\u003cbr\&gt;\ntestimonianze in questo senso aumentano di giorno in\u003cbr\&gt;\ngiorno. I profughi palestinesi, dunque, che dopo\u003cbr\&gt;\nsessant&amp;#39;anni sono ancora privi di qualsiasi diritto e\u003cbr\&gt;\nnon possono nemmeno usufruire di servizi statali come\u003cbr\&gt;\nsanità e istruzione, stanno subendo un&amp;#39;ennesima e più\u003cbr\&gt;\npesante discriminazione, i cui sviluppi sono difficili\u003cbr\&gt;\nda prevedere.\u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\nAlla scoperta dell&amp;#39;esistenza di questi numerosi gruppi\u003cbr\&gt;\nislamici, composti da palestinesi e da combattenti\u003cbr\&gt;\ninternazionali, è seguita subito una serie di attacchi\u003cbr\&gt;\nprivi di rivendicazione, ma a quanto pare legati agli\u003cbr\&gt;\nscontri nel campo profughi di Nahr al Bared e rivolti\u003cbr\&gt;\nad acuire il crescente clima di tensione. Alcuni razzi\u003cbr\&gt;\nKatyusha sono stati lanciati contro Israele ed",1] );  //--&gt;&lt;/script&gt; bloccato la strada alla folla di palestinesi che cercava di tornare e davanti alle loro proteste non&lt;br /&gt;hanno esitato ad aprire il fuoco sui civili inermi, uccidendo tre persone e ferendone cinquanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bilancio attuale dei feroci scontri a Nahr al Bared è una carneficina: ottanta soldati libanesi uccisi, altrettanti miliziani e una cinquantina di civili, nell'episodio più cruento che il libano ricordi dalla fine della guerra civile. Gli scontri, oltre ad essersi estesi ad altri campi profughi, hanno avuto pesanti ripercussioni sui palestinesi presenti in Libano. La popolazione e i media libanesi si sono schierati compatti alle spalle del proprio esercito e contro i profughi palestinesi, dando in sostanza carta bianca ai soldati di sparare a vista. Forse si è trattato di una sorta di rivincita: siccome l'esercito libanese non ha mosso un dito per proteggere il paese dall'invasione israeliana la scorsa estate, ora che finalmente mostra di reagire con fermezza sta risvegliando un tardivo sentimento patriottico. Si è dunque creato nel paese un clima di vera e propria caccia al palestinese, per cui ad ogni check point dell'esercito si può essere arrestati e brutalizzati per il solo fatto di essere palestinesi e le testimonianze in questo senso aumentano di giorno in&lt;br /&gt;giorno. I profughi palestinesi, dunque, che dopo sessant'anni sono ancora privi di qualsiasi diritto e non possono nemmeno usufruire di servizi statali come sanità e istruzione, stanno subendo un'ennesima e più pesante discriminazione, i cui sviluppi sono difficili da prevedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","\u003cbr\&gt;\nHizbullah si è affrettato a condannare recisamente\u003cbr\&gt;\nl&amp;#39;attacco, temendo che in mancanza di rivendicazione\u003cbr\&gt;\ngli venisse erroneamente attribuito. Ma l&amp;#39;episodio più\u003cbr\&gt;\ngrave è successo la scorsa settimana, quando\u003cbr\&gt;\nun&amp;#39;autobomba, probabilmente guidata da un kamikaze, ha\u003cbr\&gt;\ncausato la morte di tre caschi blu spagnoli e tre\u003cbr\&gt;\ncolombiani, a pochi chilometri dal confine israeliano.\u003cbr\&gt;\nL&amp;#39;attacco ha richiamato l&amp;#39;attenzione dei paesi\u003cbr\&gt;\noccidentali sulla polveriera libanese, mettendo in\u003cbr\&gt;\nevidenza la totale imprevedibilità che caratterizza il\u003cbr\&gt;\npaese: mentre il pericolo evidente per l&amp;#39;UNIFIL è\u003cbr\&gt;\nrappresentato dalle tensioni tra Hizbullah e Israele,\u003cbr\&gt;\nl&amp;#39;attacco al contrario sembra legato agli scontri\u003cbr\&gt;\ninterni di Nahr al Bared ed ha natura puramente\u003cbr\&gt;\ndestabilizzante. Si somma ai recenti attentati non\u003cbr\&gt;\nrivendicati nel centro di Beirut, sei in tutto, che\u003cbr\&gt;\nhanno visto autobombe colpire in sequenza il quartiere\u003cbr\&gt;\ncristiano, quello sunnita e un parlamentare\u003cbr\&gt;\nfilo-siriano, provocando decine di morti e feriti,\u003cbr\&gt;\nsenza alcuno schema apparente.\u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\nIl segretario generale dell&amp;#39;ONU Ban Ki-Moon ha\u003cbr\&gt;\ndenunciato di fronte al consiglio di sicurezza la\u003cbr\&gt;\npalese violazione della risoluzione 1701, data dalla\u003cbr\&gt;\nmancanza di controlli al confine tra Libano e Siria,\u003cbr\&gt;\nche lo rendono completamente permeabile al traffico di\u003cbr\&gt;\narmi e uomini. Un esempio, come si è visto, è l&amp;#39;arrivo\u003cbr\&gt;\ndi combattenti sunniti ben addestrati che dai paesi\u003cbr\&gt;\narabi rinforzano le fila di gruppi armati islamici. Un\u003cbr\&gt;\naltro esempio è l&amp;#39;incessante rifornimento di missili\u003cbr\&gt;\nanti-carro e anti-aereo che Siria e Iran forniscono a\u003cbr\&gt;\nHizbullah, per rimpinguare le perdite subite l&amp;#39;estate\u003cbr\&gt;\nscorsa durante la guerra contro Israele, che ebbe fine\u003cbr\&gt;\ngrazie alla stessa risoluzione (va menzionato che al\u003cbr\&gt;\ntempo stesso e alla luce del sole gli Stati Uniti\u003cbr\&gt;\nhanno ripristinato a fondo perduto gli arsenali\u003cbr\&gt;\nisraeliani). Mentre ingenti quantità di armi vengono\u003cbr\&gt;\nammassate in Libano, la situazione politica si trova",1] );  //--&gt;&lt;/script&gt; Alla scoperta dell'esistenza di questi numerosi gruppi islamici, composti da palestinesi e da combattenti internazionali, è seguita subito una serie di attacchi privi di rivendicazione, ma a quanto pare legati agli scontri nel campo profughi di Nahr al Bared e rivolti ad acuire il crescente clima di tensione. Alcuni razzi Katyusha sono stati lanciati contro Israele ed Hizbullah si è affrettato a condannare recisamente l'attacco, temendo che in mancanza di rivendicazione&lt;br /&gt;gli venisse erroneamente attribuito. Ma l'episodio più grave è successo la scorsa settimana, quando un'autobomba, probabilmente guidata da un kamikaze, ha causato la morte di tre caschi blu spagnoli e tre colombiani, a pochi chilometri dal confine israeliano. L'attacco ha richiamato l'attenzione dei paesi occidentali sulla polveriera libanese, mettendo in evidenza la totale imprevedibilità che caratterizza il paese: mentre il pericolo evidente per l'UNIFIL è rappresentato dalle tensioni tra Hizbullah e Israele, l'attacco al contrario sembra legato agli scontri interni di Nahr al Bared ed ha natura puramente destabilizzante. Si somma ai recenti attentati non rivendicati nel centro di Beirut, sei in tutto, che hanno visto autobombe colpire in sequenza il quartiere cristiano, quello sunnita e un parlamentare filo-siriano, provocando decine di morti e feriti, senza alcuno schema apparente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon ha denunciato di fronte al consiglio di sicurezza la&lt;br /&gt;palese violazione della risoluzione 1701, data dalla mancanza di controlli al confine tra Libano e Siria, che lo rendono completamente permeabile al traffico di armi e uomini. Un esempio, come si è visto, è l'arrivo di combattenti sunniti ben addestrati che dai paesi arabi rinforzano le fila di gruppi armati islamici. Un altro esempio è l'incessante rifornimento di missili anti-carro e anti-aereo che Siria e Iran forniscono a Hizbullah, per rimpinguare le perdite subite l'estate&lt;br /&gt;&lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","\u003cbr\&gt;\nin una fase di totale stallo. L&amp;#39;opposizione di\u003cbr\&gt;\nHizbullah, infatti, dopo le manifestazioni oceaniche\u003cbr\&gt;\ndei giorni scorsi, non essendo riuscita ad ottenere le\u003cbr\&gt;\nelezioni, ha deciso di paralizzare il governo\u003cbr\&gt;\nfilo-americano di Fouad Siniora. Questi, a sua volta,\u003cbr\&gt;\nsta cercando di rendere operativo il tribunale\u003cbr\&gt;\ndell&amp;#39;ONU, incaricato di trovare e punire i\u003cbr\&gt;\nresponsabili del brutale omicidio dell&amp;#39;ex premier\u003cbr\&gt;\nanti-siriano Hariri del 2005, i cui mandanti Siniora\u003cbr\&gt;\nnon fa mistero di individuare nei siriani e in\u003cbr\&gt;\nHizbullah.\u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\nSe, come è probabile, l&amp;#39;amministrazione americana e\u003cbr\&gt;\nIsraele non potranno permettersi un attacco alle\u003cbr\&gt;\ncentrifughe nucleari iraniane, non è inverosimile che\u003cbr\&gt;\nil braccio di ferro con la repubblica islamica trovi\u003cbr\&gt;\nsfogo in un conflitto in Libano, come si è visto la\u003cbr\&gt;\nscorsa estate. Dopo aver assistito alla\u003cbr\&gt;\n“libanizzazione” dell&amp;#39;Iraq, la guerra civile tra\u003cbr\&gt;\nsciiti  armati dagli iraniani e sunniti armati dai\u003cbr\&gt;\nsauditi potrebbe estendersi all&amp;#39;anello debole del\u003cbr\&gt;\nMedioriente, provocando a sua volta una\u003cbr\&gt;\n“irachizzazione” del Libano, dove alla forte presenza\u003cbr\&gt;\nfilo-iraniana di Hizbullah si stanno contrapponendo\u003cbr\&gt;\nquesti diffusi e ben armati gruppi arabi sunniti. A\u003cbr\&gt;\nfare le spese di questo worst case scenario, ancora\u003cbr\&gt;\nuna volta, sarebbe la popolazione civile libanese e i\u003cbr\&gt;\nprofughi palestinesi, che dopo anni di guerre e\u003cbr\&gt;\noccupazioni stanno faticosamente cercando di\u003cbr\&gt;\nricostruire il paese gli uni e di vivere in pace gli\u003cbr\&gt;\naltri.\u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\n-------------------------------------------------\u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\nwww.altrenotizie.org\u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\n__________________________________________________________\u003cbr\&gt;\nFussy? Opinionated? Impossible to please? Perfect.  Join Yahoo!&amp;#39;s user panel and lay it on us. \u003ca href\u003d\"http://surveylink.yahoo.com/gmrs/yahoo_panel_invite.asp?a\u003d7\" target\u003d\"_blank\" onclick\u003d\"return top.js.OpenExtLink(window,event,this)\"\&gt;http://surveylink.yahoo.com/gmrs/yahoo_panel_invite.asp?a\u003d7\u003c/a\&gt; \u003cbr\&gt;\n\u003cbr\&gt;\n\u003c/p\&gt;\n    \u003c/div\&gt;",1] );  //--&gt;&lt;/script&gt; scorsa durante la guerra contro Israele, che ebbe fine grazie alla stessa risoluzione (va menzionato che al tempo stesso e alla luce del sole gli Stati Uniti hanno ripristinato a fondo perduto gli arsenali israeliani). Mentre ingenti quantità di armi vengono ammassate in Libano, la situazione politica si trova in una fase di totale stallo. L'opposizione di Hizbullah, infatti, dopo le manifestazioni oceaniche dei giorni scorsi, non essendo riuscita ad ottenere le elezioni, ha deciso di paralizzare il governo filo-americano di Fouad Siniora. Questi, a sua volta, sta cercando di rendere operativo il tribunale dell'ONU, incaricato di trovare e punire i responsabili del brutale omicidio dell'ex premier anti-siriano Hariri del 2005, i cui mandanti Siniora non fa mistero di individuare nei siriani e in Hizbullah.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se, come è probabile, l'amministrazione americana e Israele non potranno permettersi un attacco alle centrifughe nucleari iraniane, non è inverosimile che il braccio di ferro con la repubblica islamica trovi sfogo in un conflitto in Libano, come si è visto la scorsa estate. Dopo aver assistito alla “libanizzazione” dell'Iraq, la guerra civile tra sciiti  armati dagli iraniani e sunniti armati dai sauditi potrebbe estendersi all'anello debole del Medioriente, provocando a sua volta una “irachizzazione” del Libano, dove alla forte presenza filo-iraniana di Hizbullah si stanno contrapponendo questi diffusi e ben armati gruppi arabi sunniti. A fare le spese di questo worst case scenario, ancora una volta, sarebbe la popolazione civile libanese e i profughi palestinesi, che dopo anni di guerre e occupazioni stanno faticosamente cercando di ricostruire il paese gli uni e di vivere in pace gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.altrenotizie.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-622723259207578737?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/622723259207578737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=622723259207578737&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/622723259207578737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/622723259207578737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/07/cosa-succede-in-libano.html' title='COSA SUCCEDE IN LIBANO?'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-6699254304422165166</id><published>2007-06-25T11:48:00.000+03:00</published><updated>2007-06-25T12:13:53.988+03:00</updated><title type='text'>Um Salumoneh</title><content type='html'>&lt;div class="text-justify"&gt;               &lt;div class="headings"&gt;                 &lt;div class="subhead"&gt;Reportage fotografico da un piccolo villaggio che rischia in gran parte di scomparire dietro un muro. Gli abitanti cercano di difendere i loro mezzi di sostentamento, la loro vita.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;               &lt;div&gt; &lt;p&gt;Il villaggio di Um Salumoneh si trova a pochi chilometri da Betlemme, e a poche centinaia di metri dall'insediamento israeliano di Efrat, nel sud della West Bank. Lo scorso anno gli abitanti del villaggio si sono visti recapitare dall'Amministrazione Civile Israeliana gli ordini di confisca per circa 700 km2 di terra coltivata che sarà sottratta alla popolazione perché verrà a trovarsi dall'altra parte del muro, mentre altri 270 km2 verranno confiscati per la costruzione del muro stesso. Di questo passo, tutti i terreni agricoli appartenenti al villaggio verranno annessi dietro il muro o distrutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     &lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i290.html"&gt;&lt;img alt="Foto 1" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/290_a608.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;19 GENNAIO Il villaggio di Um Salumoneh è un villaggio di contadini, le cui famiglie vivono praticamente del solo lavoro nei campi. Il comitato popolare del villaggio ha deciso di organizzare una manifestazione per protestare contro la confisca che nella pratica significa la distruzione di qualsiasi futura possibilità di vita per gli abitanti del villaggio.I residenti insieme con attivisti internazionali ed israeliani si trovano sulle terre del villaggio per protestare pacificamente contro la confisca illegale dal punto di vista del diritto internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i291.html"&gt;&lt;img alt="Foto 2" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/291_a608.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;26 GENNAIO Samir, nipote del proprietario delle terre, continua a pregare anche dopo che la manifestazione si è sciolta.  In quei campi ci è cresciuto e sperava di crescerci i propri figli a sua volta. Oggi si celebra il suo matrimonio sulla terra confiscata. Residenti dei villaggi vicini partecipano al matrimonio insieme ad internazionali ed israeliani, e la coppia dichiara il suo impegno l'uno verso l'altro e verso la terra del villaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i292.html"&gt;&lt;img alt="Foto 3" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/292_a608.jpg" class="right" height="167" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; 2 FEBBRAIO Attivisti internazionali ed israeliani si sono dati appuntamento nelle terre appartenenti ai cittadini di Um Salamuna.  Gli abitanti del villaggio si aspettano tra pochi giorni l'arrivo dei bulldozer per la costruzione del muro da parte di Israele I dimostranti prima pregano poi marciano verso il sito di costruzione israeliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i293.html"&gt;&lt;img alt="Foto 4" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/293_a608.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;27 FEBBRAIO I bulldozer israeliani arrivano sulle terre soggette a confisca, e cominciano il loro lavoro. Subito i contadini del villaggio chiamano attivisti internazionali ed israeliani per chiedrgli aiuto e fermare le ruspe. E' però troppo tardi per raggiungere il villaggio da Gerusalemme o dalle altre zone intorno e quindi le ruspe cominciano i lavori.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i294.html"&gt;&lt;img alt="Foto 5" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/294_a608.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;28 FEBBRAIO Gli attivisti chiamati il giorno prima si recano nel villaggio per cercare di fermare i lavori.  Li trovano una ruspa, due buldozer e quattro guardie della sicurezza privata ad aspettarli. Due palestinesi, cinque internazionali e sei attivisti israeliani salgono sui buldozer mentre questi stanno lavorando per impedirgli di distruggere i campi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i295.html"&gt;&lt;img alt="Foto 6" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/295_a608.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Due internazionali e quattro isreliani vengono arrestati e portati nella prigione di Gush Etzion.  Tutti vengono rilasciati dopo poche ore a condizione di non recarsi più nel luogo della dimostrazione per i prossimi 15 giorni. Nessuno di loro ha opposto resistenza all'arresto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i296.html"&gt;&lt;img alt="foto 7" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/296_a608.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;23 MARZO La zona dove si svolgono i lavori viene definitivamente dichiarata zona militare:  finchè le ruspe si trovano sul posto nessuno può avvicinarsi o accedere al luogo. Per i proprietari dei campi questa è l'ultima volta che possono pregare sulla loro terra. I soldati, gli stessi che hanno arrestato gli attivisti un mese prima, li guardano pregare prima di mandarli via definitivamente dalla zona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i297.html"&gt;&lt;img alt="Foto 8" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/297_a608.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;18 MAGGIO I campi di Um Salumoneh non esistono più ma la dimostrazione del venerdì continua a svolgersi.  Dimostranti e soldati ormai si incontrano su uno spiazzo di terra battuta, faccia faccia, senza toccarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i298.html"&gt;&lt;img alt="Foto 9" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/298_a608.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Quando il contatto diventa inevitabile i dimostranti si siedono davanti ai soldati e gli parlano. "Andate a casa, dalle vostre famiglie, voi non dovreste essere qui, andate a casa. Noi non abbiamo nientre contro di voi e voi siete qui solo perché state obbedendo a degli ordini..voi non siete occupanti, ma chi vi manda lo è. Tornate nelle vostre case e lasciate che noi torniamo nelle nostre!"&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_608_i299.html"&gt;&lt;img alt="Foto 10" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/299_a608.jpg" class="right" height="376" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;25 MAGGIO Seduto sulle fondamenta del muro, Haled guarda i soldati, già pronti questa volta a ricevere i dimostranti.  Lui non si alza, non marcia, non si scompone. Fuma la sua sigaretta e guarda assente soldati, giornalisti e dimostranti. Nei suoi occhi il suo campo è ancora li, nei suoi occhi il passato vive ancora..,nei suoi occhi non ci sono muri, ma l'infinita nostalgia di chi non può far altro che restare a guardare. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;               &lt;div class="article-notes"&gt;Note: &lt;p&gt; Per visionare le foto del reportage vedi: &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/indici/ind_96.html"&gt;http://www.antennedipace.org/antennedipace/indici/ind_96.html&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;             &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-6699254304422165166?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/6699254304422165166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=6699254304422165166&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6699254304422165166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6699254304422165166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/06/um-salumoneh.html' title='Um Salumoneh'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-7442207953350689139</id><published>2007-06-18T15:58:00.000+03:00</published><updated>2007-06-18T16:07:17.357+03:00</updated><title type='text'>La vita per non dimenticare la morte</title><content type='html'>&lt;div&gt; &lt;p&gt;I bambini sono il futuro dell'umanità, sono il futuro di ogni popolo e della sua cultura. Chi uccide un bambino uccide il futuro. Israele viola sistematicamente il diritto alla vita dei bambini palestinesi, violando qualsiasi regola di diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Uccidere un bambino non può essere giustificato con nessuna pretesa "ragione di sicurezza", né tantomeno può essere considerato un "effetto collaterale" accettabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Ho deciso di ricordare ogni bambino ucciso da quando sono arrivata in questo paese, con il volto dei bambini che ho incontrato da quando sono arrivata qui. Bambini ancora vivi che hanno un futuro davanti a loro, bambini nei cui occhi ho cercato il futuro di un paese che sta perdendo la speranza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; La vita per non dimenticare la morte. Il sorriso per non dimenticare il pianto. Ho cercato di dare un volto a ogni notizia che leggiamo sui giornali quando ci parlano dell'ennesimo "incidente" occorso durante un'operazione militare, quando ad un numero se ne aggiunge un altro.&lt;br /&gt;La speranza che accompagna questo reportage è che ogni bambino che ho fotografato diventi grande e viva il futuro anche per chi non ha potuto farlo, la mia speranza è che i volti di bimbi ancora vivi possano restuirci la speranza che l'uccisione di un bambino ci toglie.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Questo reportage è dedicato a tutti coloro che pensano che la guerra possa portare alla pace, a tutti coloro che credono che esistano dei prezzi "accettabili", a tutti coloro che mi hanno detto durante questi mesi che la nonviolenza non può sempre funzionare..sperando che un giorno capiscano che la nonviolenza non ha una funzione, è insieme obiettivo e metodo, è punto di partenza e unica vera soluzione.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i343.html"&gt;&lt;img alt="1" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/343_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;1. Abd al-Karim Khaled Salem Zaharan 15 anni, ucciso il 22 Aprile 2007 a Deir Abu Mash'al, Ramalla, distretto di al-Bira, da colpi di arma da fuoco. Si trovava insieme ad un gruppo di ragazzi su una collina, e non stava prendendo parte alle ostilità. Un soldato gli ha sparato da 300 metri di distanza uccidendolo sul colpo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i344.html"&gt;&lt;img alt="2" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/344_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;2 Muhammad Sa'id Talal A'bed, anni 16, residente a Kfar Dan, distretto di Jenin, ucciso il 21 Aprile 2007 da alcuni colpi di arma da fuoco. Il ragazzo si trovava sul tetto della sua casa e stava guardando i militari entrare nel villaggio, senza prendere in nessun modo parte alle ostilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i345.html"&gt;&lt;img alt="3" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/345_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;3 Bushara Naji Wahsh Barjis, anni 17, residente nel campo profughi di Jenin, uccisa il 21 aprile 2007 mentre si trovava alla finestra della sua casa, e i militari sono entrati in casa per cercare il fratello maggiore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i346.html"&gt;&lt;img alt="4" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/346_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;4 Tahrir Hisham Sha'ban Abu al-Jidyan, anni 17 residente nel campo profughi di Jabalya, a nord della Striscia di Gaza, ferita da colpi di arma da fuoco il 4 ottobre 2004 e deceduta il 5 aprile 2007. Non stava prendendo parte alle ostilità, quando è stata colpita alla testa durante un'incursione dell'esercito nel campo profughi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i347.html"&gt;&lt;img style="width: 192px; height: 288px;" alt="5" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/347_a620.jpg" class="right" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;5 Ahmad Ibrahim Suleiman 'Assa'sah, di anni 16, ucciso il 29 marzo 2007 da alcuni colpi di arma da fuoco a Jenin. Il ragazzo stava tirando sassi contro una jeep militare mentre i soldati effettuavano un arresto. &lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i348.html"&gt;&lt;img alt="6" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/348_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; 6 Sa'id Saber Ahmad Abu Wardeh, di anni 16 residente nella zona di Jabalya, Striscia di Gaza, ferito il 28 marzo 2007 da fuoco proveniente da un elicottero israeliano che stava sorvolando l'area, e deceduto il 29 marzo 2007. Il ragazzo si trovava vicino ad una macchina che trasportava uomini armati a cui erano diretti i colpi sparati dall'IDF. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i349.html"&gt;&lt;img alt="7" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/349_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;7 Muhammad Elias Mahmoud 'Aweideh, di anni 15, residente nalla zona di Um a-Sharayet - Samiramis, distretto di Gerusalemme, ucciso il 28 marzo 2007 vicino al muro di separazione costruito da Israele. Il ragazzo non stava compiendo nessun atto ostile contro i militari, ma stava partecipando ad una manifestazione pacifica. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i350.html"&gt;&lt;img alt="8" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/350_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; 8 Muhammad Ahmad Muhammad al-Ghalban di anni 17 residente nella zona di Khan Yunis, ucciso il 9 marzo 2007 da alcuni colpi di arma da fuoco, vicino alla barriera difensiva, mentre si apprestava a lanciare sassi contro i soldati israeliani addetti al controllo della frontiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i351.html"&gt;&lt;img style="width: 175px; height: 261px;" alt="9" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/351_a620.jpg" class="right" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;9 Taha Muhammad Subhi al-Quljawi, di anni 16 residente ad Kafr 'Aqab, distretto di Gerusalemme, ucciso l'1 febbraio 2007, vicino alla barriera difensiva nella zona del Campo profughi di Qalandia da alcuni colpi di arma da fuoco. Il ragazzo è stato ucciso mentre con altri due amici stava superando la barriera di filo spinato situata circa due metri prima del muro vero e proprio. Il decesso del ragazzo è avvenuto per dissanguamento, quando dopo averlo colpito alla coscia, i militari lo hanno lasciato per lungo tempo a terra senza permettere a nessuno di avvicinarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i352.html"&gt;&lt;img style="width: 175px; height: 261px;" alt="10" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/352_a620.jpg" class="right" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;10 Fadel Mutlaq Daji Balawaneh, di anni 17, della città di Tulkarem, ucciso il 25 gennaio 2007 da alcuni colpi di arma da fuoco. Il ragazzo era ricercato dall'autorità israeliana, ma non era accusato di nessun crimine in particolare: viene ucciso mentre cerca di scappare da un'unità militare sotto copertura entrata nella città per catturarlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i353.html"&gt;&lt;img alt="11" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/353_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;11 Mahran Zakaria Salman Abu Nseir di anni 16, residente di Deir al-Balah, ucciso il 24 gennaio 2007 da colpi di arma da fuoco. Il ragazzo non stava prendendo parte alle ostilità quando è stato colpito, ma stava cercando di attraversare la barriera difensiva per recarsi in Israele a cercare lavoro insieme ad altri due ragazzi. I due sono stati arrestati e poi rilasciati dopo poche ore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i354.html"&gt;&lt;img style="width: 178px; height: 267px;" alt="12" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/354_a620.jpg" class="right" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;12 'Abir Bassam 'Abd Rabo 'Aramin, di anni 10, residente nel villaggio di Anata, del distretto di Gerusalemme, ferita il 16 gennaio 2007 con un colpo di arma da fuoco alla testa e deceduta il 19 gennaio 2007. La bambina si stava recando in un negozio vicino alle scuola per comprare delle caramelle durante la ricreazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i355.html"&gt;&lt;img alt="13" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/355_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;13 'Alaa Fawaz Muhammad Hamran, di anni 16, residente nella zona di 'Araba, distretto di Jenin, ucciso il 4 gennaio 2007 a Ramallah da alcuni colpi di arma da fuoco. Il ragazzo è stato ucciso durante un'operazione militare sotto copertura effettauta per arrestare un ricercato nella città. Durante le operazioni per la cattura dell'uomo, che poi è riuscito a scappare, sono sopraggiunti i rinforzi militari ed è scoppiata una sparatoria nel quale il ragazzo è rimasto ucciso. &lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/iz_620_i356.html"&gt;&lt;img alt="14" src="http://www.antennedipace.org/antennedipace/images/356_a620.jpg" class="right" height="166" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;14 "ancora senza nome" ucciso il 10 maggio 2007 a Nablus, durante un'incursione militare. Si tratta del figlio di Maha al Katoumi 29 anni, incinta di sette mesi. Durante l'incursione militare la donna viene colpita con un colpo di arma da fuoco all'addome e rimane ferita. Il proiettile uccide il feto di sette mesi colpendolo direttamente alla testa. La donna ha dovuto aspettare un'ora prima che i militari consentissero al personale medico di entrare nella sua abitazione per soccorrerla.  &lt;/p&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-7442207953350689139?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/7442207953350689139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=7442207953350689139&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/7442207953350689139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/7442207953350689139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/06/la-vita-per-non-dimenticare-la-morte.html' title='La vita per non dimenticare la morte'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-6410970218159340475</id><published>2007-05-21T11:29:00.000+03:00</published><updated>2007-05-21T15:28:01.858+03:00</updated><title type='text'>DEMOLIZIONE AD ARTAS</title><content type='html'>Artas è un villaggio piccolissimo vicino a Betlemme, abitato da contadini che vivono delle loro terre e del frutto delle loro fatiche.&lt;br /&gt;La loro unica sfiga è quella di essere vicini ad un insediamento israeliano che si chiama Efrat, in continua espansione. Ultimamente i coloni hanno deciso che le terre di Artas sono un buon posto dove costrire una pompa dell'acqua per irrigare i loro campi e che la vallata delle terre di Artas vale per loro più della vita delle famiglie palestinesi che quei campi li coltivano dal 1936.&lt;br /&gt;Sabato notte i proprietari di quelle terre hanno chiamato quante più persone potevano per andare li a dormire in tende montate proprio sui campi soggetti a confisca perchè i soldati  erano arrivati sul posto e avevano dichiarato che alle quattro del mattino sarebbero venuti a sradicare gli alberi e disctruggere i muretti di divisione dei due campi per livellare il terreno e preparare i lavori per la costruzione della pompa.&lt;br /&gt;Io eed altri siamo andati subito sul posto. Alle due del mattino ho lasciato il posto perchè la situazione era molto calma, c'erano circa 40 persone sul campo, davanti ai fuochi a parlare e bere the..per un attimo andandomene ho pensato che forse questa volta ce l'avremmo fatta. Per un attimo, giuro, ci ho creduto davvero.&lt;br /&gt;Alle due e mezzo i soldati sono arrivati ed hanno detto alla gente che si trovava li di andarsene perchè c'era un uomo armato che si aggirava per la collina e per la loro sicurezza era meglio abbandonare la zona.&lt;br /&gt;Nessuno gli ha creduto e tutti sono rimasti sui campi.&lt;br /&gt;Alle cinque e mezza però sono tornati. Circa 40 militari e alcuni poliziotti.&lt;br /&gt;Questi due video di dieci minuti ciascuno sono il racconto di cosa è successo. So che è noioso guardare venti minuti di video su un paese che sta a migliaia di chilometri da voi, e per di più in un altra lingua, ma spero che lo facciate lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distruggere la vita di una persona e facile...Come sradicare un albero..come mangiare un panino di fronte ad una donna di settantacinque anni che sta guardando la sua vita sparire sotto i suoi occhi. ..non ci sono parole per descrivere lo strazio di persone che hanno perso tutto in un' ora e che non possono fare niente ..non ci sono parole per descrivere il senso di impotenza e nausea per l'umanità che provo io in questo momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6kvXBJWo9SA"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6kvXBJWo9SA" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eGsvKXtHlpE"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/eGsvKXtHlpE" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-6410970218159340475?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/6410970218159340475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=6410970218159340475&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6410970218159340475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/6410970218159340475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/05/demolizione-ad-artas.html' title='DEMOLIZIONE AD ARTAS'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-1007355180471165854</id><published>2007-05-17T11:53:00.000+03:00</published><updated>2007-05-17T13:22:08.319+03:00</updated><title type='text'>LA TRAPPOLA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rkwr50I7u4I/AAAAAAAAAEM/f6j8zwaenpU/s1600-h/IMGP1374.1.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 169px; height: 254px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rkwr50I7u4I/AAAAAAAAAEM/f6j8zwaenpU/s320/IMGP1374.1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065471953133616002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;            &lt;p&gt; &lt;/p&gt;Quando un popolo si trova nella condizione di essere collettivamente minacciato da un fattore esterno, sia questo un'ideologia, un movimento politico, un Paese, la reazione più immediata è una coesione interna, una contro-reazione di spinta verso la propria comunità nell'estremo tentativo, attraverso l'unità e la solidarietà, di creare un fronte di resistenza compatto. Questo meccanismo è tanto inconscio quanto automatico: ne vediamo gli esempi palesi nella comunità internazionale occidentale, dopo l'attentato alle torri gemelle, o alle stazioni dei treni di Madrid, che hanno creato un senso di forte unità tra i paesi "occidentali" in contrapposizione ai paesi "islamici". In breve tempo sono state riscoperte radici comuni, background culturali condivisi, un'unità non solo europea, ma addirittura occidentale, tra paesi, come l'America e la Spagna, ad esempio, che hanno davvero poco in comune a livello di radici storico-culturali. Questa involuzione interna comprende una spinta aggressiva verso l'esterno in una logica di attacco preventivo (non solo metaforicamente parlando) alla ricerca dell'elemento da demonizzare e della precisa identificazione di un nemico verso cui incanalare la paura provocata dal senso di minaccia latente. In modo assolutamente speculare, la stessa dinamica coinvolge la parte opposta: la popolazione musulmana o araba che vive all'interno dei paesi occidentali, nel trovarsi sottoposta a forte pressione e a critica, talvolta ad un vero e proprio attacco violento rivolto alla propria cultura, risponde con un'involuzione interna e una radicalizzazione dei costumi e delle tradizioni legate alla propria identità, così fortemente messe in discussione. Il concetto racchiuso nelle parole del Presidente degli Stati Uniti George Bush "o con noi o contro di noi" parlando della lotta al terrorismo è assolutamente chiaro: in una contrapposizione tra il noi e il loro non esiste spazio per possibili critiche interne o discussioni sulle modalità di lotta, l'unico spazio di movimento consentito è quello che si colloca nella scelta della parte da cui stare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rkwka0I7u2I/AAAAAAAAAD8/emVki0lUPPY/s1600-h/IMGP2690.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rkwka0I7u2I/AAAAAAAAAD8/emVki0lUPPY/s320/IMGP2690.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065463723976276834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questa dinamica crea all'interno delle società stesse un meccanismo di totale distruzione e schiacciamento dei movimenti di società civile, quali ong, associazioni per i diritti umani, ecc., meccanismo che diventa più forte e sviluppa gli effetti più devastanti in paesi che non hanno una lunga tradizione democratica alle spalle, come ad esempio la Palestina. Questo meccanismo si espleta in modo radicale laddove l'attacco che si subisce non sia solo ideologico e culturale, come può esserlo quello tra l'"Occidente" e il "terrorismo", che ha visto sì il verificarsi di episodi violenti fondamentalmente isolati, ma sia un attacco armato e continuo, come di fatto è l'occupazione che Israele porta avanti nei Territori Palestinesi ormai da quasi cinquanta anni. Quello che accade quindi è che all'interno dei TOP tutti i movimenti di società civile focalizzano la loro attenzione e le loro attività attorno al problema dell'occupazione, relegando in secondo piano tutte le altre problematiche interne alla società palestinese. La dinamica che si crea all'interno del conflitto arabo-israeliano, in cui la configurazione del nemico e la conseguente distinzione del &lt;em&gt;noi&lt;/em&gt; e del &lt;em&gt;loro&lt;/em&gt; è facilmente realizzabile, è di totale schiacciamento di qualsiasi espressione di società civile che non sia inquadrabile nella lotta contro Israele e contro l'occupazione. In paesi a lunga tradizione democratica o supposta tale come i paesi europei, i movimenti di società civile interni sviluppano un'aperta posizione di critica e lotta sociale nel tentativo di condizionare l'elite al potere, e la loro azione si inserisce in un generalizzato contesto che vede la critica verso la propria società come uno strumento di crescita e partecipazione attiva alla vita comunitaria, che acquista un connotato positivo, ed è spesso considerata un indicatore della democraticità e della maturazione sociale di un paese.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In un paese come la Palestina, dove l'occupazione è un meccanismo assolutamente totalizzante che condiziona ogni singolo aspetto della vita dei cittadini palestinesi, dai bambini alle donne, ai vecchi, i movimenti di società civile devono ritagliarsi il loro spazio vitale all'interno dello strettissimo corridoio lasciato aperto dall'occupazione da un lato, e dall'esigenza di una lotta condotta giornalmente, minuto per minuto, ad ogni singolo livello della società, dall'altro. Ogni azione che non rientri in questo spazio diventa quindi una minaccia, un tradimento, un pericoloso tentativo di minare l'unità della popolazione e di modificare quella cultura locale che non è importante in se stessa, ma in quanto espressione di un'identità minacciata che ha bisogno di essere protetta. Essa diventa emblema della resistenza di un popolo di fronte a coloro che, per giustificare l'occupazione, additano la cultura araba come fondamento del problema. Le dinamiche all'interno della quali i MSC (movimenti della società civile) palestinesi si trovano ad operare sono quindi di tripla natura: da una parte il tema della guerra e dell'occupazione è così totalizzante che non può essere ignorato e che ogni altro problema sembra perdere importanza rispetto ad esso; inoltre, occupandosi principalmente di tale questione, essi hanno la completa certezza di raccogliere intorno a sé il maggior consenso possibile, necessario a qualsiasi movimento per perpetuare se stesso; dall'altro lato ogni tentativo di affrontare problematiche interne legate alla cultura e alla società palestinesi viene vissuto dai palestinesi stessi come un tentativo di minare dall'interno quell'unità nazionale considerata fondamentale per portare avanti la lotta contro Israele.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rkwmg0I7u3I/AAAAAAAAAEE/cQ7MmIISGr4/s1600-h/IMGP1615.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rkwmg0I7u3I/AAAAAAAAAEE/cQ7MmIISGr4/s320/IMGP1615.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065466026078747506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questo contesto ad essere in pericolo però sono di fatto la società stessa palestinese e il suo sviluppo dal punto di vista della coscienza civile. Tale crescita ha sempre costituito per una società, nel corso della storia mondiale, una modalità per plasmare se stessa secondo i mutamenti della realtà circostante, o per adattare la realtà a se stessa, uscendone trasformata, attraverso processi che in Europa hanno condotto ai movimenti femministi degli anni settanta, o alla liberalizzazione dei costumi degli anni sessanta, o all'affermazione dei diritti dei bambini, degli anziani, delle minoranze.&lt;br /&gt;L'involuzione sociale che la pressione esterna provoca, è da un lato il collante che tiene unita la popolazione palestinese, sostenuta da una rete di solidarietà sociale che in Europa non esiste ormai da tempo, dall'altro l'elemento che ne congela le dinamiche sociali, creandovi tutto intorno un muro di impenetrabile immobilismo.&lt;br /&gt;La conseguenza più immediata di tutto questo è che bisogni fortemente sentiti, come i diritti delle donne o dei bambini, ad esempio, non possano essere efficacemente affrontati, così come quelli di soggetti esclusivamente interni alla stessa società palestinese. La conseguenza remota è invece che l'immobilismo e la chiusura culturale del paese costituiscono una perfetta scusa per l'edificazione dello stereotipo occidentale del "palestinese-mussulmano-radicale-terrorista-violatore di diritti umani". &lt;/p&gt;  Ciò che occorre davvero è una rivoluzione interna al modo di affrontare la lotta contro l'occupazione della popolazione palestinese stessa ad ogni livello, nel momento in cui queste dinamiche privano i palestinesi di risorse fondamentali, quali il contributo delle donne, motore del sistema di solidarietà sociale che sostiene il paese, e i bambini, futuro del popolo palestinese, troppo spesso ridotti a vittime inconsapevoli di un sistema violento che scambia il lancio di pietre per coscienza politica. Cercare di cambiare una situazione partendo solo dall'esterno è difficile: il popolo palestinese non ha il potere e le risorse per cambiare la società israeliana o quella occidentale, ma ha tutte le potenzialità necessarie a cambiare se stesso e a creare le basi per condurre una lotta ad armi pari contro un sistema che sta distruggendo non solo la sua terra, ma la sua risorsa più grande, quella umana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-1007355180471165854?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/1007355180471165854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=1007355180471165854&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1007355180471165854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1007355180471165854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/05/la-trappola.html' title='LA TRAPPOLA'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rkwr50I7u4I/AAAAAAAAAEM/f6j8zwaenpU/s72-c/IMGP1374.1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-5016478900039962363</id><published>2007-05-07T15:02:00.000+03:00</published><updated>2007-05-07T15:06:51.381+03:00</updated><title type='text'>IO HA FATTO UN'ALTRA SCELTA!</title><content type='html'>&lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Oggi, ovunque nel mondo, la maggior parte della gente ha perso la fiducia nei politici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Corruzione, cospirazioni e scandali politici sono diventati la norma in ogni paese ed in ogni partito, per cui moltissimi politici ha perso la fiducia anche dei propri sostenitori.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Molti credono che la Politica generi automaticamente la corruzione, di qui il detto: “&lt;i style=""&gt;dove c’è potere c’è corruzione&lt;/i&gt;”.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Nessuna meraviglia quindi se la maggioranza delle persone non ha fiducia non solo nei politici, ma anche nella Politica in quanto tale. Molti si rifiutano di votare, non credono più che il voto possa portare dei cambiamenti significativi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Non votare per i propri rappresentanti è un voto di “sfiducia” per quel tipo di governo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Spesso le persone disgustate dalla doppiezza di quasi tutti i politici cercano quelli che possono meritare la loro fiducia, ma se per caso riescono a trovarne alcuni, di solito verranno poi traditi anche da questi.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Nessuna meraviglia se taluni pensano che il parlamento va rimpiazzato da un dittatore.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Altri rifiutano l’ipotesi di un dittatore, ma poiché non vedono alternative, si rassegnano e abbandonano la Politica ai politici.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ciò peggiora le cose, perché in questo modo si lascia che la società venga gestire da politicanti preoccupati più del loro potere personale che degli interessi della collettività.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt; Quando &lt;b style=""&gt;tutti&lt;/b&gt; i cittadini decidono &lt;b style=""&gt;tutte&lt;/b&gt; le politiche, i rappresentanti politici diventano superflui perché il loro lavoro è quello di decidere per gli altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Essi rappresentano altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;L’autorità di rappresentare gli altri costituisce un ‘&lt;i style=""&gt;potere’&lt;/i&gt;, ed è questo potere – non la Politica – che genera corruzione.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Abolire il loro potere significa abolire la corruzione.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Senza la corsa a questo potere, la Politica verrà&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;liberata dall’ipocrisia, dalla doppiezza e dalle cospirazioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Quando &lt;b style=""&gt;tutti&lt;/b&gt; i cittadini decidono &lt;b style=""&gt;tutte&lt;/b&gt; le politiche abbiamo un nuovo sistema politico chiamato &lt;b style=""&gt;Democrazia Diretta (DD).&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;In tale sistema nessuno rappresenta altri, nessuno viene pagato per decidere le politiche, quindi i costi di gestione della collettività vengono ridotti al minimo, mentre aumenta l’interesse dei cittadini per i problemi della società. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Nessun sistema politico è in grado di curare tutti i problemi politici.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Credere che possa esistere una simile cura porta a pericolose delusioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;Una simile cura non esiste.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;L’abolizione dei rappresentanti risolverà molti problemi politici ma non tutti&lt;b style=""&gt;. &lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Quando ogni cittadino può proporre, discutere e votare ogni tipo di politica, nessuno ha più l’autorità di decidere per gli altri e di conseguenza il potere dei politici è abolito. Per loro, il potere politico è come una droga.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Coloro che arrivano a possederlo – in ogni organizzazione sociale: Stato, Chiesa, comune, scuola, famiglia – ne diventeranno dipendenti. &lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;Dovrebbero essere trattati come quei drogati che fanno qualsiasi cosa pur di continuare ad ottenere la loro droga.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Molti politici bramano per il potere in quanto tale, ma anche coloro che lo usano per migliorare la società faranno qualsiasi cosa pur di continuare a possederlo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;La DD abolisce il potere politico proibendo a chiunque di decidere le politiche per gli altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Nessuno rappresenta gli altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ogni cittadino o cittadina detiene soltanto un voto per ciascun indirizzo politico e rappresenta soltanto se stesso, se stessa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="WW-BodyText3" style="margin-right: 4.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Se una politica sbagliata produce dei risultati indesiderati o negativi, coloro che l'hanno&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;votata ne sono responsabili.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Per evitare il ripetersi dei risultati negativi i cittadini dovranno scoprire perché hanno votato una decisione sbagliata e riconsiderare le loro motivazioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Questo li farà cercare in se stessi – non all’esterno di se stessi –&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;le cause dei problemi politici, per identificarle e superarle. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;La Democrazia Diretta può perciò essere descritta così: “&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Ogni cittadino possiede in ogni momento l’autorità per proporre, discutere e decidere votandola, ogni politica.”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;br /&gt;Questo significa abolire il potere dei politici, abolire la loro autorità di decidere per gli altri.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ogni cittadino ha il diritto di proporre, discutere e di votare ogni legge ed ogni politica.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Che poi i cittadini vogliano o no usare questo diritto, spetta a loro deciderlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BY AKIVA ORR&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-5016478900039962363?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/5016478900039962363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=5016478900039962363&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/5016478900039962363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/5016478900039962363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/05/io-ha-fatto-unaltra-scelta.html' title='IO HA FATTO UN&apos;ALTRA SCELTA!'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-4711806044893765</id><published>2007-04-26T17:31:00.000+03:00</published><updated>2007-04-26T18:34:43.087+03:00</updated><title type='text'>YYYYYEEEEEEAAAAHHHHHHHHH!!!!!!!!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RjDESBAVIoI/AAAAAAAAADs/D_XAIj0sKbE/s1600-h/IMGP2355.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RjDESBAVIoI/AAAAAAAAADs/D_XAIj0sKbE/s320/IMGP2355.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5057758195323576962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;SIGNORI E SIGNORI, &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;VOGLIAMO PRESENTARVI UN NUOVO SPETTACOLO, DAL TITOLO:&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;MENTIRE PAGA!"&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;lA SIGNORINA AYALA IACUCCI ANAHI HA OTTENUTO UN VISTO DA VOLONTARIA DELLA DURATA DI UN ANNO, CON SCADENZA IL 31/03/2008 E PERMESSO DI ENTRATA ED USCITA DAL PAESE ILLIMITATA,&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;DICENDO DI ESSERE CATTOLICA E DI LAVORARE PER IL PATRIARCATO LATINO.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;DELLA SERIE ..SII ONESTO E VERRAI RICOMPENSATO..&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;UN AVVISO A TUTTI GLI ONESTI DEL MONDO...SIETE DESTINATI A PRENDERLA NEL CULO!!!!!!!!!!(ma continuo ad essere dei vostri, fuori da questo paese!)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;W L'UNICA VERA DEMOCRAZIA DEL MEDIO ORIENTE!!!!&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;HAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAH&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;yyeeaaahhhh&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-4711806044893765?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/4711806044893765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=4711806044893765&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4711806044893765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4711806044893765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/04/yyyyyeeeeeeaaaahhhhhhhhh.html' title='YYYYYEEEEEEAAAAHHHHHHHHH!!!!!!!!!'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RjDESBAVIoI/AAAAAAAAADs/D_XAIj0sKbE/s72-c/IMGP2355.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-5083253056849066406</id><published>2007-04-20T21:09:00.000+03:00</published><updated>2007-04-20T21:10:41.132+03:00</updated><title type='text'>Beit Ummar</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-5083253056849066406?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://mishtara.org/blog/?p=173' title='Beit Ummar'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/5083253056849066406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=5083253056849066406&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/5083253056849066406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/5083253056849066406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/04/beit-ummar.html' title='Beit Ummar'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-4026825731152355925</id><published>2007-04-09T11:49:00.000+03:00</published><updated>2007-04-09T17:13:58.427+03:00</updated><title type='text'>NABLUS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RhpJXrPt_AI/AAAAAAAAADk/VMb9oCEx8TQ/s1600-h/IMG-28.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RhpJXrPt_AI/AAAAAAAAADk/VMb9oCEx8TQ/s320/IMG-28.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051430603143904258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nablus. Nablus, due anni che non ci andavo. Il suk di Nablus è uno dei più attivi di tutta la West Bank. Odori, suoni, bandierine colorate, urla di bambini, vecchi, donne, uccelli, vivi e morti, capre, galline, frutta, vedura, carne appesa con il solo prezzemolo a scacciare le mosche..niente può descrivere il suk di Nablus come andarci di persona. Mentre mi infilo sotto i bassi archi della città vecchia tutti riconoscono che non sono una locale “Welcome, welcome to Nablus!” Tutti sono benvenuti qui, anche se questa è la città che ha la fama di essere una delle più pericolose dei Territori Occupati: solo un mese fa tre ragazze americane sono state rapite e poi fortunatamente liberate dopo poche ore. L’attuale situazione politica della Autorità Palestinese ha portato nella città allo scoppio di frequenti scontri, sempre violenti, tra le fazioni palestinesi, con frequenti sparatorie tra Fatah e Hamas.&lt;br /&gt;Ma per me Nablus rimane sempre Nablus, ed io, che ho scoperto la Palestina a Nablus due anni fa, non posso fare a meno di sentirmi a casa mentre mi infilo tra le stradine del mercato cercando di schivare i carretti di frutta e verdura che pretendono di passare tra le decine di persone accalcate alla ricerca di un buon affare.&lt;br /&gt;L’occupazione delle ultime due settimane non ha distrutto la città, non in modo particolramente evidente almeno. Ma i suoi effetti li vedi sulle facce della gente, nei loro occhi, in piccoli particolari che ad un osservatore non attento possono sfuggire. Alcuni negozi sono chiusi, molte finestre sono coperte di stracci, i bambini, in genere numerosissimi e molto socievoli, sono molto pochi e schivi.&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Negli occhi di ogni persona qui leggo storie di ordinaria follia di una occupazione che segue altre occupazioni e sarà seguita da altre ancora.&lt;br /&gt;Poi, ovunque, posters colorati che ritraggono giovani kamikaze in posa da combattenti, con fucili di ogni fattura e tipo tra le braccia, e sfondi da apocalisse dietro le spalle.&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RhpHx7Pt-_I/AAAAAAAAADc/EBGz8GSm2zY/s1600-h/IMGP1828.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RhpHx7Pt-_I/AAAAAAAAADc/EBGz8GSm2zY/s320/IMGP1828.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051428855092214770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Ma nel poster di M.S. non c’è lui in machissima posa, con M16 tra le braccia e keffia a mo di bandana. Nel poster di M.S. c’è solo lui, un uomo di 50 anni, capelli e baffi grigi, dalla faccia direi magrolino, un mezzo sorriso imbarazzato di chi non è abituato a farsi fotografare. Ai lati, due bandiere palestinesi. Questo è il poster che tappezza le vie della città per ricordare l’ennesimo martire della resistenza palestinese. Si perché qui martire non è solo chi muore volontariamente come i kamikaze, martire qui è chiunque muore a causa della occupazione e del conflitto con Israele. M.S. era davvero troppo vecchio per mettersi a lanciare sassi o per imbracciare un fucile. M.S. era un vecchietto di 50 anni, con insufficienza respiratoria che viveva nella sua casa con la moglie, due figli e cinque figlie, di cui una paralizzata alle gambe e rispettivi nipoti e generi. M.S. non era un combattente, era più un resistente, nel senso che cercava di resistere agli stenti di una occupazione continuando a condurre la sua vita normalmente.&lt;br /&gt;Probabilmente stava proprio pensando alla situazione della sua città quella mattina quando ha deciso di farsi una doccia. Si, perché, dopo essere entrato nel bagno, si è ricordato che la pompa dell’acqua era chiusa perché c’era il coprofuoco 24 su 24, così ha chiamato suo figlio più grande e gli ha chiesto di salire sul tetto per aprirla.&lt;br /&gt;Poi ha aperto il rubinetto ed ha cominciato a lavarsi. Probabilmente sotto la doccia il rumore dell’acqua ha coperto le urla che hanno cominciato poco dopo a provenire da fuori. E dopo, ha coperto anche il rumore degli spari diretti contro la casa e provenienti da un tank israeliano appostato li fuori.&lt;br /&gt;M.S. deve aver capito cosa succedeva solo quando un gas lacrimogeno ha sfondato la finestra del suo piccolo bagnetto finendo proprio di fronte alla doccia. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;O forse no.&lt;br /&gt;Forse non ha realizzato subito cosa succedeva quando il fumo ha cominciato a riempire la stanza e l’odore si è fatto così forte da fare a fatica ad inalare. Quando gli occhi hanno cominciato a lacrimargli e la pelle a bruciare. Quando il cuore ha cominciato a battere all’impazzata per cercare di pompare più ossigeno e la bocca si è spalancata in cerca di aria. Quando è caduto a terra perché le forze hanno comincito a mancargli e l’unico rumore che riusciva a sentire era quello del suo cuore che come un tamburo scandiva gli ultimi minuti della sua agonia. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal"&gt;Jihan non ci ha pensato subito. Era troppo occupato a cercare le sorelle, la madre, i nipotini..ma poi tutto quel fumo deve averglielo ricordato: si, il babbo. Il babbo nel bagno..il babbo che soffre di asma, il babbo che stava facendo la doccia.&lt;br /&gt;Ma a quel punto era troppo tardi..troppo tardi per Jihan, troppo tardi per M.S., troppo tardi per tutto. Troppo tardi per me per cercare di dimenticare i suoi occhi mentre mi racconta come ha trovato suo padre morto soffocato nel bagno. Troppo tardi per fermare il flusso di lacrime di una madre che ascolta il racconto del figlio e cerca di parlare ma le parole le si strozzano in gola. Troppo tardi per me per dire qualsiasi cosa che possa avere un senso a queste due persone e per capire come una vita possa essere considerata una effetto collaterale.&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Le truppe israeliane hanno occupato Nablus per circa cinque giorni, imponendo un coprifuoco totale sulla città, chiudendo tutte la scuole, le tv, le radio, gli uffici. Gli ospedali sono stati posto sotto assedio e le ambulanze bloccate, il personale umanitario interdetto dalle zone interne alla città vecchia. Due scuole sono state trasformate in campi di detenzione militare temporanei, dove centinaia di persone, tra le quali anche bambini e una donna incinta, sono stati detenuti ed interrogati, anche per giorni. Circa una decina di negozi sono stati dati alle fiamme, ed almeno due palazzine distrutte completamente dai buldozer. Una ventina di case sono state occupate dai militari che hanno costretto i loro abitanti a stare chiusi in una stanza per tutta la durata della presenza dei militari nella abitazione. Una bambina di 11 anni ed un ragazzo di 16 sono stati usati dai soldati come scudi umani per effettuare perquisizioni nelle case.&lt;br /&gt;M.S. è una delle due vittime di questa offensiva militare che ricade sotto il nome di operazione “Hot Winter”. Scopo della operazione militare era quello di catturare sette pericolosi militanti della Jihad Islamica. Dopo cinque giorni di occupazione nessuno di loro è stato trovato.&lt;br /&gt;M.S. è solo un danno collaterale, un incidente di percorso all’interno di una assolutamente fallimentare operazione militare compiuta in totale violazione non solo di qualsisi regola di diritto internazionale umanitario, ma anche di qualsiasi regola di coesistenza tra esseri umani.&lt;br /&gt;M.S. è solo un altro dei tanti effetti collaterali che Israele è disposta a causare in nome di una maggiore sicurezza del suo popolo..anche se io mentre guardo gli occhi di Jihan non sono così sicura che Israele oggi sia più sicura….&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-4026825731152355925?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/4026825731152355925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=4026825731152355925&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4026825731152355925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4026825731152355925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/04/nablus.html' title='NABLUS'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RhpJXrPt_AI/AAAAAAAAADk/VMb9oCEx8TQ/s72-c/IMG-28.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-8727803936820669895</id><published>2007-03-21T15:10:00.000+02:00</published><updated>2007-03-21T21:15:29.007+02:00</updated><title type='text'>FUCK!!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RgE1du-prOI/AAAAAAAAAC4/ed33K1OhirE/s1600-h/IMGP1985.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RgE1du-prOI/AAAAAAAAAC4/ed33K1OhirE/s400/IMGP1985.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044371842574953698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;CARI AMICI, QUESTO POST NON è COME TUTTI GLI ALTRI. IO IN QUESTO MOMENTO NON SONO COME SEMPRE..&lt;br /&gt;HO SEMPRE SCRITTO POST IMPERSONALI, RIVOLTI FORSE SPESSO PIù A ME CHE A VOI, UN MODO COME UN ALTRO PER CONDIVIDERE QUELLE ALLUCINAZIONI MENTALI CHE CERTE VOLTE MI OFUSCANO IL CERVELLO NEL TENTATIVO DI USCIRE ED ACQUISTARE UN SENSO!! QUESTA VOLTA è SOLO LA VOGLIA DI RACCONTARE CHE MI SPINGE A SCRIVERE, QUELLA VOGLIA DI PARLARE CHE TI PRENDE QUANDO TI SUCCEDE QUALCOSA E TI SENTI SOLO, E NON TI IMPORTA CON CHI, MA HAI BISOGNO DI PARLARE CON QUALCUNO, E NON TI IMPORTA NEANCHE COSA DI DIRà QUESTA PERSONA, TI IMPORTA SOLO CHE TI ASCOLTI. DI QUESTO HO BISOGNO ORA!&lt;br /&gt;COME BEN SAPETE IL MIO SOGGIORNO QUI, FINO AD ORA, è STATO MOLTO BELLO: NONOSTANTE TUTTO QUELLO CHE VEDI IN PALESTINA,NONOSTANTE LE TANTE COSE CHE MI SONO SUCCESSE, NONOSTANTE TUTTO, ANZI FORSE PROPRIO A CAUSA DI TUTTO QUESTO, I PASSATI TRE MESI SONO STATI PROBABILMENTE I MIGLIORI DELLA MIA VITA DA TANTO TEMPO!! STO FACENDO UN LAVORO CHE MI PIACE TANTISSIMO E STO IMPARANDO OGNI GIORNO DI PIù, DAL PUNTO DI VISTA PROFESSIONALE, MA ANCHE E FORSE DI PIù, DA QUELLO PERSONALE!HO CONOSCIUTO UNA PERSONA CON CUI STO SPERIMENTANDO UN TIPO DI RAPPORTO CHE NON HO MAI AVUTO CON NESSUNA DELLE PERSONE CON CUI SONO STATA, INTELLETTUALMENTE E SPIRITUALMENTE PARLANDO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RgE2ke-prPI/AAAAAAAAADA/qjXWpPm-Xsw/s1600-h/IMGP0472.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RgE2ke-prPI/AAAAAAAAADA/qjXWpPm-Xsw/s400/IMGP0472.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044373058050698482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;PERò, COME FORSE MOLTI DI VOI SANNO, IL MIO SOGGIORNO QUI è PIANIFICATO E DOVREI TORNARE IN ITALIA A SETTEMBRE, MOMENTO IN CUI FINISCE IL MIO SERVIZIO CIVILE. ORA PERò ACCADE UNA COSA STRANA IN QUESTO PAESE CHIAMATO ISRAELE E CHE MOLTI SOSTENGONO ESSERE UNA DEMOCRAZIA: IL VISTO TURISTICO PER GLI STRANIERI E DI SOLI TRE MESI. ESSENDO IO ARRIVATA IL 16 DI DICEMBRE, IL MIO VISTO è SCADUTO IL 16 DI MARZO.COME TUTTI COLORO CHE SI TROVANO QUI A FARE LE STESSE COSE CHE FACCIO IO, IL 15 SONO USCITA DAL PAESE PER RECARMI IN GIORDANIA, PASSARE UNA RILASSANTE VACANZA E POI RIENTRARE NEL PAESE CHIEDENDO UN ALTRO VISTO. DOPO DUE INTERROGATORI DI CIRCA UNA MEZZ'ORA CIASCUNO PERò LA SOLDATESSA ( PERCHè SONO SOLO DONNE QUELLE ADDETTE ALLA SICUREZZA AL CONFINE) MI HA DATO UN VISTO DI UN MESE. UN MESE. UN FOTTUTO MESE!!!!.&lt;br /&gt;ECCO QUINDI LA SITUAZIONE ATTUALE: IO E LORENZA, LA RAGAZZA CHE VIVE CON ME, ABBIAMO UN VISTO DI UN MESE. LE ALTRE DUE RAGAZZE CHE STANNO FACENDO SERVIZIO CIVILE CON NOI, E CHE HANNO VARCATO IL CONFINE UN GIORNO DOPO DI NOI, HANNO UN VISTO DI UNA SETTIMANA.(!!!!!!)&lt;br /&gt;ORA QUELLO CHE POSSIAMO FARE è RECARCI AL MINISTERO DEGLI INTERNI E CHIEDERE UN VISTO PIù LUNGO. PROBLEMA: AL MINISTERO DEGLI INTERNI SE SCOPRONO CHE NOI LAVORIAMO  IN PALESTINA CI POSSONO ESPELLERE DAL PAESE PER SETTE ANNI.   O QUINDICI. O PER SEMPRE.&lt;br /&gt;OPPURE POSSIAMO TORNARE IN ITALIA, RIFARE IL PASSAPORTO, E TENTARE DI RIENTRARE IN ISRAELE. ANCHE QUI CON IL RISCHIO CHE COMUNQUE UNA VOLTA IN AREOPORTO CI DICANO DI NUOVO NO E CI RISPEDISCANO A CASA.&lt;br /&gt;SONO AFFRANTA. SONO INCAZZATA, MA ANCORA DI PIù SONO TRISTE, IMMENSAMENTE TRISTE E PREOCCUPATA DI PERDERE TUTTO QUELLO CHE MI SONO COSTRUITA QUI IN TRE MESI DI DURO LAVORO.&lt;br /&gt;STO SPERIMENTANDO LA FRUSTRAZIONE DI ESSERE NELLE MANI DI UN GOVERNO ANTIDEMOCRATICO CHE PUò DECIDERE A SUO PIACIMENTO DELLA MIA VITA.&lt;br /&gt;SONO PALESTINESE IN QUESTO MOMENTO..CON TUTTI I SUOI PRO E I SUOI CONTRO..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-8727803936820669895?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/8727803936820669895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=8727803936820669895&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/8727803936820669895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/8727803936820669895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/03/fuck.html' title='FUCK!!!'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RgE1du-prOI/AAAAAAAAAC4/ed33K1OhirE/s72-c/IMGP1985.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-5084270915760795888</id><published>2007-03-12T11:00:00.000+02:00</published><updated>2007-03-12T11:01:39.092+02:00</updated><title type='text'>YOU ARE THE DIFFERENCE!!!</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WWyJJQbFago"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/WWyJJQbFago" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-5084270915760795888?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/5084270915760795888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=5084270915760795888&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/5084270915760795888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/5084270915760795888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/03/you-are-difference.html' title='YOU ARE THE DIFFERENCE!!!'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-718931945060270843</id><published>2007-03-10T13:43:00.000+02:00</published><updated>2007-03-10T14:20:26.915+02:00</updated><title type='text'>PENSIERI SPARSI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RfKbG-svPOI/AAAAAAAAACo/pj6uVjqlXdE/s1600-h/IMGP1368.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RfKbG-svPOI/AAAAAAAAACo/pj6uVjqlXdE/s320/IMGP1368.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5040261477193170146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tra le cose che mi fanno più paura ci sono i miei sentimenti, che custodisco gelosamente dentro di me e non oso spesso esprimere. Non perché non abbia fiducia, o perché pensi che gli altri non riescano a capirli, ma perché credo che se lascio che qualcuno spii dentro le mie emozioni più profonde, allora posso diventare ai suoi occhi vulnerabile e debole, soggetta ad un giudizio esterno che temo possa minare le mie fondamenta. Aprirsi agli altri non è solo un atto di fiducia, è un profondo atto di coraggio, il coraggio di lasciare che qualcuno, anche solo per un attimo, tocchi la tua anima, la profonda essenza di ciò che sei, ciò che, solo, sostiene il tuo essere.  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La mia esperienza qui, benchè non sia la prima, sta profondamente mutando tante sicurezze, sta riscrivendo pagine e pagine di profonde convinzioni, e facendo affiorare pensieri e comportamenti che pensavo di non aver mai sposato semplicemente perché non ci credevo. E questo perché la mia convinzione illuminista mi ha sempre dato l’illusione di poter analizzare e capire con certezza le ragioni del mio cuore. Ora comprendo quanto niente di tutto ciò sia mai stato più sbagliato. Sto capendo come lui, il mio cuore, abbia fatto delle scelte tanto tempo fa, sto capendo come lui, abbia spesso capito più di quanto il mio cervello sia mai stato in grado di recepire. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Vivere in Palestina è dura. E’ dura perché qui la violenza più forte e devastante non è quella dei soldati, dei checkpoint, della guerra vera e propria. Qui la violenza più devastante è quella dell’anima, quella sottesa, terrificante violenza alla quale mi sento sottoposta in ogni momento e in ogni luogo, da parte di tutti coloro che sono qui, senza distinzioni di razza o religione. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Qui, dove tanti parlano di pace e di filosofia della non-violenza, pochi in realtà hanno davvero capito cosa significano questi due termini. Qui la gente scambia la parola non-violenza con indolenza, e la parola pace con resa. Qui ogni concetto legato a queste due parole viene rivestito di un falso relativismo pseudo-illuminista: tutti si aspettano che in nome della lotta contro l’oppressione del popolo palestinese anche la non violenza assuma dei connotati “relativi”. Anche chi, come me, non è cresciuto in questo ambiente, non ha vissuto questa oppressione, non è fondamentalemente soggetto a questo scontro totalizzante tra Iasreliani e Palestinesi, si convince presto che per fare qualcosa sia necessario schierarsi. Badate bene, non credo che Israele abbia delle ragioni valide per fare quello che fa, così come non credo che i Palestinesi siano tutti terroristi..&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ma…… quando guardo negli occhi un soldato diciottenne cresciuto qui, con il suo fucile, le granate, la pistola, l’elemetto, il giubbotto antiproiettile..ecco, il suo sguardo mi parla lo stesso linguaggio dei ragazzini palestinesi con la keffia che gli copre il volto, la lunga fionda nelle mani e una pila di sassi davanti..I loro occhi parlano lo stesso linguaggio, il loro dolore non è diverso. Non sono uguali, lo so, non li metto sullo stesso piano,non hanno le stesso opportunità e gli stessi diritti,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ma il loro cuore parla la stessa lingua, questa è una certezza. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Coma fanno tutti gli internazionali che ci sono qui a non capire che l’unica cosa che davvero possiamo fare noi è non pretendere di assumere su di noi le sole ragioni di chi è visibilmente oppresso annullando ogni capacità di critica, anche se costruttiva. Come si può considerare non violenza lanciare delle pietre grandi come un melone? E come si può considerarsi portatori di pace pensando che urlare in faccia ad un soldato che è un bastardo sia qualificabile come “non violenza”? E questo senza giudicare l’azione in se, senza soffermarsi sulle analisi dei contesti in cui queste reazioni nascono, che le possono rendere comprensibili..ma MAI giustificabili!!!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Continuo a chiedermi come sia possibile non vedere che l’oppressione del popolo palestinese, così palese e identifibile, non è altro che l’altra faccia della medaglia dell’oppressione stessa che il popolo israeliano subisce giorno per giorno, nel clima di paura e odio e diffidenza nel quale fa crescere i propri figli. Il ricatto morale che sta dietro alla scelta forzata che i giovani di questa terra, Palestinesi ed Israeliani, devono compiere è la stessa, è il ricatto a cui anche molti, anzi, quasi tutti gli internazionali, si trovano sottoposti. Ed è un ricatto tanto forte che è quasi impossibile sottrarvisi, è il ricatto del “o con noi o contro di noi”. E’ questa la mia scelta..io non voglio cedere a questo ricatto: sono qui per stare dalla parte degli oppressi, dalla parte di chi subisce, dalla parte di chi lotta ..ma senza fare distinzioni, almeno ci provo, e senza mai perdere la capacità di critica. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non credo che il fine giustifichi i mezzi. Le vittime di questo conflitto non sono solo i palestinesi, le vittime di questo conflitto sono tutti coloro che ci vivono dentro, sono tutti coloro che non possono decidere di stare nel mezzo, sono tutti coloro che vogliono davvero cambiare le cose, cominciando dalla loro stessa società. Io sto capendo che non posso davvero aiutare nessuno se divento vittima di tutto questo, non posso essere “portatrice di pace” se lascio che la guerra entri dentro di me.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Credo di essere sulla buona strada, credo di stare capendo qualcosa, tra le macerie delle mie convinzioni sto trovando materiale per edificare un nuovo essere.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-718931945060270843?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/718931945060270843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=718931945060270843&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/718931945060270843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/718931945060270843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/03/pensieri-sparsi.html' title='PENSIERI SPARSI'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RfKbG-svPOI/AAAAAAAAACo/pj6uVjqlXdE/s72-c/IMGP1368.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-5889515352054758287</id><published>2007-02-27T22:26:00.001+02:00</published><updated>2010-05-11T03:46:45.615+03:00</updated><title type='text'>BIL'IN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/ReSYmYLXJVI/AAAAAAAAACY/mw6VKr01KEU/s1600-h/IMGP1561.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 232px; height: 154px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/ReSYmYLXJVI/AAAAAAAAACY/mw6VKr01KEU/s320/IMGP1561.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5036318068399613266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:webdings;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La manifestazione di Bil'in si svolge ogni venerdì da due anni. Due anni che si cerca di lottare per impedire che l'ennesimo villaggio venga distrutto dalla lunga mano di Israele, che con il suo muro sta semplicemente istituzionalizzando la sua continua e violenta occupazione. Vorrei essere obiettiva, davvero, ma la verità è che non posso. Tra oppressi ed oppressori  non c'è spazio per l'oggettività, io ho scelto da che parte stare, ogni uno scelga la sua posizione secondo la sua coscienza. Io ho fatto la mia scelta, ma questo non credo che mi impedisca di capire le scelte diverse dalla mia. Sono aperta ad ogni critica, ma io ho fatto la mia scelta!!.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;A Bil'in, a Hebron, ovunque, ho scelto di rinnovare la mia decisione di stare al fianco degli oppressi. Senza mai perdere la capacità di critica, senza mai perdere la tenerezza, se mi si consente una citazione da chi aveva deciso di combattere con le armi contro l'oppressione del suo popolo, ma non solo.&lt;br /&gt;Io rimango pacifista, perchè sono convinta che la non violenza sia l'unica arma capace di fronteggiare qualsiasi esercito, anche il più potente, ricco e sofisticato del mondo!. Io rimango ferma nella mia convinzione!. Anche con il fumo dei lacrimogeni negli occhi, anche con la gola in fiamme e i proiettili che mi fischiano nelle orecchie.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;A Bil'in, in mezzo  al prato di un piccolo villaggio, mentre cerco di respirare e non ci riesco, mentre sento il gas bruciarmi nei polmoni e le forze abbandonarmi, io rimango convinta di aver scelto la strada giusta.  E, mentre la paura mi assale e non vedo più nulla, se non il fumo del gas che mi circonda, la paura sale  e per interminabili minuti cerco di respirare e tenere gli occhi aperti per capire dove piovono le bombe sonore e le bombe a gas e da che parte arrivano i proiettili sparati dai soldati, che solo fino a due minuti fa chiacchieravano con me. Rimango convinta anche quando capisco che non posso correre se non ci vedo più, e le lacrime non smettono di scendere e bruciano sulla pelle come fossero spine.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/ReSQOILXJSI/AAAAAAAAACA/vgcMDDgeEqM/s1600-h/Anahi-mylovely.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/ReSQOILXJSI/AAAAAAAAACA/vgcMDDgeEqM/s320/Anahi-mylovely.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5036308855694763298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:webdings;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Rimango convinta anche quando riesco ad intravedere la sagoma di un ragazzino sbucare dalla nebbia. Lui non piange  come me, lui non sembra sentire il gas, la paura, il rumore delle bombe sonore, lui non sembra preoccuparsi dei proiettili veri e di plastica che hanno già colpito dieci persone negli ultimi dieci minuti, e che potrebbero colpire anche noi. La kefia gli copre il volto, nella mano la lunga fionda che usa per lanciare sassi ai soldati. Vedo solo i suoi occhi, tra le lacrime e la paura: i suoi occhi mi parlano di odio e di tenerezza insieme. Sono gli occhi di una umanità che sta fallendo, sono gli occhi della SPERANZA CHE NON c'è, sono gli occhi di un mondo che gli ha voltato le spalle.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quando cado sulle ginocchia, vedo solo la sua sagoma scomparire...poi la paura mi inghiotte...attimi di silenzio..l'unico rumore che sento è il mio cuore che batte..Non piango per me, non piango perchè ho paura di morire, piango per lui e per tutti gli altri ragazzi che, come lui, in quel campo, stanno tirando la loro vita contro uno degli eserciti più potenti del mondo. Piango per loro e per le loro madri, piango per  il futuro che non hanno..piango per i soldati che sparano, piango per il vecchietto investito dal getto dell'idrante che rotola via senza più coscienza e si accascia come uno straccio bagnato senza vita..&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un flusso di pensieri mi assale, ma non riesco a seguirlo perchè il gas sta facendo effetto, e lentamente sento mancarmi le forze e l'ossigeno nei polmoni. Solo la mano di James mi riporta alla realtà: anche lui ha gli occhi pieni di lacrime e ha paura. Ma il solo contatto con la sua mano mi ridà la forza di alzarmi. E i momenti passati insieme forse sono l'unica fonte di energia, mentre, mano nella mano, corriamo cercando di trovare una via di fuga. Quando arrivo sulla collina, gli occhi chiusi e la gola in fiamme, ho nelle orecchie solo il suono dei miei rantoli, ennesimo sforzo di cercare di fare entrare aria nei polmoni, nella testa la paura di morire.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;E' una voce che mi riporta alla realtà, la mano di James è l'unico legame con il mondo in questo momento.&lt;br /&gt;"Non smettere di respirare, ce l'hai fatta, sei al sicuro, non smettere di respirare e tutto andrà bene". La voce mi mette in mano un batuffolo di cotone imbevuto di alcool e me lo appoggia sotto il naso. Lentamente ricomincio a respirare, dopo pochi minuti posso aprire gli occhi..James è ancora davati a me e mi tiene ancora la mano&lt;br /&gt;..sono viva..&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Mi volto appena in tempo per vedere un ragazzo colpito da un proiettile allo stomaco, gli occhi fuori dalla orbite, la bocca aperta per cercare di respirare...lui non ha avuto la mia stessa fortuna.&lt;br /&gt;Dietro le mie spalle l'inferno continua, dentro di me l'inferno è appena cominciato.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Wecome to Palestine!! &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/ReSTi4LXJTI/AAAAAAAAACI/l8tGOd6ygX0/s1600-h/IMGP1611.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/ReSTi4LXJTI/AAAAAAAAACI/l8tGOd6ygX0/s320/IMGP1611.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5036312510711932210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:webdings;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-5889515352054758287?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/5889515352054758287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=5889515352054758287&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/5889515352054758287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/5889515352054758287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/02/bilin.html' title='BIL&apos;IN'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/ReSYmYLXJVI/AAAAAAAAACY/mw6VKr01KEU/s72-c/IMGP1561.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-2894204468337004762</id><published>2007-02-06T23:09:00.000+02:00</published><updated>2007-02-06T23:21:40.504+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 255);font-size:180%;" &gt;Martin             Luther King&lt;br /&gt;           (1929 - 1968)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;             &lt;p style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 153, 255);"&gt;"Ci             troviamo ora di fronte al fatto che domani è già oggi..."&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;             &lt;p style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 153, 255);"&gt;"La             speranza spetta a noi, e per quanto potremmo desiderare altrimenti,             dobbiamo scegliere in questo momento cruciale della storia umana."&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;             &lt;p style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 153, 255);font-family:Times New Roman;" &gt;"La             vera scelta non e' tra nonviolenza e violenza ma tra nonviolenza e             non esistenza... Se non riusciremo a vivere come fratelli moriremo             tutti come stolti".&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-2894204468337004762?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/2894204468337004762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=2894204468337004762&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2894204468337004762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2894204468337004762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/02/martin-luther-king-1929-1968-ci.html' title=''/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-1831591407459032982</id><published>2007-02-06T23:01:00.000+02:00</published><updated>2007-02-07T19:43:47.742+02:00</updated><title type='text'>L’ABBRACCIO DI UN ANGELO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RcjtLEdqnzI/AAAAAAAAABs/-ufMYVMu96U/s1600-h/381502542_cc6ef61d02.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RcjtLEdqnzI/AAAAAAAAABs/-ufMYVMu96U/s320/381502542_cc6ef61d02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028529758391672626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando i soldati arrivano al campo dove circa venti internazionali stanno aiutando i contadini locali a piantare gli alberi di ulivo nessuno sembra spaventato. Stiamo solo piantando delle piantine..cosa ci può essere di male in questo? E poi non si può sentirsi spaventati da sei ragazzini ventenni, sguardo smarrito e un po’ intontito dalla paura che sbuca da un giubbotto antiproiettili davvero troppo grosso per loro. “Avete tre minuti per andarvene, poi vi arrestiamo questa è una zona militare” Come può un campo di ulivi di proprietà di una famiglia palestinese diventare una zona militare? Qui non ci sono basi militari, solo una decina di roulotte di coloni che hanno scelto questa collina come loro casa, chiudendosi in una prigione circondata da filo spinato e soldati poco più che ventenni. Ma tre minuti sono abbastanza, bastano e avanzano per piantare gli ulivi rimasti.&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;I soldati non sembrano della stessa idea però..e forse i loro orologi funzionano in modo diverso, perché dopo pochi secondi stanno saltando sopra una piantina appena interrata spezzandone gli esili ramoscelli.&lt;br /&gt;Hassan ha solo 12 anni. Non dovrebbe neanche stare qui, dovrebbe essere a casa a giocare con gli amichetti. Ma qui si cresce in fretta e Hassan è già un piccolo attivista che va nei campi confiscati del babbo a piantare alberelli di ulivo con persone che non conosce e che parlano un’altra lingua. Sembra la bimba con il cappotto rosso di Schindler List, lui con la sua felpa giallo canarino che risalta sullo sfondo marrone scuro e verdone della terra. E come tutti i dodicenni forse non lo sa neanche cosa sta facendo quando si scaglia contro un soldato che ha appena spezzato la sua piantina di ulivo e gli sferra un bel calcio negli stinchi. E anche Abram, con il suo M-16 al collo e i suoi pochi vent’anni non lo sa davvero cosa sta facendo quando lo afferra per le spalle e comincia ad urlargli in faccia. Due bambini. Due bambini che litigano per un gioco conteso. Faccia contro faccia, a due centimetri di distanza una dall’altra che si urlano una rabbia non loro, eredità di due popoli che hanno trasformato il dolore in odio e hanno incatenato i loro figli in una spirale di violenza senza uscita.&lt;br /&gt;In una frazione di secondo ci sono almeno trenta persone accalcate le une sulle altre che cercano di dividerli, ma ormai è troppo tardi..&lt;br /&gt;Così, mentre tutti si spintonano e alle urla si sovrappongono altre urla, qualcuno fa qualcosa che nessuno si aspetta. Non so da dove arrivi, o chi sia. Piano piano, entra silenzioso nel cerchio di gente, soldati, internazionali, poliziotti, contadini, bambini, e, come un angelo arrivato da chissà dove, fa la cosa più semplice del mondo: lo abbraccia.&lt;br /&gt;E’ una frazione di secondo...tutto si ferma per una impercettibile frazione di secondo: il ragazZino ha lo sguardo smarrito, il soldato per un attimo si dimentica di urlare. Lui non sembra neanche vero, sembra non essere li, in mezzo a M-16 e granate e pistole e rabbia vomitata da bocche assetate di odio. Ma io lo vedo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Solo, un angelo abbraccia quella felpa gialla e con il suo corpo gli fa da scudo.&lt;/p&gt;                &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tutto ciò che accade dopo è una danza, una danza ballata sulle note di rinnovate urla confuse, sembra che nessuno abbia sentito quel secondo di silenzio che ho sentito io. Una danza che si lascia cullare dalla melodia di una madre che prega perché suo figlio di dodici anni non venga arrestato. E quelli che prima erano solo due bambini incattiviti sono ora il fulcro di un grande cerchio: internazionali e soldati che si tirano e si abbracciano chi per impedire che qualcuno venga portato via chi per strappare dalle mani del “nemico” un prezioso ostaggio. E il cerchio nel frattempo si sposta&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e si muove sul campo lasciandosi dietro le povere piantine spezzate dal peso di tanta rabbia, le scarpe di Hassan semi-ricoperte di terra, le urla della madre che si aggrappa alla giacca del soldato implorandolo di lasciare il suo bambino.&lt;br /&gt;Ma l’angelo non molla, non si scompone, non si lascia contagiare da tanta rabbia e disperazione. E’ la forza dell’amore e della solidarietà contro la paura e l’odio. E’ una battaglia vinta in partenza.&lt;br /&gt;E’ la forza della calma e della pazienza. L’angelo è sempre li, anche se nessuno lo vede davvero. Perché è molto più facile vedere la paura e l’odio e sentire le grida e gli insulti, piuttosto che percepire il silenzioso canto della speranza. Ma lui rimane li. Un angelo, solo, contro un gigante.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Come quello che ho visto io, altri angeli calpestano questa terra. Come lui, anche io nel mio piccolo mi sento di lottare per la solidarietà e non per la rabbia.&lt;br /&gt;Questa storia è dedicata a tutti gli angeli che camminano tra noi, dai ragazzi dell’Operazione Colomba a quelli del CPT, dai Caschi Bianchi nel mondo ai pacifisti di ogni luogo.&lt;br /&gt;Questa storia è dedicata ad una felpa gialla che corre giù per la collina dopo aver danzato con un angelo al suo fianco. Questa storia è dedicata ad un soldato che tornando a casa forse chiederà un abbraccio a sua madre per capire cosa ha provato quella felpa che gli è sfuggita dalle mani.&lt;br /&gt;Questa storia è dedicata a tutti coloro che aspettano che il loro angelo arrivi a salvarli..non perdete la speranza, loro sono tra noi!!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questa storia è dedicata a Runa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-1831591407459032982?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/1831591407459032982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=1831591407459032982&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1831591407459032982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1831591407459032982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/02/labbraccio-di-un-angelo.html' title='L’ABBRACCIO DI UN ANGELO'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RcjtLEdqnzI/AAAAAAAAABs/-ufMYVMu96U/s72-c/381502542_cc6ef61d02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-4184937696132834376</id><published>2007-02-06T15:09:00.000+02:00</published><updated>2007-02-06T15:18:12.737+02:00</updated><title type='text'>Storie di ordinaria follia? o di pianificata umiliazione?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rch_hkdqnyI/AAAAAAAAABg/68VaAivM-Gc/s1600-h/IMGP0688.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rch_hkdqnyI/AAAAAAAAABg/68VaAivM-Gc/s320/IMGP0688.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028409198659673890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sono le quattro e quaranta quando arriviamo al checkpoint Gilo…anzi, non più checkpoint, adesso questo è un terminal. E’ un confine di stato per Israele, per i palestinesi è solo un ulteriore strumento di oppressione, un modo come un altro per umiliarli. Di fronte a noi il muro: alto otto metri incute timore. Se anche non avesse il significato che ha, basta la sua sola presenza e far sentire nell’aria quell’odore amarognolo di sconfitta, la sconfitta dell’umanità che si distingue dagli animali solo per la sua capacità di fare del male senza la scusante dell’istinto o della fame. Lì davanti, assi di legno appoggiate su mattoni sono il surrogato di piccoli negozi: ben ordinate su di esse scatole di humus,mutabal e pane, il pranzo di chi ha troppa fretta e troppo poco tempo per prepararsi un pasto caldo. Le uniche luci sono quelle dei neon che si riflettono sulle facce stanche dei loro proprietari, occhi che sbucano dalle keffie rosse, freddi come la luce che li illumina. E’ buio e fa freddo. Ci saranno al massimo tre gradi. Ancora c’è molto silenzio. L’unico calore viene dal baracchino del caffè, un pentolone appoggiato su un minifornellino a gas che dispensa un po’ di fumante acqua calda dall’odore di nescaffe e cardamomo. Poi, piano piano, cominciano ad arrivare. Li vedo comparire dal buio, ognuno con il suo sacchettino di plastica nera nella mano, fantasmi invisibili che diventano persone solo quando la tenue luce dei neon si riflette sui loro volti. Non camminano, non sembrano intontiti dal sonno e dal freddo come me. Corrono e hanno gli occhi svegli, ma le rughe e le occhiaie tradiscono la stanchezza di un’esistenza nera come la loro pelle. Sono i lavoratori palestinesi che hanno un’occupazione in Israele. Sono fortunati, loro: hanno un lavoro e un permesso che consente di uscire dai territori occupati, dove lavoro non ce n’è perché non c’è nessuna attività economica. Alle cinque e un quarto comincia l’ora di punta: è ancora buio e il sole sorgerà solo tra un’ora, ma il piazzale davanti al muro si anima di decine di &lt;em&gt;sherut&lt;/em&gt;, i taxi collettivi. Arrivano a tutta velocità, sembra quasi che non si accorgano che davanti a loro c’è un muro alto otto metri che blocca la strada. Non si fermano neanche. Rallentano giusto quel tanto che basta per fare inversione a u e tornare indietro, e mentre fanno questa manovra i portelloni laterali si aprono e vomitano fuori otto, nove uomini, che scendono al volo sfruttando la forza centrifuga per prendere la rincorsa e correre verso l’ingresso del terminal. Si, hanno fretta, devono andare al lavoro. Ma c’è anche chi se la prende con più calma, si ferma a prendere un caffè fumante, più per scaldarsi che per la voglia di bere quella brodaglia nera come il loro umore. Alle cinque e mezza sono già più di un centinaio, tutti in fila, incanalati tra due reti metalliche, come polli in gabbia, lo stesso sguardo di chi sa che il proprio destino è in mano di altri. Quelli che sono arrivati per primi sono già stanchi e si siedono a terra. Sono tutti uomini, di ogni età, molto giovani, ma ci sono anche degli anziani, appoggiati al bastone, lo sguardo perso nel vuoto e la keffia tirata su fino al naso. Le donne, quelle poche che ci sono, non rimangono in mezzo alla fila, vengono subito fatte passare davanti a tutti, loro saranno le prime ad entrare: un tacito accordo che nessuno disattende, una galanteria sottintesa che non ha bisogno di alcuna spiegazione. Gli uomini invece hanno ancora parecchio da aspettare, se va bene il checkpoint aprirà alle sei, e allora, uno alla volta potranno cominciare a passare. Prima dal metal detector, per il primo controllo documenti, uno alla volta, mostreranno al militare dentro il gabbiotto di cemento la loro carta d’identità verde, e sotto, lo sguardo attento del suo M16, potranno dirigersi verso l’ingresso del terminal. Un enorme cartello del ministero del turismo dietro le loro spalle augura ai pellegrini che fanno la strada inversa “ La pace sia con te”. Ma qui la pace è solo per i turisti, non per i palestinesi. Dentro il terminal li aspetta un’altra fila alla fine della quale dovranno spogliarsi: via la giacca, la keffia, le scarpe, la cintura, via anche il pacchetto delle sigarette e ogni altra cosa che non siano le logore magliette e i pantaloni che li vestono. Tutto in fretta altrimenti i militari che dalla balaustra sopra di loro li tengono sotto il tiro dell’M16 si spazientiscono, ma soprattutto perché li dentro fa anche più freddo che fuori. Se tutto va bene dall’altra parte si possono rivestire, sempre in fretta, e correre verso l’ultima fila che li aspetta dall’altro lato, questa volta per il controllo accurato dei documenti: carta d’identità e permesso israeliano per uscire dai territori. Per il militare davanti al computer, codici da inserire nel terminale, per controllare che non siano terroristi o amici di terroristi o parenti di terroristi o solo persone poco gradite al governo israeliano. Poi giù, di corsa verso il piazzale, dove i minibus arabi da venti posti caricano dalle venticinque alle trenta persone alla volta e le portano a tutta velocità verso Gerusalemme. I più fortunati termineranno lì il loro viaggio, ma altri dovranno proseguire verso Tel Aviv o Ramallah, e avranno altre code e altri checkpoints da passare. Oggi sono fortunati, alle sei il checkpoint apre, se aprisse più tardi sarebbe troppo tardi, troppo tardi per arrivare in tempo al lavoro, dove dovrebbero recuperare il tempo perso fermandosi di più a fine giornata, prima di ricominciare il percorso all’inverso che li riporterà verso casa. Hamir &lt;a style="" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=2343814325549781008#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;/a&gt;è appoggiato alla rete di ferro, il sacchetto nero stretto tra le mani, la keffia avvolta intorno al collo e tanta voglia di parlare. E’ uno dei pochi che sa l’inglese e si ferma volentieri a chiacchierare con noi. Lui è di Betlemme, è sposato e ha tre figli, il più grande di 26 anni, il più piccolo di 6. Tutte le mattine si alza alle quattro per essere al checkpoint alle cinque e mettersi in fila per poter arrivare al lavoro alle sette e mezza. Alle cinque del pomeriggio ha già finito, ma non arriva mai a casa prima delle sette di sera. “ Ma io sono fortunato” dice. Si riferisce a Mohammed, che dietro di lui si appoggia assonnato alla rete e ci guarda senza aprire bocca. Lui è di Hebron, la sua sveglia è alle due del mattino, certe volte anche a mezzanotte. Ma non solo. Mohammed lavora a Tel Aviv, a un’ora e mezza da Gerusalemme. Lui a casa ci torna alle otto, nove di sera. Tutti i giorni, otto nove ore di lavoro e altrettante di viaggio, quando senza i checkpoint in macchina ci metterebbe due ore massimo. Mohammed e Hamir dormono in media cinque ore a notte, lavorano nel campo dell’edilizia, e sono fortunati perché loro un lavoro ce l’hanno. Come loro centinaia di lavoratori palestinesi ogni mattina alle due, alle tre alle quattro si svegliano per andare a fare la fila ai checkpoints. Come loro, centinaia di Palestinesi ogni mattina si recano in Israele per andare a costruire strade, ponti, scuole e case che non potranno mai usare perché loro non sono israeliani. E non sono neanche persone, perché a loro il diritto di esistere come esseri umani è negato, perché non ci sono diritti dove non c’è dignità. E non c’è dignità dove un padre, la sera, quando torna a casa, non ha neanche la forza di prendere in braccio il proprio bambino e dirgli che il suo futuro, se ci sarà, sarà migliore del presente di suo padre, che lavora per la stessa gente che domani potrebbe arrivare con un buldozzer e riprendersi in pochi minuti il frutto di una vita fatta di code e umiliazioni. (questo articolo è stato pubblicato su antenne di pace)  &lt;div style=""&gt;&lt;a style="" href="http://www2.blogger.com/post-create.g?blogID=2343814325549781008#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="" id="ftn1"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-4184937696132834376?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/4184937696132834376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=4184937696132834376&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4184937696132834376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4184937696132834376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/02/storie-di-ordinaria-follia-o-di.html' title='Storie di ordinaria follia? o di pianificata umiliazione?'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rch_hkdqnyI/AAAAAAAAABg/68VaAivM-Gc/s72-c/IMGP0688.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-2605655876202065649</id><published>2007-01-26T12:29:00.000+02:00</published><updated>2007-01-26T13:01:43.783+02:00</updated><title type='text'>Anarchia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RbndXEdqnxI/AAAAAAAAABU/KXvTV1aOr9I/s1600-h/IMGP0015.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 295px; height: 196px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RbndXEdqnxI/AAAAAAAAABU/KXvTV1aOr9I/s320/IMGP0015.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024290247713398546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Anarchia vuol dire non-violenza, non-dominio dell’uomo sull’uomo, non imposizione&lt;br /&gt;per forza della volontà di uno o di più su quella di altri.&lt;br /&gt;È solo mediante l’armonizzazione degli interessi, mediante la cooperazione volontaria, con l’amore, il rispetto, la reciproca tolleranza, è solo con la persuasione, l’esempio, il contagio e il vantaggio mutuo della benevolenza che può e deve trionfare l’anarchia, cioè una società di fratelli liberamente solidali, che assicuri a tutti la massima libertà, il massimo sviluppo, il massimo benessere possibili. L’origine prima dei mali che han travagliato e travagliano l’umanità, a parte s’intende quelli che dipendono dalle forze avverse della natura, è il fatto che gli uomini non han compreso che l’accordo e la cooperazione fraterna sarebbero stati il mezzo migliore per assicurare a tutti il massimo bene possibile, e i più forti e i più furbi han voluto sottomettere e sfruttare gli altri, e quando sono riusciti, a conquistare una posizione vantaggiosa han voluto assicurarsene e perpetuarne il possesso creando in loro difesa ogni specie di organi permanenti di coercizione. Da ciò è venuto che tutta la storia è piena di lotte cruenti: prepotenze, ingiustizie, oppressioni feroci da una parte, ribellioni dall’altra.&lt;br /&gt;Non v’è da fare distinzioni di partiti: chiunque ha voluto emanciparsi, o tentare di emanciparsi, ha dovuto opporre la forza alla forza, le armi alle armi. Però ciascuno, mentre ha trovato necessario e giusto adoperare la forza per difendere la propria libertà, i propri interessi, la propria classe, il proprio paese, ha poi, in nome di una morale sua speciale, condannata la violenza quando questa si rivolgeva contro di lui per la libertà, per gli interessi, per la classe, per il paese degli altri."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Errico Malatesta, 1924&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-2605655876202065649?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/2605655876202065649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=2605655876202065649&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2605655876202065649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2605655876202065649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/01/anarchia.html' title='Anarchia'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RbndXEdqnxI/AAAAAAAAABU/KXvTV1aOr9I/s72-c/IMGP0015.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-4562292816407344515</id><published>2007-01-22T15:28:00.000+02:00</published><updated>2007-01-22T15:45:59.465+02:00</updated><title type='text'>SINDROME</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RbS-QUdqnwI/AAAAAAAAABI/-gA68aiHDvc/s1600-h/IMGP0703.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 283px; height: 188px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RbS-QUdqnwI/AAAAAAAAABI/-gA68aiHDvc/s320/IMGP0703.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022848672005267202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando si arriva in Palestina nei primi giorni di permanenza, ma spesso anche nei primi mesi, si sviluppa quello che si potrebbe chiamare Sindrome Schoizzofrenica da Salvatore del Mondo. Per quanto uno cerchi di conservare il suo equilibrio e la sua stabilità questo posto è in grado di entrarti nella testa. Così ti trovi a voler fare mille e una cose, a pensare a progetti, documentari, articoli, storie su cui potresti lavorare, da raccontare. Vuoi dare a tutti i costi il tuo contributo, forse molto più per te stesso, per non sentirti in colpa rispetto ad una situazione del quale un po’ senti anche tu la responsabilità, che per aiutare davvero la gente che vive qui. Perché i Palestinesi trasmettono tutto tranne che bisogno di aiuto..qui la gente aiuta te, non ti chiede di essere aiutata.&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed è questo il grande paradosso..noi poveri stronzi armati di buone intenzioni siamo anni luce da questa gente!! Con tutte le nostre comodità, le nostre opportunità, la nostra istruzione, la tecnologia..noi siamo davvero dei ritardati dal punto di vista politico e sociale. La nostra cultura occidentale non si traduce altro che in una sottesa presunzione di superiorità effettiva, quando la liberalizzazione dei costumi è l’unico rimasuglio di un antico fermento intellettuale ormai perduto. Qui i disoccupati al bordo della stradA ti citano Tolstoy mentre noi guardiamo la tv per sapere chi è l’ultima velina che si è scopata il calciatore, gli studenti dell’università si laureano in tre anni lavorando nel frattempo e facendo anche volontariato in qualche associazione nel tempo libero, mentre noi facciamo fatica a lavoricchiare due ore in un bar la sera per pagarci il cinema la domenica…siamo dei sfottuti ritardati mentali! Parliamo delle telenovelas come se fossero le nostre vite, guardiamo i film sognando di essere il Tom Cruise di turno e sogniamo di andare in televisione per fare i cantanti o gli attori..siamo dei ritardati. la nostra preoccupazione massima è trovare qualche motivo per lamentarci della sanità che fa schifo, dei servizi che fanno cagare, poi non ha importanza se non paghiamo le tasse..tanto evadere il fisco fa figo, fa furbo!!! Non ci passa neanche per il cervello di trovarci tra amici a discutere del fatto che stanno costruendo una bella base militare piena di bombe atomiche a qualche metro da casa nostra…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Eppure siamo i primi a sentirci superiori, a parlare., come la nostra Orianona nazionale, della superiorità della nostra cultura…a sentirci in dovere di aiutare gli altri, perché noi siamo fortunati, noi abbiamo tutto..quante cazzo di volte ho sentito questa frase!!!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ci manca solo una cosa, l’unica che non possiamo comprarci e che nessuno può darci..UN CERVELLO!!!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-4562292816407344515?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/4562292816407344515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=4562292816407344515&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4562292816407344515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/4562292816407344515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/01/sindrome.html' title='SINDROME'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RbS-QUdqnwI/AAAAAAAAABI/-gA68aiHDvc/s72-c/IMGP0703.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-974186802221183225</id><published>2007-01-16T12:34:00.000+02:00</published><updated>2007-01-16T16:48:22.109+02:00</updated><title type='text'>Nashas</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Razim0dqnvI/AAAAAAAAAA4/cPo8Nou5r4c/s1600-h/DSC00855.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Razim0dqnvI/AAAAAAAAAA4/cPo8Nou5r4c/s320/DSC00855.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020636841157238514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nashas Road sembra un parcheggio di taxi...ce ne sono una quantità incredibile alle dieci del mattino: piccoli, lunghi da otto posti, a furgoncino...una distesa gialla rumorosa, dove ai clacson si mescolano le voci degli autisti che chiamano i clienti, gli odori dei baracchini che vendono caffè, quello intenso e profumato dei nargilè..e la polvere, tantissima polvere, che ogni volta che un taxi parte a tutta velocità si alza in gigantesche nuvole che rendono tutto ovattato per qualche minuto e poi si disperdono lasciandoti sui vestiti un sottile strato di terra. E, come per magia, da quelle nuvole giallastre vedo comparire sul fondo i blocchi di cemento. No, Nashas Road non è un parcheggio, è quello che qua si chiama Road Block..non è un check point, e non è neanche un terminal, non ci sono militari..non serve per controllare i documenti o bloccare l'accesso a qualche settelment..un Road Block serve solo a rendere la comunicazione più difficile, serve a far si che una strada che si potrebbe fare in venti minuti venga percorsa in un'ora e mezza. Un Road Block serve a far si che qualsiasi palestinese si ricordi in ogni momento che le zone A, B e C non sono altro che l'ennesima presa per il culo di una società occidentale che è davvero convinta che esista un processo di pace in atto tra Israele e Palestina...Si tratta di enormi blocchi di cemento che ostruiscono la strada tra due città, Hebron e Betlemme in questo caso, e costringono chiunque a fare una strada alternativa, se c'è, oppure a scendere, scavalcare a piedi la barriera e prendere un altro taxi dall'altra parte. Se per caso poi qualcuno pensasse di rimuovere i blocchi, allora arriverebbe subito l'esercito israeliano a rimetterli, piazzerebbe li una bella jeep militare e probabilmente arresterebbe i responsabili di questa grave violazione della sua sicurezza. Non ha importanza se questa zona dovrebbe essere sotto la totale autorità palestinese, e non ha importanza neanche che qui dovremmo essere all'interno della Green Line...&lt;br /&gt;Dall'altro lato di Nashas Road mi si presenta lo stesso spettacolo di prima, taxi ovunque, urla, grida, odore di tabacco aromatico, e polvere.."Tuani Tuani"..mi corre incontro un uomo, "Hebron"basta una parola perchè lui mi indichi subito su quale sherut devo salire. Io mi accomodo, ma so che dovrò aspettare parecchio..il furgoncino è ancora vuoto, ci siamo solo io e un ragazzino cha avrà al massimo diciotto anni..dovremo aspettare finchè il furgoncino si riempia per partire..così ne approfitto per guardarmi intorno. Quando giro la testa alla mia destra mi trovo davanti una scena che non avevo notato prima..in mezzo alla strada c'è un divano! si, un divano da tre posti, che una volta doveva essere blu, con disegnati dei fiori rossi. Sopra, comodamente seduti come se fossero nel salotto di casa loro, tre uomini: uno mi fissa, mentre con uno stuzzicadenti si pulisce meticolosamente i denti, senza smettere di guardarmi; quello al suo fianco ha la pelle quasi nera, sembra bruciacchiato dal sole, ma gli occhi tanto chiari da essere quasi trasparenti..anche lui mi osserva, ma senza curiosità, quasi come se fosse annoiato e non avesse di meglio da fare. Il terzo capisco che dovrebbe essere l'autista del mio taxi..svaccato anche lui, le gambe allungate, le braccia incrociate sul petto, ogni tre secondi, preciso come un orologio svizzero, urla "hebron hebron hebron"..il tutto senza minimamente scomporsi. Mi sembra di esser finita in un film..ogni taxi che parte sfreccia a meno di un centimetro dal divano sollevando nuvole di polvere mista allo scarico di veicoli che non hanno mai visto un cambio di filtro nella loro lunghissima esistenza..eppure questi tre sembrano non solo non accorgersene, ma essere assolutamente a loro agio.&lt;br /&gt;Quando il taxi parte faccio in tempo a notare l'ultimo particolare assordo di questa allucinazione: dietro di loro, sui blocchi di cemento che ostruiscono la strada c'è un poster: Saddam Hussein, ben vestito e con un braccio alzato sorride alle spalle del divanetto, e forse non solo di quello...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-974186802221183225?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/974186802221183225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=974186802221183225&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/974186802221183225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/974186802221183225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/01/nashas.html' title='Nashas'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Razim0dqnvI/AAAAAAAAAA4/cPo8Nou5r4c/s72-c/DSC00855.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-833408261675246211</id><published>2007-01-15T09:48:00.000+02:00</published><updated>2007-01-15T09:49:15.177+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rasx8kdqntI/AAAAAAAAAAk/vj7kBIL_LT8/s1600-h/IMGP0499.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rasx8kdqntI/AAAAAAAAAAk/vj7kBIL_LT8/s400/IMGP0499.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020161126284566226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-833408261675246211?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/833408261675246211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=833408261675246211&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/833408261675246211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/833408261675246211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/01/blog-post.html' title=''/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/Rasx8kdqntI/AAAAAAAAAAk/vj7kBIL_LT8/s72-c/IMGP0499.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-1468516545225073148</id><published>2007-01-15T09:16:00.000+02:00</published><updated>2007-01-15T09:50:03.531+02:00</updated><title type='text'>Circus Behind The Wall</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RasxjkdqnsI/AAAAAAAAAAY/akNGFaNelwI/s1600-h/IMGP0487.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RasxjkdqnsI/AAAAAAAAAAY/akNGFaNelwI/s320/IMGP0487.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020160696787836610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Circus Behind the Wall è una scuola nata dal sogno di un uomo. Shadi ha sempre desiderato aprire la sua scuola di circo, e finalmente, nel giugno del 2006 ce l'ha fatta! Una decina di ragazzi, trainer dall'estero, tanta buona volontà e un teatro a Ramallah: walà, il gioco è fatto! Il sogno diventa realtà..e come per magia, il corpo e la mente diventano immagine, colore, forma. E' un circo palestinese che racconta la Palestina, attraverso un viaggio che dal muro all'areoporto non è fatto di parole, ma di emozioni e sensazioni attinte direttamente dal profondo dell'essere. Istanti di pura magia regalati in un'ora di spettacolari giochi acrobatici con il solo sottofondo del battito del cuore, un battito che non sai capire se tuo o loro...&lt;br /&gt;Ma ogni medaglia ha il suo rovescio, e qui, nel paese delle contraddizioni, il muro costruito da Israele è solo la più piccola delle barriere che separano le persone, e, paradossalmente, anche la più fragile. E' solo un muro in fondo, un muro fatto di polvere mescolata ad acqua, un muro che così come è stato eretto può essere distrutto ...Eppure questo muro diventa tremendo perchè feticcio di altre barriere, questa volta molto più difficili da abbattere. Sono le barriere del cuore, quelle che ragazzini acrobati ventenni si sono costruti nell'animo per non soccombere in questo mondo dove di magia ce n'è davvero poca! Sono le barriere della mente che proteggono dalla pazzia..sono i muri che difendono le poche certezze di chi vive nella costante precarietà. E' questo il muro della vergogna, quello che spinge dei ragazzi a rifiutare il training di una ragazza olandese perchè con un passato da israeliana... non ha importanza se brava,... non ha importanza se amica,... non ha importanza se i suoi sogni sono come i loro, non ha importanza se piange nel bagno perchè un rifiuto proprio non se lo aspettava...basta poco a erigere questi muri..chissà quanto ci vorrà per abbatterli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-1468516545225073148?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/1468516545225073148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=1468516545225073148&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1468516545225073148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/1468516545225073148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/01/circus-behind-wall.html' title='Circus Behind The Wall'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RasxjkdqnsI/AAAAAAAAAAY/akNGFaNelwI/s72-c/IMGP0487.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2343814325549781008.post-2342162010182310088</id><published>2007-01-11T10:44:00.000+02:00</published><updated>2007-01-11T11:23:55.553+02:00</updated><title type='text'>I'm Back!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RaYB6kdqnrI/AAAAAAAAAAM/KBNv5gzesNY/s1600-h/IMGP0521a.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018700940483141298" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RaYB6kdqnrI/AAAAAAAAAAM/KBNv5gzesNY/s320/IMGP0521a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Storie di ordinaria follia e' il mio blog, ad uso e consumo di chiunque voglia leggere un po' delle mie riflessioni sui viaggi che intreprendo appena posso e appena le mie finanze me lo permettono. In realta' per i prossimi nove mesi saro' in Palestina, nella West Bank, precisamente a Beit Sahour, quindi non vi aspettate grandi spostamenti..Sono qui come Casco Bianco, Corpo Civile di Pace, per l'Ass.Comunita' Papa Giovanni XXIII, che non posso non ringraziare per l'opportunita' che mi ha concesso, e lavorero' per l'Ass. locale Alternative Information Center, fondata da Palestinesi e Israeliani con l'obiettivo comune di diffondere quante piu' informazioni possano aiutare a porre fine al conflitto che devasta questa meravigliosa terra.&lt;br /&gt;Nei link che ho aggiunto a fianco trovate i miei report audio giornalieri con "il bollettino di guerra" come lo chiama mia madre, il sito dell'associazione per cui lavoro qui e quello di Antenne di Pace che e' il sito sul quale dovrebbero essere pubblicati i miei articoli. Ho aggiunto anche i link al sito di mio fratello, che pero' non lo aggiorna dal '15-18 e quello di un grande amico, il Vessa, che ha insistito parecchio perche' facessi il blog.(ciaooo vessaa!!)&lt;br /&gt;A breve, giuro, comincero a lavorarci seriamente!!!&lt;br /&gt;anahi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2343814325549781008-2342162010182310088?l=anahiayalaiacucci.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/feeds/2342162010182310088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2343814325549781008&amp;postID=2342162010182310088&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2342162010182310088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2343814325549781008/posts/default/2342162010182310088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anahiayalaiacucci.blogspot.com/2007/01/im-back.html' title='I&apos;m Back!'/><author><name>Anahi Ayala Iacucci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05322818939561612644</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/S73ujWb2MJI/AAAAAAAAALk/-9w3Ra2j9OE/S220/me.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1pb-4HpYZRM/RaYB6kdqnrI/AAAAAAAAAAM/KBNv5gzesNY/s72-c/IMGP0521a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
