martedì 16 gennaio 2007

Nashas

Nashas Road sembra un parcheggio di taxi...ce ne sono una quantità incredibile alle dieci del mattino: piccoli, lunghi da otto posti, a furgoncino...una distesa gialla rumorosa, dove ai clacson si mescolano le voci degli autisti che chiamano i clienti, gli odori dei baracchini che vendono caffè, quello intenso e profumato dei nargilè..e la polvere, tantissima polvere, che ogni volta che un taxi parte a tutta velocità si alza in gigantesche nuvole che rendono tutto ovattato per qualche minuto e poi si disperdono lasciandoti sui vestiti un sottile strato di terra. E, come per magia, da quelle nuvole giallastre vedo comparire sul fondo i blocchi di cemento. No, Nashas Road non è un parcheggio, è quello che qua si chiama Road Block..non è un check point, e non è neanche un terminal, non ci sono militari..non serve per controllare i documenti o bloccare l'accesso a qualche settelment..un Road Block serve solo a rendere la comunicazione più difficile, serve a far si che una strada che si potrebbe fare in venti minuti venga percorsa in un'ora e mezza. Un Road Block serve a far si che qualsiasi palestinese si ricordi in ogni momento che le zone A, B e C non sono altro che l'ennesima presa per il culo di una società occidentale che è davvero convinta che esista un processo di pace in atto tra Israele e Palestina...Si tratta di enormi blocchi di cemento che ostruiscono la strada tra due città, Hebron e Betlemme in questo caso, e costringono chiunque a fare una strada alternativa, se c'è, oppure a scendere, scavalcare a piedi la barriera e prendere un altro taxi dall'altra parte. Se per caso poi qualcuno pensasse di rimuovere i blocchi, allora arriverebbe subito l'esercito israeliano a rimetterli, piazzerebbe li una bella jeep militare e probabilmente arresterebbe i responsabili di questa grave violazione della sua sicurezza. Non ha importanza se questa zona dovrebbe essere sotto la totale autorità palestinese, e non ha importanza neanche che qui dovremmo essere all'interno della Green Line...
Dall'altro lato di Nashas Road mi si presenta lo stesso spettacolo di prima, taxi ovunque, urla, grida, odore di tabacco aromatico, e polvere.."Tuani Tuani"..mi corre incontro un uomo, "Hebron"basta una parola perchè lui mi indichi subito su quale sherut devo salire. Io mi accomodo, ma so che dovrò aspettare parecchio..il furgoncino è ancora vuoto, ci siamo solo io e un ragazzino cha avrà al massimo diciotto anni..dovremo aspettare finchè il furgoncino si riempia per partire..così ne approfitto per guardarmi intorno. Quando giro la testa alla mia destra mi trovo davanti una scena che non avevo notato prima..in mezzo alla strada c'è un divano! si, un divano da tre posti, che una volta doveva essere blu, con disegnati dei fiori rossi. Sopra, comodamente seduti come se fossero nel salotto di casa loro, tre uomini: uno mi fissa, mentre con uno stuzzicadenti si pulisce meticolosamente i denti, senza smettere di guardarmi; quello al suo fianco ha la pelle quasi nera, sembra bruciacchiato dal sole, ma gli occhi tanto chiari da essere quasi trasparenti..anche lui mi osserva, ma senza curiosità, quasi come se fosse annoiato e non avesse di meglio da fare. Il terzo capisco che dovrebbe essere l'autista del mio taxi..svaccato anche lui, le gambe allungate, le braccia incrociate sul petto, ogni tre secondi, preciso come un orologio svizzero, urla "hebron hebron hebron"..il tutto senza minimamente scomporsi. Mi sembra di esser finita in un film..ogni taxi che parte sfreccia a meno di un centimetro dal divano sollevando nuvole di polvere mista allo scarico di veicoli che non hanno mai visto un cambio di filtro nella loro lunghissima esistenza..eppure questi tre sembrano non solo non accorgersene, ma essere assolutamente a loro agio.
Quando il taxi parte faccio in tempo a notare l'ultimo particolare assordo di questa allucinazione: dietro di loro, sui blocchi di cemento che ostruiscono la strada c'è un poster: Saddam Hussein, ben vestito e con un braccio alzato sorride alle spalle del divanetto, e forse non solo di quello...

1 commento:

Anonimo ha detto...

hey looks very interesting and the photo album was good! i saw most of those graphites went i went to ramallah last week!
to bad i can't read italian :)